Cerca

Verso il 2016

I "Tea Party" di sinistra sfidano Hillary Clinton: "Alle primarie un nostro candidato"

Tra i liberal piu’ ultra’, il nome che gira di una possibile alternativa alla “moderata” e “pro-banche” Hillary e’ la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Hillary Clinton

Look naturale per il segretario di Stato americano

New York. I “Tea Party di sinistra”, le organizzazioni progressiste ultraliberal che fanno da ala radicale al partito democratico, sono usciti allo scoperto e spingono perche’ Hillary Clinton abbia almeno uno, o una,  sfidante alle primarie per il 2016. Vogliono costringere la ex segretario di Stato a prendere impegni pubblici nel solco di un programma “socialista”, che rafforzi la sterzata gia’ data da Obama alla societa’ americana, con Obamacare e le iper-regolamentazioni nei settori dell’ambiente e delle banche. In concreto, chiedono che la ex First Lady sia pungolata a tenere duro contro ogni tentativo di ridurre le spese pubbliche per il welfare assistenziale, propugnato dai repubblicani, e che vada avanti a proporre tasse sulle fasce piu’ alte con l’obiettivo della redistribuzione della ricchezza e della spesa sociale, ignorando il debito federale.

“Penso che per il Paese sarebbe un vantaggio se qualcuno provocasse un reale dibattito sulle politiche del partito democratico costringendo il partito a discutere sulle diverse posizioni, evitando una incoronazione”, ha detto al sito di politica di Washinhton The Hill Roger Hickey, condirettore di Campaign for America’s Future, influente gruppo progressista.

A risvegliare questa fronda di sinistra nella base populista del partito hanno contribuito i 400mila dollari che Hillary s’e’ guadagnata per due recenti discorsi fatti, nientemeno, che alla Goldman Sachs. Per un partito che, durante la campagna per la rielezione di Obama, ha strizzato l’occhiolino a Occupy Wall Street, l’apparentamento della Clinton con la maggiore banca d’affari suona ufficialmente come un tradimento, per ipocrita che sia. Si sa che, al dunque della raccolta di fondi, i candidati democratici, Barack in testa, sono tra i piu’ attivi nella comunita’ degli hedge funds e delle private bank.

Anche Charle Chamberlain, direttore esecutivo di Democracy for America, e’ convinto che una elezione primaria con vari contendenti tra i democratici sia benefica. “La questione delle diseguaglianze dei redditi e’ vitale, e Hillary non ha sempre avuto la giusta posizione. E’ molto cambiata, e’ molto cresciuta. Credo sia una candidata che ha avuto varie evoluzioni in un gran numero di questioni”, ha detto sospettoso Chamberlain. “Ha molte cose da spiegare per dimostrare che non e’ a libro paga delle banche e che non e’ una candidata dell’1%. E’ un problema aperto”.

Per Adam Green, co-fondatore del Progressive Change Campaign Committee (PCCC), e’ fondamentale che la Clinton affermi categoricamente che si oppone a ogni taglio alle pensioni della Social Security (l’Inps Usa) e a riduzioni nei benefici di Medicare e Medicaid, i due programmi sanitari e assistenziali. Per l’esponente del PCCC, le posizioni di Hillary sono “cattive o sconosciute”, e ha messo in guardia che questo fatto potrebbe creare “un enorme spazio politico in cui un candidato populista sui temi economici potrebbe correre e vincere”. “E’ un episodio preoccupante”, ha aggiunto Green a proposito dei discorsi alla Goldman Sachs. “E’ dura immaginare che qualcuno venga pagato 200mila dollari a discorso da Wall Street e poi sia d’accordo che i banchieri di Wall Street debbano andare in galera se rompono la legge”.

Tra i liberal piu’ ultra’, il nome che gira di una possibile alternativa alla “moderata” e “pro-banche” Hillary e’ la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren. Obama la avrebbe voluta come direttore permanente dell’Ente per la Protezione dei Consumatori, organismo previsto dalla legge di riforma finanziaria del 2010, passata dal Congresso tutto democratico in risposta alla crisi dei mutui subprime e ai crolli di borsa del 2007-2008. In effetti la Warren e’ stata incaricata di creare l’organismo, ma poi il presidente non ha potuto darle la carica formale perche’ i senatori del GOP non l’avrebbero mai confermata, proprio per il suo estremismo anti-business. “E’ la grande favorita dei progressisti”, ha detto Hickey della Warren, che non ha caso ha parlato come ospite d’onore al gala per Campaign For America’s Future la settimana scorsa. Il nome della Warren come potenziale rivale di Hllary nel 2016 e’ anche apparso in un articolo di Noam Scheiber, editorialista autorevole della rivista New Republic, organo della sinistra radicale americana. Se non siamo al lancio del guanto di sfida da parte dei “Teapartisti rossi” e’ solo perche’ Hillary non ha ancora ufficializzato che correra’.

di Galuco Maggi

twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog