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Obama fa male i conti: con le sue ricette aumentano i disoccupati

Il website della Casa Bianca aveva cercato di tenere il conto del numero di lavoratori Inventati dai “progetti” finanziati. E si scopre che sono tante le ditte che falliscono e uccidono posti di lavoro anziche’ crearne di nuovi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Obama, sperando disperatamente di cambiare soggetto nella discussione nazionale che e’ ovviamente incentrata sulle conseguenze negative di Obamacare per l’economia e per gran parte delle gente, in settimana ha rispolverato la “ineguaglianza” tra i ricchi e i poveri, che cresce e cresce. E’ un terreno favorevole per la propaganda ideologica populista della sinistra, “fertilizzato” per di piu’ dal discorso di papa Francesco contro il capitalismo (va capito: cresciuto nel peronismo e nel corporativismo corrotto argentino ha un’idea distorta del libero mercato), e dallo sciopero di giovedi’ dei dipendenti delle catene di fast food, che chiedono una paga minima oraria di 15 dollari. Ma parlando a inizio dicembre del 2013 del divario tra chi ha piu’ soldi e chi ne ha meno, dopo aver guidato l’economia americana per 5 anni, Barack si e’ guardato bene dall’analizzare le sue iniziative, e il relativo effetto, a favore dei disoccupati, i primi dei non abbienti. Del resto, non avendo lui mai lavorato nel settore privato sotto la pressione crudele del mercato, i bilanci non sono il suo forte. Perche’ guardarsi indietro per calcolare quanti posti sono stati creati dal suo famoso Superstimolo del 2009 da quasi 1000 miliardi dei contribuenti? Per qualche tempo, il website della Casa Bianca aveva cercato di tenere il conto del numero di lavoratori magicamente inventati dai “progetti” finanziati. Ma quando ha iniziato a farsi corposo, al contrario, l’elenco delle ditte (a partire dalla Solyndra dei pannelli solari) che fallivano e uccidevano posti di lavoro anziche’ crearne, non si e’ saputo piu’ nulla del “moltiplicatore”. Tra i keynesiani, la teoria che regna e’ quella secondo cui se si da’ un dollaro pubblico a chi ne ha bisogno, povero o disoccupato che sia, il denaro elargito si “moltiplica” generando un giro da 1,5 a 1,8 dollari per ogni dollaro fatto circolare: piu’ consumi, piu’ prodotti, piu’ lavoro. Probabilmente la conoscete gia’ questa teoria da illusionisti, perche’ in Italia e’ piu’ noto e riverito Paul Krugman di Milton Friedman, la cui filosofia e’ piu’ terra-terra, meno buonista, ma piu’ realista: ”Nessun pranzo e’ gratis”. Se fosse stato economicamente conveniente stampare debiti per 1000 miliardi, perche’ non stamparne 10.000? Sai che “moltiplicazione”….. 

Non diversamente infondata e’ la benefica efficacia dell’aumento della paga oraria minima. Obama ha chiesto di portare il minimo federale dall’attuale  7,25 a 9 dollari nel Discorso sullo Stato dell’Unione del 12 febbraio scorso, e quando ha parlato al pensatoio ultraliberal del Center for American Progress tre giorni fa ha alzato la posta applaudendo la decisione del Distretto di Washington di elevarla a 11,50 dollari entro il 2016. Promettere soldi dalle tasche degli imprenditori, in alternativa all’attingere alle casse pubbliche, titilla di sicuro i politici che cercano consensi. Ma questa idea ha l’effetto di ridurre il numero degli occupati, e soprattutto di quelli giovani e precari, che come impiego d’ingresso sono assunti da ristoranti, catene di negozi ed altre imprese a basso valore aggiunto. In effetti, praticamente tutti coloro che oggi sono pagati 7,25 dollari sono giovanissimi di 20 anni o poco piu’ che vivono in famiglia, o gente che arrotonda altre entrate godendo della flessibilita’ oraria offerta da questi business. Secondo dati dello stesso governo Obama relativi al 2012, la paga oraria media di tutti i lavoratori americani era stata di 22 dollari. Viene da chiedere a Obama: perche’ non alzare la paga a questa soglia per tutti, sconfiggendo cosi’ la poverta’ e riducendo la disuguaglianza? Si avrebbe magari il miracoloso risultato che gli americani conoscono come “effetto di Lake Wobegon”, la citta’ fittizia del Minnesota resa celebre da un programma radiofonico di qualche decennio fa, “in cui tutte le donne erano forti, tutti gli uomini erano belli, e tutti i bambini avevano un’intelligenza sopra la media”.   

Anche un moderno socialista, oggi, difficilmente contesta la regola di base: se tu rincari un prodotto, ne vedrai meno in circolazione; se tu tassi di piu’ gli immobili, si venderanno meno case; se tu alzi il costo di un cameriere, spingerai il datore di lavoro a ingegnarsi con il ricorso alla automazione. E quest’ultima non e’ una previsione futuribile, ma gia’ realta’. La catena di ristoranti Applebee’s, da tempo, ha dotato i tavoli di Tablet sui quali i clienti ordinano dal menu cio’ che vogliono, e da cui ricevono il conto alla fine. La start up E La Carte che ha inventato il software fa pagare 100 dollari al mese per l’affitto del computerino dedicato ai menu, un costo equivalente a 42 centesimi all’ora per tavolo, molto meno della paga oraria di un cameriere. Il progresso tecnologico va per conto suo, d’accordo, ma una politica che impone costi piu’ elevati per la forza lavoro, e non allineati al tasso di produttivita’ che li rende accettabili per l’imprenditore, accelera il processo, e non va a favore dei dipendenti in carne ed ossa. 

Ma Obama, che a suo tempo si era scagliato contro la diffusione dei cash dispenser che eliminano i bancari inutili, ha un rapporto travagliato del proprio socialismo con il capitalismo americano che gli ha dato tutto, anche 8 anni di Casa a Washington pagata. E’ un sacerdote del Grande Governo, che indica come il factotum per migliorare la societa’. Ma se gli scoppia in mano sotto forma del website Obamacare, allora il Big Government diventa un ottimo capro espiatorio: “Cio’ non ha tanto a che fare con il mio personale stile di management (il fiasco di Obamacare NDR) o con particolari problemi che ruotano attorno alla organizzazione della Casa Bianca” ha detto alla MSNBC TV per spiegare il fiasco. “Cio’ ha in realta’ a che fare con queste grandi agenzie governative, alcune delle quali sono obsolete, altre che non sono concepite in modo appropriato… La Casa Bianca e’ solo una piccola parte di quella che e‘ una enorme, sparpagliata organizzazione con compiti che crescono in complessita’ in un mondo complesso”.  Difficile trovare una argomentazione piu’ puntuale di demolizione del Grande Governo, ma Obama non si cura che di salvare, o cercare di salvare, se stesso, e non si accorge neppure di questi autogol. Perche’ questa non e’ stata la sola perla della settimana. Ha anche detto, per vantarsi di come il suo staff stia aggiustando il sito di Obamacare dopo 80 giorni che fa schifo dopo 3 anni e mezzo di incubazione: “Il nostro team tecnico sta lavorando con la velocita’ e l’efficacia del settore privato”. A parte che e’ tutto da dimostrare che siano capaci di tanto, non e’ sublime sentire una lode non equivoca delle virtu’ del privato da parte del profeta del pubblico? Sia che sia farina del suo sacco, sia che sia opera di uno speechwriter, come era quella barzelletta “della superiore intelligenza di Obama”?  

di Glauco Maggi 
@GlaucoMaggi

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