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i mazziniani

Giovanni Floris, il furbetto della Rai che fa il moralista ma con il contratto super blindato. Alla faccia dei precari

Grazie ad un accordo particolare ha quadruplicato il guadagno e se chiude Ballarò torna a fare il dipendente della tv pubblica, come giornalista

La clausola prevede il reintegrno anche se attualmente è un collaboratore esterno super pagato. E dire che ogni martedi fa la morale a tutti...
Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....

enrico.paoli@liberoquotidiano.it

il conduttore Ballarò guadagna circa 500 mila euro all'anno

Dal 2007 in aspettativa ma può rientrare quando vuole

Chissà se la prossima copertina di Ballarò, confezionata ad hoc da Maurizio Crozza sarà dedicata a “Giova”. Perché Giovanni Floris, pignolo conduttore del programma del martedì sera di Rai Tre, all’interno del quale sfilano i cartelli di Nando Pagnoncelli con le cifre, le  curve e i diagrammi che spiegano al povero italiano medio perché sia così povero, non è affatto diverso da quell’italiano medio che si crede più furbo dell’altro (e che viene messo all’indice). Anche Giovanni Floris è così. Anzi, di più. 
Grazie ad un abile «colpo di mano contrattuale» il giornalista, nel 2007, si è formalmente dimesso da dipendente della Rai, azienda con la quale aveva - ed ha - un rapporto a tempo indeterminato per entrare a far parte dei «contratti artistici». In pratica Floris è un libero professionista che fattura alla Rai, attraverso la propria società di produzione, circa 500mila euro all’anno  per ciò che fa. Ma nel contratto c’è una particolare clausola di salvaguardia. Cosa rara, a dire il vero. Alla scadenza dell’accordo, o in caso di chiusura del programma, Floris torna -obbligatoriamente - a fare il dipendente della Rai. Anzi, giornalista della Rai.  Prima di Ballarò Floris ha ballato a New York come corrispondente e prima ancora al Giornale Radio Rai.  Con tanti cari saluti ai cassintegrati, alle partite Iva e ai lavoratori dipendenti in cassa integrazione, che non hanno nessuna salvaguardia. Il povero italiano medio resta tale. Quello più furbo dell’altro si salva sempre. E comunque.
A scoperchiare la pentola dei trucchi dei furbetti del video, rilanciando ciò che Libero aveva denunciato già a suo tempo, è il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, sempre più convinto che la Rai debba essere una casa di vetro, e non un casinò dove ognuno fa il suo gioco. «Il conduttore di Ballarò», spiega l’esponente azzurro che ha presentato un’interrogazione alla commissione di Vigilanza sulla Rai, «su suo personale impulso, avrebbe richiesto e ottenuto dalla Rai la stipula di un nuovo contratto di lavoro autonomo, da libero professionista, ricevendo un compenso quattro volte superiore rispetto a quello percepito in precedenza, con un evidente aggravio di costi per l’azienda». Da giornalista non superava i 100mila euro all’anno. Oggi tocca i 500mila. 
Insomma, perché accontentarsi del «semplice» stipendio da redattore se si può quadruplicare il fatturato da conduttore? A regalare questo benefit a Floris fu l’allora direttore generale della Rai, Claudio Cappon mentre il suo successore, Mauro Masi, tentò - invano - di smontarlo ingaggiando una dura battaglia con i vertici aziendali.
 Sin qui le ragioni, diciamo così, del mercato dei conduttori. Che fanno loro il prezzo, come insegna il caso Fabio Fazio, capace di imporre alla Rai una cifra, nettamente superiore al milione di euro, fuori da ogni logica. Ma Floris è uno che vuol sempre cadere in piedi. «Il nuovo contratto», spiega Brunetta, «conterrebbe al suo interno una piccola, ma interessante clausola, secondo la quale, alla scadenza del contratto, la Rai sarebbe obbligata alla riassunzione. Se tutto questo fosse confermato ci troveremmo di fronte ad un contratto di lavoro mai visto nel panorama giuslavorista, che racchiude al suo interno tutti i benefici di un contratto da libero professionista, insieme alle garanzie di un contratto a tempo indeterminato, praticamente un sogno per le migliaia di giovani precari che lavorano nel mondo dell’informazione, a partire dalla Rai».  E dire che proprio Floris è l’autore di un libro, visto che all’attività di conduttore affianca quella di autore, dal titolo eloquente: «Mal di merito. L’epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia».
Ovviamente Brunetta auspica che «la presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi contribuiscano a fare piena luce su questa vicenda, che se confermata, si configurerebbe come un vero schiaffo alla politica di risanamento e spending review promossa dagli attuali vertici Rai». In attesa dei vertici di viale Mazzini ci accontentiamo di Crozza...

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Commenti all'articolo

  • roce945

    22 Giugno 2016 - 11:11

    ma,che bravo giornalista,e che invitati...il sig.Travglio con le sue grasse risate quando Crozza prende in giro Renzi e poi.... "l'attrice"Ferilli perchè sapeva del suo cambio di idee (altrimenti non l'avrebbe invitata) ma,chi è per fare certi attacchi (certo è facile con il portafoglio pieno e il facile guadagno)

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  • rita-pisarro

    16 Marzo 2016 - 08:08

    A volte i furbetti possono risultare anche simpatici agli occhi altrui.Giovanni Floris è tutt'altra cosa, è un opportunista che sta cercando di approdare a mamma Rai per vie trasverse.

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  • sparviero

    04 Gennaio 2014 - 20:08

    oh certo che faranno i controlli, come per l'MPS e i risultati li dobbiamo ancora vedere e non li vedremo mai.

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  • dix mille

    03 Gennaio 2014 - 19:07

    Non ti preoccupare che l'agenzia i suoi controlli li farà , non son tutti come il pregiudicato silvio che è un evasore, finalmente condannato! magari sei contento che beccano floris se non paga le tasse e ti dispiace che al pregiudicato silvio lo abbiano condannato.... questa la vostra mentalità

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