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Chi ha vinto chi ha perso la sfida su SkyTg24

La mia pagella sul confronto Pd

Civati il più brillante, Renzi il più credibile, Cuperlo di un'altra epoca

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La mia pagella sul confronto Pd

A caldo, ecco la mia pagella sul confronto in tv tra i candidati segretari del Pd, andato in onda su SkyTg24.

Pippo Civati vince il premio della critica (8), ma perde tra il pubblico, nel complesso gli diamo un bel 7. Televisivamente è stato il migliore, ottimo nelle battute, veloce, grintoso, all’attacco, spiritoso, chiaro, sintetico. Ma insegue. Ed è poco rassicurante. Mi ha ricordato Matteo Renzi l’anno scorso. Meriterebbe di arrivare secondo.

Gianni Cuperlo interpreta bene il ruolo che si è scelto, quello, cioè, di una sinistra tradizionale, statalista, che pensa di risolvere le disuguaglianze tassando i ricchi e rendendo tutto pubblico. Quella, insomma, che ha sempre perso, ad eccezione di quando si è affidata a chi non era di sinistra (Romano Prodi). Quella convinta che il problema sia azzeccare l’analisi. E che l’analisi giusta sia quella che già si pensava prima. A prescindere. Sembrava Bersani, ma senza la sua simpatia. Voto: 5-, tendente al 4.

Matteo Renzi. E’ partito nervoso, troppo nervoso, poi ha recuperato, si è sciolto, ha preso velocità. Ha scelto (giustamente) di comportarsi già da segretario del Pd, evitando polemiche, cercando di unire e mordendosi la lingua quando avrebbe potuto rispondere per le rime. Il che finisce per limitare. Televisivamente è stato meno brillante del solito, ma se l’obiettivo era convincere di poter guidare un partito e magari un Paese, di non essere unfit a guidare una matassa ingarbugliata qual è il Pd, ed era questo, ha vinto. Con le battute si piace ai commentatori, ai giornalisti, meno agli elettori.  Voto: 8.

Credo si sia confermata l’aurea regola per cui il confronto in tv piace, è seguito, appassiona, ma non sposta quasi nulla. I fan dell’uno e dell’altro trovano conferme nel loro beniamino. Gli indecisi restano tali. Forse l’unica utilità è che propaganda l’evento in sè, le primarie.

L’altro elemento di questa serata è una lezione per Renzi: fare il segretario del Pd è logorante. Essere responsabili, unire, tenere tutti insieme appesantisce. Lo è ancora prima che lo si diventi, anche solo quando si prova a farlo. Figurarsi dopo. Stia attento e prenda contro-misure.

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.

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