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Arte negli States

New York, ecco le statue dei "Guardiani"
Un omaggio dell'Italia agli Stati Uniti

Hero (Eroe) è un dono dell’Italia agli Stati Uniti da parte della Farnesina, dell’Ambasciata italiana di Washington DC, e del Consolato Generale d’Italia a New York, con la sponsorizzazione dell’Eni.

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

New York, ecco le statue dei "Guardiani"
Un omaggio dell'Italia agli Stati Uniti

Due nuovi monumenti faranno inorgoglire gli italiani in visita a New York, le statue degli Eroi, “I Guardiani”, che sono stati presentati al pubblico oggi a Manhattan, a due passi dalla Biblioteca Centrale. Sono un dono dell’Italia alla citta’, nell’anno della Cultura Italiana degli Stati Uniti, e rimarranno per sempre a presidio di Bryant Park, il parco storico nel cuore di Midtown. Le due opere, The Guardians: Hero and Superhero, sono imponenti, di circa quattro metri d’altezza, e sono state create dall’architetto e designer italiano Antonio Pio Saracino. Hero (Eroe) è un dono dell’Italia agli Stati Uniti da parte della Farnesina, dell’Ambasciata italiana di Washington DC, e del Consolato Generale d’Italia a New York, con la sponsorizzazione dell’Eni. Superhero (SuperEroe), invece, è un progetto commissionato dall’Equity Office, azienda di costruzioni americana. The Guardians vogliono rappresentare due protettori autorevoli e simbolici della metropoli e, sul piano artistico, esprimono l’obbiettivo dell’autore di legare le composizioni architettoniche create sul computer in forma digitale ad un messaggio di resistenza e di innovazione potente ed eterna. 

Hero e’ una reinterpretazione in marmo da 3,6 tonnellate del David di Michelangelo, guardiano della città di Firenze, e la sua controparte, Superhero, e’ un’immagine del presente in acciaio inossidabile da 6,8 tonnellate. Le due statue hanno trovato la loro sede alle estremità nord e sud della piazzetta al 1095 di Avenue of Americas, in Bryant Park, tra la 41esima e la 42esima strada, dove c’e’ la celebre Grand Central Station. 

Saracino, 37 anni,  membro della sempre piu’ larga comunita’ di talenti nazionali che dividono la loro vita tra l’Italia e gli Stati Uniti, dopo la laurea alla Sapienza di Roma e’ stato il vincitore dell’ American Architecture Award nel 2007 assegnato dal Museo di Architettura di Chicago e vive prevalentemente oggi a New York. “L’ambasciata italiana mi ha chiesto di prendere il David di Michelangelo come ispirazione”, ha spiegato lo scultore. “ Quell’importantissimo riferimento chiaramente mi faceva spavento. Ma ero cosi’ onorato di creare un simbolo che poteva rappresentare un regalo della mia nativa Italia a New York, che ho accettato lo straordinario invito. Le due costruzioni antropomorfe a livelli sovrapposti espongono l’abilita’ universale dell’uomo di cementare la propria presenza nel mondo con le capacita’ perenni dell’architettura”.  

I due Guardiani sono nel filone delle opere che la creativita’ italiana ha donato alla citta’, come l’ormai celeberrimo Toro scatenato, Charging Bull, meta obbligata per chi visita Wall Street e non rinuncia ad una foto a fianco del simbolo della finanza americana. 

Le storie delle due opere sono pero’ molto diverse. Di Modica pago’ di tasca sua, nel 1989, 360mila dollari per fare il Toro, che l’artista aveva concepito per celebrare la rinascita della Borsa dopo un crash. Dovette anche lottare legalmente con il municipio per anni prima di trovare una destinazione definitiva alla statua, in una piazzetta-giardino sulla Broadway, a sud della sede storica di Wall Street. Lo scultore l’aveva piazzata di  notte, senza permesso, sul marciapiede di fronte all’Exchange. 

La cerimonia di oggi 10 dicembre per il lancio dei due Guardiani e’ pubblica, e l’artista ha goduto del lodevole mecenatismo moderno dell’Eni e dell’Equity Office. E naturalmente dell’indispensabile riconoscimento per la qualita’ del lavoro di una citta’ aperta, anzi famelica di espressioni di libera creativita’ umana. Le diverse origini verranno dimenticate, giustamente, perche’ negli anni a farsi strada sara’ la validita’ artistica delle opere, e il tributo che daranno loro  milioni di turisti, sensibili agli stimoli positivi dell’ingegno umano.

Glauco Maggi
@glaucomaggi

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