Cerca

Stelle e strisce contorte

All'Iran lasciano la bomba
E danno la colpa a Bush...

Il vero senso dell'accordo 5+1? Permettere a Tehran di arricchire l'uranio. Poi scaricheranno la colpa sull'ex presidente...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

George W. Bush

George W. Bush

Ormai e’ chiaro a tutti che il senso vero dell’accordo tra Iran e i 5+1 (Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina, Russia piu’ la Germania) e’ il riconoscimento del diritto di Teheran di arricchire l’uranio. Cioe’ di permettere al regime iraniano di accumulare materiale indispensabile per la costruzione di ordigni nucleari, non certo di dare agli ospedali “energia” per fare i raggi x ai pazienti, come sostiene la tesi di maniera del governo a cui non crede nessuno, nemmeno il segretario di Stato  John Kerry. Cosi’, oltre a subire l’altro effetto concreto del patto, che e’ di sollevare le sanzioni economiche togliendo al duo Khamenei-Rouhani, l’ayatollah e il presidente, l’unica pressione seria che avevano per fermare davvero il processo di arricchimento, ecco che e’ partita la caccia al colpevole di questa brutta piega di eventi. Ed e’ facile indovinare chi sara’ mai da biasimare per il fatto che Teheran marcia a passo spedito verso il suo traguardo: George W. Bush.   

“Nel 2003, quando gli iraniani fecero un’offerta alla precedente amministrazione a proposito del loro piano nucleare, le centrifughe per l’arricchimento allora in azione erano 164”, ha detto Kerry nella conferenza stampa in cui ha cercato di schivare le critiche per l’intesa di Ginevra che consente a Teheran di tirare dritto per la sua strada, rallentando solamente la velocita’ delle sue attivita’ nelle centrali. “Ma quell’offerta (che non era comunque di un abbandono del programma NDR) non fu accolta. Arrivarono invece le sanzioni, e adesso le centrifughe sono 19mila, e aumentano”. Kerry, pero’, si e’ ben guardato di dare i numeri e i temi di questo progresso. Importante era indicare un capro espiatorio, e George W. Bush e’ sempre stato il naturale bersaglio di tutte le recriminazioni postume di cio’ che va storto. Peccato per Obama che la  banale ricostruzione dei tempi in cui le centrifughe sono state via via costruite racconti una storia, e una responsabilita’,  tutta diversa. La fonte e’ la Commissione della Energia Nucleare delle Nazioni Unite, le cui rilevazioni periodiche sui progressi nucleari dell’Iran, integrate da dati della Associazione per il Controllo delle armi, del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali, e della Federazione degli Scienziati americani, sono state riportate sul sito della TV FOXNews, a firma di James Rosen (chi ha buona memoria ricorda che e’ il giornalista spiato dal ministro della Giustizia Eric Holder e indagato come “correo” di un funzionario governativo che gli aveva fornito notizie del Dipartimento di Stato a proposito delle politiche della Corea del Nord: uno dei tanti scandali di attacco alla liberta’ di stampa da parte dell’amministrazione Obama). 

Con buona pace di Kerry (e di Bush), la grande maggioranza delle potenzialita’ di arricchimento dell’uranio iraniano e’ avvenuta sotto lo sguardo di Obama. Si sa che nel 2007 l’Iran possedeva circa 3000 centrifughe, e negli ultimi 12-15 mesi del governo repubblicano le stime concordano su una crescita a circa 5000 centrifughe, che sono la “patata bollente” passata da George W.  a Barack a inizio 2009. Ma se circa un quarto del totale attuale di centrifughe va a disdoro del presidente repubblicano, significa per converso che i tre quarti delle centrifughe, circa il 74%, sono state costruite sotto il naso di Obama nei suoi cinque anni. Avanti di questo passo, l’Iran raggiungera’ sicuramente il traguardo di operativita’ potenziale delle centrifughe, che gli analisti considerano sufficienti a sviluppare l’arricchimento dell’uranio necessario a fare una bomba. Il livello al quale e’ tenuto oggi l’arricchimento e’ infatti basso, e non puo’ ancora creare un ordigno nucleare, ma Teheran sta sostanzialmente preparando le condizioni strutturali per poterlo fare,  quando decidera’ di farlo. Intanto, mentre Obama gli ha alleggerito le sanzioni, il presidente Hassan Rouhani sta predisponendo le centrifughe alla bisogna e sta dotandosi di missili che potranno essere poi armati di bombe nucleari. 

Con l’ “opzione militare” americana virtualmente tolta dal tavolo di Obama (dopo l’umiliante dietro front contro Assad in Siria, chi puo’ piu’ immaginarsi un intervento diretto militare Usa nel mondo arabo?) l’Iran puo’ sorridere sul suo futuro. E di chi sara’ la colpa quando Teheran avra’ il nucleare che persegue? Ma di George W. Bush, naturalmente.

di Glauco Maggi
@GlaucoMaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog