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Il furbo

Geithner, l'ex ministro di Obama
che fa l'affarista ma scorda le tasse...

L'ex titolare del Tesoro è entrato nella Warburg Pincus, una finanziaria che fa affari con diverse società. Ma Geinther ha un tallone d'Achille: scorda di pagare il fisco...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Geithner, l'ex ministro di Obama
che fa l'affarista ma scorda le tasse...

Timothy Geithner, l'ex ministro del Tesoro del populista in capo Obama ha lasciato nove mesi fa l’amministrazione ed ora ha ripudiato pure Occupy Wall Street e si e' iscritto all'1% entrando come presidente nella societa' (privatissima e pro profit) di private equity Warburg Pincus. Per capirsi, una societa' perfettamente identica per tipo di business alla Bain Capital dove aveva lavorato nella sua carriera, prima di fare il governatore del Massachusetts, il tanto demonizzato, da Obama e dal suo governo, "speculatore" Mitt Romney. 

La Warburg Pincus  e’ una finanziaria di Manhattan, fondata 47 anni fa e cresciuta fino ad amministrare oggi 35 miliardi di asset. Nella sua attivita’ ha comprato colossi tipo Baush & Lomb (ramo oculistica) e la catena al dettaglio di articoli di lusso Neiman Marcus. Poi li ha ristrutturati e rivenduti quest’anno, scrive il New York Times, “in multibillion dollars deals”, in affari da molti miliardi di dollari. La Warburg Pincus ha anche acquistato quote azionarie di banche  aiutate dai soldi dei contribuenti tramite il programma di interventi pubblici post-crisi TARP, di cui Geithner e’ stato il supervisore essendo nel 2008 il capo della Federal Reserve di New York, la filiale della Federal Reserve nazionale incaricata della realizzazione dei salvataggi delle finanziarie in difficolta’. Tra le imprese salvate  c’e’ stata per esempio la Webster Financial, societa’ di prestiti del New England grazie alla quale la Warburg Pincus, entrando e poi uscendo dall’azionariato ha incamerato un profitto del 35%. Un’altra societa’ aiutata, informa sempre il liberal e quindi credibile, in questa circostanza che riguarda un ex-membro del governo Obama, New York Times, e’ stata la Sterling Financial, istituzione dello Stato di Washington. Nella Sterling la Warburg Pincus era entrata con un investimento di 139 milioni di dollari, da cui e’ uscita vendendo due mesi fa la partecipazione alla banca Umpqua, che ha pagato due miliardi. La percentuale di profitto della Warburg Pincus? Beh, si fa prima a dire che il denaro investito e’ aumentato di oltre 14 volte. Ultraspeculazione finanziaria o brillante successo? Per noi pro libero mercato la risposta e’ netta: operazione assai profittevole che sicuramente avra’ compensato altre andate male. Non e’ ancora nato l’uomo d’affari che le azzecca sempre tutte, e solo Romney era stato messo al muro perche’ qualche investimento della Bain Capital si era chiuso in rosso, con la liquidazione della societa’ acquistata . 

E per Geithner? Lui ha la coda di paglia, perche’ annunciando la sua assunzione si e’ sentito in dovere di definire “etico” il nuovo padrone. “Warburg Pincus ha un eccellente record di performance, una strategia globale convincente e una reputazione etica di alta stima. Non vedo l’ora di lavorare con i miei colleghi e di contribuire alla sua crescita e al suo progresso”. 

Bravo Timothy, in bocca al lupo (ma stavolta pagale le tasse, perche’ quando eri al Fondo Monetario Internazionale ti eri “dimenticato” di versare i contributi previdenziali, ricordi?). Insomma, i liberal di sinistra esistono e sono fatti cosi’. Se non esistessero andrebbero inventati. Non per niente, anche solo per il diletto nostro, e per non dover cancellare la parola 'ipocrisia' dai dizionari.

di Glauco Maggi 

twitter @glaucomaggi

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