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Atei cresciuti dal 15 al 20 per cento
Quella di Obama è l'America dei senza Dio

I padri fondatori costruirono un Paese aperto a tutte le religioni e senza persecuzioni. Ma gli Usa oggi stanno diventando un paese senza credo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Atei cresciuti dal 15 al 20 per cento
Quella di Obama è l'America dei senza Dio

Mentre ci si avvicina al 25 dicembre, la guerra di religione negli Usa non sara’ quest’anno limitata ai soliti attacchi legali-amministrativi dei liberal all’usanza dell’albero di Natale, con alcuni consigli comunali o distretti scolastici che vietano l’uso della parola “Christmas” per definire il classico pino da addobbare, quando non riescono ad abolirne letteralmente la presenza nella pubblica piazza, o davanti a monumenti e edifici pubblici. L’appiglio dei contestatori dei simboli della Cristianita’ e’ che la Costituzione prescrive che “il Congresso non potra’ fare leggi che stabiliscano la preferenza e il sostegno per una religione”. Il senso voluto dai Fondatori, che erano fuggiti al settarismo e alle persecuzioni religiose europee,  era evidentemente di garantire la liberta’ di esercizio di tutte le confessioni, non di negarla. Ma il vento del secolarismo e dell’ateismo soffia sempre piu’ forte, ed e’ approdato ora anche alla Corte Suprema, che dovra’ decidere a breve se accettare di dare un verdetto su una classica causa a sfondo religioso. Susan Galloway e Linda Stephens, abitanti di un sobborgo di Rochester, Greece, hanno fatto causa alla cittadina per la pratica di far precedere da una preghiera ogni meeting del consiglio comunale. Si badi che una norma dispone persino la rotazione di ministri delle diverse religioni nella lettura della preghiera, ma siccome il numero dei cristiani officianti e’ prevalente sulle altre fedi per l’ovvio motivo che ce ne sono di piu’, i querelanti hanno sostenuto in tribunale che la citta’ sponsorizza una religione e cio’ deve essere vietato. Il Secondo Circuito di appello ha dato loro ragione e ha disposto per la fine di questa tradizione. Cosi’ ora il verdetto finale spetta ai nove giudici supremi, cui la citta’ ha fatto ricorso. 

Il ridicolo e’ che il Congresso a Washington ogni giorno apre i suoi lavori con una preghiera in cui si celebra’ la unita’ di intenti dei parlamentari nel fare il bene della nazione. E la stessa Corte Suprema inizia ogni sessione con la frase “Dio protegga gli Stati Uniti d’America e questa onorevole Corte”. E’ assai probabile che la maggioranza dei giudici respinga la sirena dell’ateismo, perche’ esiste un precedente del 1983 in cui la Corte, di fronte ad un caso simile, valuto’ la “politica di scegliere un cappellano per recitare una preghiera prima di una riunione…  e’ il tollerabile riconoscimento delle credenze largamente diffuse tra la gente di questo paese”. Nondimeno e’ innegabile che l’America, da quando c’e’ Obama, ha manifestato una crescente adesione all’ateismo: secondo i periodici sondaggi della Pew Research sulle propensioni religiose della gente, quelli che si dichiarano atei sono saliti dal 15% al 20% negli ultimi cinque anni. E aumenta la descrizione che gli americani danno di se stessi come “spirituali” rispetto a “religiosi”. Anche tra quelli che “credono”, insomma e’ meno popolare “dio” e piu’ accettabile una qualche “entita’ spirituale”. 

Del resto, dello stesso presidente si sa che il suo unico periodo “mistico” e’ stato quello dei suoi 20 anni di frequentazione della chiesa di Chicago del reverendo nero Jeremiah Wright, chiusi poco prima della campagna del 2008: alla Trinity Church di Wright Barack si e’ sposato con Michelle, ha fatto battezzare le due figlie, e non ha mai bigiato una messa domenicale se era in citta’ per coltivare il proprio “gregge” di seguaci politici estremisti che gli hanno fatto da trampolino per la carriera di “attivista di quartiere” nell’ala sinistra del partito democratico locale. Dal 2009, entrato alla Casa Bianca anche per aver rotto precipitosamente qualche mese prima del voto con il suo mentore spirituale Jeremiah, senza pagare alcun dazio grazie all’ombrello omertoso della stampa mainstream sulle sue origini ideologico-religiose, Obama non ha piu’ una chiesa o una congregazione di riferimento, e il rito di fine settimana che pratica con vera dedizione e’ il golf. Nel giugno del 2012 aveva gia’ superato le 100 partite, e prima della fine del secondo mandato saranno ben oltre 200. Le volte che e’ andato in una chiesa cristiana per una funzione si contano nell’ordine delle unita’, forse delle decine se si considerano pure le cerimonie funebri “obbligate” per le vittime di guerra e degli attentati, e le Pasque o i Natali. Cio’ anche se era stato lui a proclamarsi solennemente cristiano in campagna elettorale, quando girava la voce  che fosse musulmano. Lo erano di sicuro il suo babbo naturale kenyota e quello indonesiano acquisito, Lolo Soetero, e alle elementari che ha frequentato a Giacarta sul documento compilato da chi ha iscritto Barry Soetero, ex Barack Obama, si legge “islamico” nella casella sulla sua religione. 

Se in America e’ dunque in calo il fervore religioso ortodosso, proliferano le congregazioni della “non fede”: negli Usa gli atei sono passati dal 15% di 5 anni fa al 20% di adesso, secondo Pew Research. A Los Angeles, Nashville, New York e in dozzine di altre citta’ , la domenica si tengono regolarmente “messe senza dio” dove le migliaia di “fedeli” che NON credono ma amano la liturgia tipica dei fedeli delle religioni vere si trovano a celebrare la loro “confessione”. C’e’ la musica, ci sono i sermoni, ci sono letture e riflessioni in silenzio: manca solo Dio. I fondatori sono due britannici, il duo Sanderson Jones e Pippa Evens, che stanno facendo un tour negli Usa per raccogliere fondi e adepti e lanciare in giro per il mondo le “Assemblee della domenica”, come loro chiamo questi raduni. Aspettiamoci un “non papa” che diventera’ depositario infallibile dell’idea che “non esiste dio”. E chissa’ come saranno i templi di questa “non fede religiosa”.  

E’ il nuovo bizzarro credo di chi non crede, e che non si sente soddisfatto delle altre “religioni” inventate dai liberal: la fede nell’ “uomo nuovo comunista” di Lenin e Mao che ha sfidato, e perso, contro la Storia; o il Global Warming del guru verde Al Gore, che ha perso piu’ modestamente contro il termometro, visto che la superficie terrestre e’ calda all’incirca com’era oltre 15 anni fa.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • michaelangelus1

    22 Novembre 2013 - 17:05

    Le statistiche spesso non mettono bene a fuoco la realtà.Il consumismo,che obbliga a lavorare marito e moglie, impedisce che la famiglia trasmetta ai figli la propria cultura restando poco tempo da dedicare a loro.Viene quindi interrotta la trasmissione generazionale della della fede.Anche la fede,in qualsiasi religione, è cultura rivolta però all'evoluzione spirituale umana.Ne risulta un'impoverimento, spesso inavvertito in chi si dichiara ateo.Senza la fede si perde il senso della vita,del perchè si vive e della ricerca della verità.Si prende per scontati doni che sono un mezzo per la realizzazione umana, che erronemente si considerano fini a sè stessi.Si cercano surrogati che diano l'impressione di credere in qualcosa,che danno però risultati effimeri,come la scimmia di peluche che la scimmietta orfana considera mamma e si attacca al suo grembo.

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