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Maledetta salute

Obamacare valanga appena partita
E Barack slitta a dopo le elezioni
lo scatto delle polizze per il 2014

Le compagnie avranno un mese in più per comunicare agli assicurati quanto dovranno pagare l'anno prossimo. Il presidente sa che sarà una carneficina

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obamacare valanga appena partita
E Barack slitta a dopo le elezioni
lo scatto delle polizze per il 2014

Anche il sondaggio della CNN di oggi 22 novembre segnala Obama ai minimi storici, con 15 punti di distacco tra chi disapprova il suo operato (56%) e chi lo approva (41%).  Ora tutti i maggiori sondaggisti indipendenti o inclinati a sinistra,  dei media o delle universita’, confermano il trend della caduta di credibilita’, ed anche di gradimento personale, per il presidente. CBS News mercoledi’ aveva segnato il record negativo assoluto del 37%, ma anche ABC News/Washington Post, Quinnipiac University, National Journal Heartland Monitor, e NBC News/Wall Street Journal nei giorni precedenti avevano registrato valori bassi, tra il 40% e il 42%, in tutti i casi evidenziando che piu’ della meta’ degli americani non stima Obama.

In un anno, e’ stato un effetto-cumulo di scandali e di mala gestione governativa a produrre uno scivolone fatale per la reputazione di questa Casa Bianca. Dall’IRS, l’agenzia delle tasse contro i Tea Party, alle spiate dei giornalisti AP e Fox, e poi all’esposizione del programma segreto NSA di monitoraggio di milioni di telefonate e email, tutto ha contribuito a erodere la fiducia di fondo che aveva fatto rieleggere Barack, anche se l’economia non si era mai ripresa nel primo mandato e dopo tre anni e mezzo dalla fine della recessione del giugno 2009. Ed anche dopo che le bugie su Bengazi per insabbiare l’attacco dell’11 settembre 2012 di Al Qaeda, che uccise l’ambasciatore Usa Chris Stevens, avevano mostrato di quale arroganza e spregiudicatezza era capace l’amministrazione nel negare la realta’.

Ma quell’episodio, decisivo per il suo bis, fu l’ultimo su cui l’opinione pubblica decise di chiudere un occhio, di concedere il beneficio del dubbio al suo vecchio beniamino. Nel 2013, la musica e’ cambiata. Obama non sara’ piu’ nella scheda elettorale in vita sua, e quindi l’America ha allentato un po’ l’autocensura nel guardare e nel giudicare Barack, il primo presidente afro-americano. Cosi’, la cascata di scandali di questo Annus Horribilis ha via via sgretolato la sua immagine, fino alla Grande Madre di tutti i fiaschi, Obamacare. Se lo scandalo dell’IRS contro i Tea party aveva solo rafforzato l’ostilita’ della destra, la verita’ venuta a galla su Bengazi, piu’ la vergogna del flip flop sulla famigerata “linea rossa” delle armi chimiche in Siria, che si e’ tradotta nella legittimazione di Assad e nella ascesa di potere geopolitico mandiale della Russia, gli hanno alienato gli indipendenti patriottici attenti al discredito degli Usa nella politica internazionale. E se la faccenda NSA, con il controverso piano di spionaggio antiterroristico ha minato il sostegno degli ultraliberal e dei libertari, assistere prima al disastro tecnologico del website e poi ai milioni di cancellazioni di polizze in spregio alla promessa di Obama che nessuno avrebbe perso la sua assicurazione se voleva tenersela, ha colpito tutti, indistintamente, i cittadini americani.

Il fallimento di Obamacare e’ una valanga che e’ appena partita, e le conseguenze dei costi accresciuti e dei servizi tagliati si faranno sentire mese dopo mese, sempre piu’ dolorosamente e politicamente ingestibili per la Casa Bianca. L’ultimo esempio di disperazione e’ l’annuncio fatto oggi dal Ministero della Sanita’ dell’ennesimo rinvio “politico” extra legem: le compagnie avranno un mese in piu’ per mandare agli assicurati la tariffa di quanto dovranno pagare per le loro polizze per il 2015, il secondo anno di funzionamento della riforma. Un solo mese, ma scelto con scoperto fine politico. Il termine precedente previsto dalla legge era meta’ ottobre 2014, ed ora e’ stato spostato a meta’ novembre. Cioe’, prima gli americani andranno alle urne per le elezioni del 4 novembre, e poi, il 15, riceveranno il conto delle nuove tariffe di Obamacare. Per Obama e i suoi e’ come confessare che sanno benissimo che i premi saliranno alle stelle, e vogliono evitare che la gente lo scopra prima di votare. Patetico, perche’ per allora Obamacare avra’ gia’ prodotto l’effetto Katrina sul governo e sui parlamentari democratici.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    26 Novembre 2013 - 12:12

    e ci meravigliamo ? mai visto che un nero sappia reggere un governo ? guardiamo all'africa , uno peggio dell'altro . sono convinta che un nero porta sfiga , d'altra parte c'è scritto nelle sacre scritture , la maledizione ai neri da parte di dio . ora lui ha fatto le promesse agli americani esattamente come il bianco monti , da lui ha copiato . ma i soldi Obama li ha , anche perché stampa moneta . noi no , in fondo al tunnel c'è la luce , certo della morte . che auguro a monti e compagni , e alla kienge , nera ignorante e illegale . ho schifo di Obama e della nostra classe politica che sa fare solo la carità AI LAZZARONI A SPESE NOSTRE . ecco tutti uguali i capi , massa di caproni ma protetti dalla magistratura . Obama è già alla fine corsa , e meno male , ha fatto più danni lui che 100 presidenti prima di lui

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