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Il caso

Datagate, Obama rischia di restare senza i suoi alleati, si rompe l'asse Ue-USA

Dopo lo scandalo delle intercettazioni sulla Cancelliera tedesca, la Casa Bianca potrebbe perdere la fiducia dell'Europa

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Angela Merkel e Barack Obama

Alleati state attenti, e’ l’avviso che la Casa Bianca sta facendo arrivare ai diplomatici dei paesi amici, quegli stessi i cui leader sono stati oggetto delle spiate dei servizi Usa. I 30mila documenti che Edward Snowden ha sottratto alla NSA, l’agenzia di intelligence Usa, contengono infatti informazioni dettagliate sulla cooperazione degli Usa con le “agenzie sorelle” internazionali. Lo riporta il Washington Post. Nelle decine di migliaia di pagine sono elencate diverse operazioni coordinate di raccolta di dati sensibili sulle mosse degli avversari dell’Occidente, dai piani nucleari dell’Iran all’espansionismo militare e commerciale di Cina e Russia. Le notizie piu’ delicate e dannose riguarderebbero la collaborazione con governi di paesi che non sono formalmente alleati con gli Stati Uniti, e che sono quindi piu’ esposti a ritorsioni dai regimi anti-americani. Lo staff di Obama, cenere sul capo,  ha anche dovuto avvisare i diplomatici esteri interessati che alcune “operazioni concordate” erano state condotte solo con alcuni settori dei governi alleati, ma all’insaputa di altre agenzie o ministeri. In un caso, un paese Nato avrebbe dato notizie su un programma anti-russo alle forze armate americane. Il materiale in questione rivela anche le dotazioni militari di altri paesi, tra cui armi come missili, navi e aerei. La pubblicazione di queste informazioni non mina solo il successo di iniziative comuni di controspionaggio, ma peggiora le relazioni gia’ tese tra i governi. Come emerge dalla reazione dura della Germania, della Francia e degli altri alleati europei, e’ ad alto rischio  la fiducia nella credibilita’ di Washington come partner, requisito fondamentale nei rapporti tra “amici” e soprattutto con regimi ufficialmente “non allineati”. Si sa che nell’arena globale e’ sempre una sfida del “tutti spiano tutti”. Ed e’ un gioco delle parti fare gli scandalizzati perche’ una intelligence straniera, alleata o meno, si ingegna a raccogliere segreti altrui. La tensione “pubblica” con i paesi alleati sta quindi crescendo, e nel corso del vertice della UE a Bruxelles Merkel e Hollande hanno alzato la voce contro la NSA. Il premier italiano Enrico Letta, al termine del vertice europeo, ha detto che "è arrivato il momento di fare chiarezza a tutti i livelli e rimettere ordine alla materia delle intercettazioni. Noi siamo interessati a un chiarimento". "Ci siamo associati all'iniziativa franco-tedesca che ora deve diventare operativa: servono chiarimenti perché non sono concepibili zone d'ombra fra alleati", ha aggiunto Letta. Il premier si è anche espresso sul merito delle rivelazioni di Snowden: "Penso che non sia un'attività utile e positiva, anzi crea molti problemi e non ha gli effetti positivi di trasparenza che lui si prefigge". All’Onu, il Brasile e la Germania stanno intanto lavorando alla preparazione di una risoluzione che sara’ messa ai voti nella Assemblea Generale entro l’anno sulla difesa della privacy su Internet. Il caso NSA non e’ citato esplicitamente, ma il nesso e’ ovvio. "Le rivelazioni degli ultimi mesi sul programma 'Prism' di sorveglianza e intercettazione globali “, ha cercato di allentare le pressioni sugli Usa il consigliere per la sicurezza interna e l'anti-terrorismo della Casa Bianca Lisa Monaco – ci hanno creato significativi problemi nei rapporti con alcuni dei nostri più stretti alleati". La Monaco però ha difeso la raccolta di dati sensibili da parte della NSA: "Anche se raccogliamo gli stessi tipi di informazioni rispetto alle altre nazioni i nostri servizi sono soggetti a maggiori restrizioni e supervisione che in qualunque altro Paese nella storia". Comunque, il presidente Obama "ci ha ordinato di rivedere le nostre capacità di sorveglianza", ha riferito il consigliere, "anche nelle relazioni con i nostri partner stranieri". La figuraccia dell’apparato di Washington nell’essere stato colto con le mani nel sacco dei segreti degli alleati e’ storica. Ma quello che imbarazza sempre piu’ i circoli internazionali e’ la estrema fragilita’ dimostrata dal governo Obama nel proteggere la propria attivita’ “sporca”. Prima con il caso Wikeleaks, le migliaia di documenti del Pentagono diffusi da Bradley “Chelsea” Manning, e adesso con lo “scoop” di Edward Snowden al  Guardian a proposito dell’intera attivita’ della NSA, fino alle spiate dei 35capi di stato, e’ la intera credibilita’ del governo Usa a subire un crollo, e non sara’ facile ricostruirla. Il fallimento del governo Obama in politica estera e’ nel curriculum di Barack. Lui sara’ ricordato come quello che ha fatto carte false per piacere ai nemici, dall’Iran alla Russia di Putin, e nel trattare male gli alleati, da Israele agli europei. E pensare che aveva conquistato la presidenza mettendo tra i suoi primi obiettivi proprio quello di rialzare il prestigio e la buona reputazione degli Stati uniti, sminuiti dall’avventura in Iraq di George Bush.

Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

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