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Complimenti per la trasmissione

Il talk show politico muore di sera e risorge al mattino

Analisi dell'approfondimento mattiniero

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Il talk show politico muore di sera e risorge al mattino

Il talk show politico è morto, viva il talk show politico.

 Se è vero che l’ascolto dei salotti di prima serata si erode come una spiaggia troppo frequentata nell’afa d’agosto, è altrettanto vero che -proporzionalmente- i salotti omologhi della mattina registrino un’impennata d’ascolti di progressione inarrestabile. Non ne ho mai scritto perchè essendo gradito ospite - come cronista politico- di quelle praterie mi sentivo un po’a rischio d’obiettività. Epperò, i dati son dati. Per dire: Agorà, nonostante la dipartita del fondatore Andrea Vianello, con Gerry Greco alla conduzione e una squadra oliatissima (con qualche elemento prezioso scippato a La7) ha lievemente incrementato l’ascolto e mercoledì scorso ha registrato un 13.73% con punte di 2,6 milioni di  spettatori, share media 9,96. Certo , c’era l’effetto-Renzi, democristianeria allo stato dell’arte, unito ai forconi; ma allora perchè lo stesso trascinamento non vale per i programmoni serali?
Se poi usate il suffisso «mattina» l’audience lievita, da sola, come un soufflè. Vale per Unomattina (18,10%), per  Rainews 24 con Di Mattina e Sky Tg24 Mattina: talk velocissimi, dove la formula è semplice e rasenta il banale: argomenti retroscenati, un buon conduttore, perfino gentile con gli ospiti i quali riescono ad articolare i discorsi senza incresparsi verso la rissa. Anzi, a volte gli ospiti stessi danzano nel solco d’una ironia lieve e poco consona alla politica, come nel caso di sabato scorso, con Paolo Guzzanti che incrociava le battute con la coppia Sabelli Fioretti/Lauro a Coffee Break mentre Tiziana Panella a stento tratteneva il riso che fa buon sangue e ottimo ascolto. Non l’avrei mai detto, ma la cura- Cairo, nel blindatissimo presidio giornalistico di Mentana sta producendo frutti inconsueti. Grazie a un aumento del +36% rispetto allo scorso anno il mattino di La7 votato all’agenda setting di governo e Parlamento passa da una media del 4,24%  fino al  5,15% medio di dicembre. Omnibus sale al 4.53%  (+8% rispetto a 2012), Coffee Break al 5,62% (+20% ), e L’aria che Tira al 6% con un eccezionale +118%, segno che Myrta Merlino & autori dovevano essere usati meglio e di più. La politica in tv va in crisi. Ma solo quando s’è fatta ’na certa...



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