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Cupola demolita

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Questi fantasmi
A Napoli l'avvocato Prioreschi piccona le accuse: "Era un'associazione di 48 persone, ne sono rimaste 9 e la sentenza di primo grado dice che i campionati non erano alterati..."

«Possono essere stati atteggiamenti criticabili eticamente ma non certo reati», la sintesi di Luciano Moggi riassume Calciopoli in una frase.                    Perché dopo tre processi penali e tre gradi di giudizio sportivi rimane davvero poco di realmente solido nell’impianto accusatorio. A Napoli, l’avvocato Maurilio Prioreschi ha picconato nella sua lunga arringa le costruzioni dell’accusa. E’ stata una tappa cruciale del processo, perché il legale dell’ex dg bianconero ha analizzato tutta la vicenda, smontando dal suo punto di vista tutti i capi di imputazione. A questo punto si attende il 17 dicembre per l’ultima udienza nella quale dopo l’intervento dell’altro legale di Moggi, Paolo Trofino, il giudice  Gentile emetterà la sentenza.

 


MOGGI Nella sua dichiarazione spontanea Moggi ha ripercorso i punti più controversi di Calciopoli a partire dalle famose schede svizzere: «Se avessi voluto fare un traffico segreto e illegale perché le avrei acquistate attraverso la Juventus? Tutte le spese della società erano tracciabili, sarei stato uno stupido». E proprio intorno alle schede si è imperniato un passaggio importante dell’arringa di Prioreschi. Nel mirino del legale l’acquisizione dell’anagrafica delle schede da parte dei Carabinieri che attraversarono il confine per andare nel negozio di Chiasso dove Moggi faceva acquisire le sim svizzere. Tutto questo senza una rogatoria internazionale: «Che sia un’attività invasiva su questo non ci sono dubbi e questa attività è stata fatta in Svizzera senza alcuna assistenza giudiziaria. Questo rende inutilizzaibili tutte le prove riguardanti le sim svizzere, anche quelle ottenute in Italia come i tabulati con i contatti».

 


FALSO! E Moggi ha anche spiegato il perché aveva acquistato le sim straniere che, secondo una leggenda metropolitana non erano intercettabili dalla magistratura (è un falso clamoroso, si possono intercettare e qui c’è un altro dubbio sulle indagini: perché gli inquirenti non hanno intercettato quelle utenze sulle quali - secondo loro - si consumavano i reati?). «Quando sono stato interrogato a Roma, ho detto che c’era uno spionaggio industriale e dopo nemmeno un anno è venuto fuori l’affare Telecom. La Juve era una squadra grande ma piccola, perché non aveva televisioni, né compagnie telefoniche in casa». Effettivamente, il processo Telecom ha dimostrato che l’Inter aveva commissionato dei dossier illegali e che, per esempio, le utenze telefoniche della Juventus erano sotto controllo. Insomma, il sospetto di Moggi che fosse in atto dello spionaggio industriale poteva anche essere fondato.

 


ALTERAZIONE Prioreschi ha poi fatto due calcoli: «Questo processo è iniziato con 48 indagati per associazione a delinquere. Oggi, abbiamo 17 imputati. Di questi 4 arbitri e 2 designatori e 3 dirigenti (Moggi, Giraudo e Mazzini), quindi ad oggi la famosa cupola conta 9 persone. Un po’ poco per condizionare interi campionati». Soprattutto alla luce del fatto che la giudice Casoria nel primo grado ha chiarito che nessun arbitro ha poi consumato l’effettivo reato di frode sportiva e che, sta scritto nella sentenza, «i campionati non risultano alterati».



FANTASMI  D’altra parte la stessa giustizia sportiva non ha condannato Moggi per una partita truccata nello specifico, non essendoci prove di questo tipo di reato, ma per il rapporto privilegiato ed esclusivo con i designatori (che per altro le intercettazioni hanno dimostrato essere tutt’altro che esclusivo). E anche in questa piega si è insinuata l’arringa di Prioreschi, che ha poi rimesso in evidenza uno degli elementi più clamorosi delle indagini: la famosa prova fantasma che doveva dimostrare come fosse truccato il sorteggio. Fantasma perché il video filmato segretamente dai Carabinieri durante uno dei sorteggi arbitrali dimostrava l’esatto contrario (e numerose testimonianze in aula durante il dibattimento del primo grado lo hanno confermato). E curiosamente quel video è sparito dalle prove, sostituito da una sequenza fotografica tratta dallo stesso, ma sistemata non in modo prettamente cronologico, ma in modo da favorire l’accusa (e per altro con i protagonisti indicati nel modo sbagliato). Eppure il sorteggio rimane nell’appello dei pm: «Il tribunale nella sentenza ha detto chiaramente che non era stato truccato», dice Prioreschi: «Eppure il sorteggio truccato è ancora lì...».


Guido Vaciago

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Commenti all'articolo

  • lucatnt73

    17 Dicembre 2013 - 21:09

    E ora.....IN GALERAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!

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  • Lorenzo1508

    Lorenzo1508

    17 Dicembre 2013 - 00:12

    E' iniziato il giorno 17 dicembre 2013! aspettando le notizie da napule! magari ci prova anche una certa G/giustizia ad arrampicarsi e a sfondarvi il culo! mi auguro di poter scrivere,finalmente, quella parola con la G maiuscola!

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  • deavit

    13 Dicembre 2013 - 22:10

    Oggi è il 13, l'articolo è del 7 dicembre: non interessa più Moggi e Calciopoli, non ci sono commenti. Salire sugli specchi è difficile, Moggi ci prova.

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