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Il gala della Fondazione NY

Giovani italiani nella Grande mela:
Ecco dodici storie di successo

Ricercatori, giornalisti, cuochi, esperti di social media: altro che cervelli in fuga, a New York sono a casa loro e a tornare in Italia non ci pensano nemmeno

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Consentitemi un riferimento personale come attacco del racconto d’una edificante e bella storia di talenti e di successi italiani a Manhattan. Faccio le mie congratulazioni al brillante ricercatore monzese, Luca Colnaghi, un caro amico che avevo conosciuto quando era appena arrivato qualche anno fa alla New York University per un master in biologia. Ora sta "studiando il cervello e la mente" alla Columbia sotto la direzione di un premio Nobel, e ieri sera l'ho incontrato alla cena di Gala della Fondazione NY, promossa dal direttore dell'Istituto Culturale Italiano Riccardo Viale. Era tra gli invitati d'onore al tavolo del presidente di Fiat -Chrysler John Elkann, che ha voluto festeggiare il premio per l’Eccellenza che ha ricevuto dalla Fondazione NY (assieme all’architetto americano Richard Meier, al presidente della Brooks Brother’s Claudio Del Vecchio e al vicepresident di ICG Citibank Alberto Cribiore) attorniandosi di dodici giovani italiani che stanno mostrando talento e potenzialita’ in America in campi diversi. Ecco l’elenco completo dei nomi, e la relativa specializzazione. Congratulazioni a tutti loro.

Giornalismo: Francesco Guerrera (Capo redattore sezione Money e Investing del WSJ), Ricerca medica: Luca Colnaghi (PHD in Neurosciences alla Columbia University), Letteratura italiana: Alessandra Mirra (Italian Studies –Leopardi- alla Penn University Philadelphia),

Economia: Christian Menegatti (head of research at Roubini Global Economics),

Critica: Viviana Bucarelli (storica e critica d’arte, collabora con numerose riviste d’arte e insegna all’Hunter College di NY), Ricerca tecnologica: Michele Petracca (PHD Columbia in Computer sciences, lavora alla Cadence Systems Inc. – progettazione sistemi elettronici per interazione uomo-macchina),

Arte: Cecilia Alemani (Curatrice dell’High Line e Frieze Art Fair, New York),

Fotografia: Sebastiano Tomada (Fotografo di guerra, embedded con i ribelli in Siria, ha vinto il 2° premio World Press Photo 2013)

Danza: Marco Pelle (Ballerino e coreografo al New York Theatre Ballet)

Design: Giorgia Lupi (Information Designer e esperta di Graphic Journalism/Data Visualizing)

Cucina: Matteo Bergamini (Best emerging chef of Italian cusine 2013, è executive Chef al SD, già San Domenico di Tony May); Internet: Annalisa Merelli (giornalista ed esperta in social media e comunicazione. Lavora per globalvoicesonine.com e Narrative.ly).

Tanti bei cervelli giovani orgogliosi, e contenti  di essere qui. E che non e' giusto chiamarli "in fuga". Sono piuttosto ambasciatori delle buone qualità che gli italiani hanno da sciorinare quando si trovano in un contesto che li apprezza e li fa crescere. Chi pensa di richiamarli in patria con la mozione degli affetti nazionalistici e’ fuori strada. Il mondo, almeno quella parte in cui c’e’ democrazia e liberta’ di studiare e intraprendere, e’ ormai un singolo campo di gioco dove gli individui sviluppano le proprie possibilita’ di crescita. E le nazioni competono perche’ il capitale umano e’ il piu’ importante, precede e produce i capitali finanziari. Cio’ vale per gli italiani all’estero, cosi’ come vale per gli stranieri che l’Italia deve saper attrarre. 

Va in questa direzione la missione della neonata Fondazione NY, che attraverso i Gala Benefit e altre attivita’ di promozione culturale punta a sostenere i giovani artisti italiani promuovendo la loro integrazione nel tessuto culturale americano, e analogamente sostiene i giovani artisti statunitensi favorendo loro l’accesso in prestigiosi istituti culturali di formazione in Italia. Il ponte tra America e Italia concepito dalla Fondazione NY e’ concentrato sulle varie forme d’arte. Per uscire da quella sorta di disfattismo, anche psicologico, che si sta espandendo nelle giovani generazioni in Italia, altri ponti -a due vie- dovranno essere costruiti nell’educazione e nell’economia. Per misurare se e quando ci sara’ vera ripresa in Italia il miglior termometro sara’ un afflusso importante di cervelli verso il Bel Paese dall’America e dagli altri paesi europei  e avanzati, non solo l’arrivo dei disperati dal sud del mondo.

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