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Telefono amico

La Cancellieri ora dia a tutti
il numero del suo cellulare

Così ogni parente di detenuto la chiamerà dandole l'occasione di non rinunciare alla sua umanità

Metodo Ligresti esteso a tutti gli italiani, e naturalmente anche ai tunisini, ai siriani, ai marocchini, agli etiopi, ai filippini, ai sudamericani, ai coreani, agli indiani, ai connazionali libici della ministra così piena di umanità per tutti i detenuti in difficoltà.
Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
La Cancellieri ora dia a tutti
il numero del suo cellulare

Proviamo a immaginare che il caso Anna Maria Cancellieri- Giulia Ligresti non abbia nulla a che vedere con questioni di giustizia. E sgombriamo pure il campo dalle vicende del figlio della Cancellieri, Piergiorgio Peluso, che quando è passato dai Ligresti era già manager ricco e famoso: nel 2005 aveva un 740 da 642.289 euro grazie a cui era al 4727° posto fra i più ricchi di Italia, superando di poche migliaia di euro perfino personaggi famosi dello spettacolo come Fabio Fazio, Antonio Ricci e Neri Marcorè. Proviamo a raccontare quel caso in un altro modo. Immaginiamo che riguardasse il signor Giulio Rossi, piccolo imprenditore, creditore del ministero dell’Economia di 5 milioni di euro da lunghi anni. Immaginiamo che senza quei soldi l’azienda del signor Rossi stesse per fallire, e che lui meditasse il suicidio, come è tragicamente accaduto in casi analoghi. Mamma Rossi però si ricorda di essere stata fin da ragazzina grande amica del ministro dell’Economia in carica. Gli telefona, spiega la drammatica situazione del figlio e i timori di un insano gesto. Il ministro la rassicura e poi chiama il dirigente del ministero che paga i crediti, spiegando il caso. Qualche giorno dopo al signor Rossi vengono liquidati i 5 milioni, la sua azienda non fallisce e ogni insano proposito di farla finita rientra. Erano dovuti quei 5 milioni di euro? Certo. Solo in Italia lo Stato fa appalti e dà commesse che poi si dimentica di pagare. Ha fatto del bene il ministro dell’Economia? Al signor Rossi di sicuro sì, e quel bene era un atto dovuto. Ma quanti altri signor Rossi ci sono che devono avere soldi da parte dello Stato e non hanno a disposizione  il telefono amico del ministro? Migliaia. Che devono pensare? Che il garante dei loro pagamenti si muove solo per qualcuno e per altri no? Bisognerebbe dare anche a loro il numero di telefonino del ministro, che potrebbe intervenire per chiunque seguendo la propria vocazione umanitaria. Ecco la soluzione al caso Cancellieri: il telefono amico. Si può risolvere pubblicando sul sito Internet del ministero il numero di cellulare del ministro, che avrà l’obbligo morale di ascoltare le richieste di congiunti di detenuti in difficoltà, segnalando poi ai dirigenti del ministero ogni pratica. Non mortifichiamo l’umanità della Cancellieri, come lei stessa chiede: che il telefono sia  amico per tutti!

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Commenti all'articolo

  • stonefree

    10 Novembre 2013 - 11:11

    Mi trovo d'accordo col dott. .bechis perche non può un ministro della giustizia interloquire col detenuto ed accordarsi per alleviare la pena, queste cose esistono solo qui in italia ,e '>l'allegria< europea nei nostri confronti e più che giustificata offrendo a loro queste situazioni, ringraziamo il governo larghe intese per averla difesa a spada tratta, anche il pdl .

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