Cerca

Strasburgo
Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Strasburgo
Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
Moggi porta l'Italia davanti alla Corte Europea - Luciano Moggi ha proposto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo contro le sanzioni inflittegli dalla giustizia sportiva e che hanno trovato sostanzialmente conferma a Napoli nella sentenza di primo grado del processo penale su Calciopoli
Ne ha dato notizia il legale di Moggi, avvocato Federico Tedeschini.
Sono numerose le violazioni contestate da Moggi e riguardano gli articoli 6 (diritto a un equo processo), 13 (diritto a un ricorso effettivo), 14 (divieto di discriminazione), 17 (divieto dell’abuso del diritto) e 18 (limite all’applicazione della restrizione dei diritti) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel ricorso viene sottolineata  ''non solo la gravità delle sanzioni inflittegli in violazione del principio di proporzionalità ai fatti contestati, ma anche che tali sanzioni siano frutto della scelta delle autorità sportive e giudiziarie nazionali di non tutelare i diritti dell'esponente riconosciuti dalla Convenzione''.
Moggi chiede dunque alla Corte Europea di "dichiarare la responsabilità della Repubblica italiana per le violazioni lamentate e, a titolo di riparazione, di condannare l'Italia ad adottare tutte le misure necessarie a ripristinare il suo 'status' prima delle lamentate violazioni, accordandogli pure un'equa riparazione".
Essendo stata richiesta la trattazione prioritaria del ricorso, l'avv. Tedeschini si è detto fiducioso che la Corte Europea si occupi della incresciosa vicenda entro sei mesi.
 
Moggi: Chiedo equità di giudizio - E' lo stesso Luciano Moggi a spiegare in un'intervista a 'Panorama' la situazione che lo ha indotto a rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo allo scopo di ottenere finalmente un giudizio equo. "Ho fatto quello che praticamente i diritti dell'uomo stabiliscono circa come debbano essere trattate le persone - dice Moggi - Penso ci debba essere equità nei giudizi”.
Quell'equità che in Italia è stata la grande assente: "Siccome è stato un processo basato sulle intercettazioni, chi ha avuto la bontà di leggerle sa perfettamente cosa è successo. Se c'era una società al di fuori di Calciopoli era proprio la Juventus. Guarda caso, il processo sportivo ha stabilito che non c'era nessuna partita truccata. Idem il processo penale”. E aggiunge: "Ci sono 170mila telefonate e purtroppo sono state ascoltate soltanto quelle che facevano comodo e da queste ultime sono stati ritagliati dei pezzi. Lei avrà letto le motivazioni del primo grado, dove si dice che sono stati fatti tagli a misura dell'accusa. Lo dice la motivazione, non lo dico io”.
E  Moggi per far emergere la verità ha lottato e combattuto, a spese sue, non solo per se stessa, ma per la Juve e per quanto sono stati ingiustamente coinvolti in questa faccenda e, come l'ex dg bianconero, ne sono usciti con le carriere distrutte e le vite ribaltate: "Ho fatto tanti sacrifici economici, per me, certo, ma soprattutto per tutti quelli che non hanno colpa e che sono stati distrutti da queste cose. Per i giovani arbitri che proprio non c'entravano niente e che ora sono rimasti con i figli piccoli a pagare il mutuo. L'ho fatto per loro. Prima li conoscevo soltanto attraverso il fischietto, ora sono diventato anche loro amico. E' una vergogna quello che è stato fatto nei confronti di gente che non ha colpa alcuna".
fonte: www.ju29ro.com

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • itz10pf

    04 Novembre 2013 - 15:03

    Ha fatto ricorso alla gorte dei diriddi dell'uomo....

    Report

    Rispondi

blog