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Primarie democratiche

Alle presidenziali 2016
il vero avversario di Hillary
sarà un socialista doc

Bernie Sanders è senatore del Vermont a Washington. Le sue posizioni radical saranno musica per i liberal che diffidano della “moderata” Clinton

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Alle presidenziali 2016
il vero avversario di Hillary
sarà un socialista doc

Alla sinistra americana, con Obama al potere e’ venuta la voglia di “raddoppiare”. Cosi’ la prossima volta, invece di mandare alla Casa Bianca un “socialista” travestito che e’ riuscito a farsi passare per “uomo nuovo”, “pragmatico”, per uno che diceva “non ci sono Stati repubblicani e stati democratici, ma gli Stati Uniti d’America”, e poi, una volta al governo, che ha fatto il “tassa e spendi”, il “redistributore in capo”, e che ha introdotto la sanita’ “pubblica” con le polizze standard uguali per tutti, nel 2016 se la vogliono giocare con un socialista vero, di fatto ma anche di nome. Uno onesto, insomma, che si e’ guadagnato i voti della gente (ok, del Vermont, la patria di Ben & Jerry) per diventare senatore a Washington descrivendo se stesso come “socialista”. Il suo nome e’ Bernie Sanders, e in Congresso e’ iscritto ufficialmente come Indipendente, anche se e’ piu’ “Democratico” di tutti, nel senso che vota sempre come vuole il capo dei Democratici Harry Reid, e quando dissente e’ perche’ e’ piu’ a sinistra. In una recentissima intervista ha ammesso di avere serie intenzioni di correre per il 2016, e quindi il suo nome si e’ affiancato a quello di Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts di cui gira da tempo il nome nei circoli piu’ radicali e liberal come un’altra possibile alternativa ad Hillary Clinton.

E’ vero che la ex concorrente di Monica Levinsky non ha ancora detto che fara’ quello che tutti sanno che fara’, ma e’ gia’ tempo per la ‘fronda rossa” all’interno dei democratici di misurare la reazione del paese alla discesa in campo di soggetti che potrebbero dar vita ad un Obama Ter “rafforzato”. Del resto, se la demagogia populista ha pagato cosi’ bene con Barack nel 2012 contro il finanziere capitalista Mitt Romney (nel 2008 ad Obama era bastato abbindolare tantissimi con la retorica della speranza e del cambiamento, piu’ il fatto di essere nero, piu’ la realta’ di una crisi economica che esigeva un partito nuovo dopo il GOP di George Bush), perche’ un orgoglioso socialista doc come Sanders non dovrebbe sognare?

Sull’Obamacare, per esempio, Sanders ha la sua ricetta precisa per finire il lavoro di Obama: “Avremo ancora cosi’ tanti non assicurati, che dobbiamo muoverci verso la mutua Medicare per tutti, con un solo singolo pagatore, lo Stato. La legge Obamacare e’ una proposta modesta, fa qualche cosa di buono, ma e’ troppo complicata e non va alla radice dei problemi della salute americana”.

Per Sanders , gli Usa sono nel pieno di una grande crisi politica, morale ed economica, che “provoca una discussione relativamente piccola: e questa crisi e’ la crescente disparita’ nei redditi e nella ricchezza che esiste in America. Siamo in una situazione che non abbiamo visto dagli Anni Venti, prima della Grande Depressione. Oggi l’1% al top possiede il 38% della ricchezza finanziaria negli Stati Uniti, mentre il 60% sul fondo possiede il 2,3%. Quanto ai redditi, le statistiche tra il 2009 e il2012 mostrano che il 95% di tutti i nuovi redditi in questo paese vanno all’1% al top”.

Una terza questione e’ la disoccupazione. Per Sanders “il tasso reale dei senza lavoro non e’ il 7,2%, ma quasi il 14% se si contano quelli che non cercano lavoro o ne hanno uno part time. La disoccupazione giovanile e’ al 20%, i giovani neri al 40%. Queste sono crisi. Eppure giorno dopo giorno sentiamo parlare del deficit, che e’ una cosa seria, ma non sentiamo nulla sulla disoccupazione”. Quarto tema, il global warming. “Il riscaldamento globale e’ provocato dall’uomo…. Ma non c’e’ virtualmente alcuna iniziativa in Congresso su questa crisi planetaria”. Infine, “io direi che mentre il popolo americano e’ molto forte in questo sentimento di opposizione ai tagli nella Social Security, Medicaid e Medicare, all’interno dell’establishment di Washington  c’e’ sostegno per tagliare questi programmi terribilmente importanti”.

Questo e’ parlar chiaro: se Sanders partecipera’ alla corsa del 2016 queste sue posizioni saranno musica per i liberal che diffidano della “moderata” Hillary. La “prima donna presidente” dovra’ spostarsi a sinistra, altrimenti, dopo aver perso con “il primo presidente nero”, rischia di essere soppiantata dal “primo presidente rosso”.

 

 di Glauco Maggi

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