Cerca

Il sondaggio

Orrore, Obama piace quanto Nixon

Secondo la rilevazione di Washington Post / Abc, il gradimento del presidente democratico dopo 5 anni è ai livelli (bassi) del demonizzato repubblicano. Ma chi lo critica è razzista...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Orrore, Obama piace quanto Nixon

Credo che ormai anche gli ultimi fedelissimi del presidente Obama, soprattutto tra quelli che ancora conserva imperterriti all’estero (tanto, loro non pagano le conseguenze dirette delle sue politiche domestiche), provino ciò che proviamo noi tifosi del Milan. Preparati, alzandoci la mattina, alla nuova croce che il nostro amato team ci riserverà oggi. Il 17 dicembre è toccato a noi lo scandalo scommesse Gattuso-Brocchi, mentre è stato il sondaggio Washingon Post-ABC a procurare la fitta quotidiana al fegato dei tifosi di Barack. 

A questo punto della presidenza, cioè cinque anni dopo essere stato eletto nel 2008, il presidente che era stato il più celebrato e più premiato a prescindere per le sue qualità da non discutere (colto e articolato come un cicerone secondo la stampa rapita, e pacifista sulla parola da nobilitare subito con il Nobel per la intellighenzia socialista europea) ha “il più basso livello di approvazione per il suo lavoro da presidente dai tempi di Nixon". Nixon, capito? Nixon, quello che dovette dimettersi per aver coperto lo scandalo di un gruppo di funzionari del GOP che avevano spiato la Convention democratica. A proposito: bisognerà attendere gli storici per una valutazione serena di quale sia stato, nella sostanza, lo scandalo che ha messo più a rischio la democrazia Usa. La spiata illegale di qualche meeting del partito di opposizione (Democratici)? O scatenare il braccio fiscale del ministero del Tesoro, l’IRS, per negare, a tappeto, sconti legittimi, ossia finanziamenti, a decine se non a centinaia di gruppi politici del partito di opposizione (Repubblicani)? Ah… ci fossero ancora i vecchi cronisti di una volta, a Washington… 

Non ci sono, bisogna perciò accontentarsi di vedere Obama paragonato a Nixon nel fallimento del primo lustro. E questo è un nuovo abisso da digerire per i fans. Già l’idea di essere accostato a George W. Bush  quando qualche sondaggio aveva fatto sprofondare Obama a 38 punti (Quinniapac university), in zona Bush appunto, aveva imbarazzato non poco il pubblico di sinistra. Ora, apprendere che in cinque anni di lavoro alla Casa Bianca soltanto Nixon era riuscito ad essere stimato meno di quanto sia considerato lui deve essere un altro brutto rospo. Anche perché non sono giudizi alati delle elite che si compiacevano nei salotti di Manhattan (Bush? Un deficiente. Obama? Un’intelligenza unica…). Sono numeri, ricavati dai questionari rappresentativi dell’America intera. Normale. 

Tutti gli altri presidenti con due mandati vinti, Bush compreso, non erano mai scesi tanto. Obama, va detto, con il 43% del Washington Post-ABC ha ancora un bel margine prima di crollare al 29% di Nixon, di quando costui era nel bel mezzo dello scandalo Watergate. Ma, come si dice, bisogna fare la tara. Nixon era repubblicano, e decisamente anticomunista. Da giovane parlamentare del GOP della commissione camerale sulle infiltrazioni sovietiche nelle agenzie di governo Usa, Nixon smascherò e fece condannare Alger Hiss, funzionario che spiava pro Mosca, e difese le accuse a Hiss di Whittaker Chambers, giornalista anche lui iscritto al PCUSA ma che aveva deciso di vuotare il sacco e dire tutto all’FBI. I liberal americani che hanno sempre dominato la stampa fecero il loro dovere di investigatori contro Nixon per il Watergate (mentre furono schierati a difesa di Hiss e contro Chambers durante la lunga inchiesta di fine Anni 40), e il fatto che lo odiassero e che potevano distruggere il GOP grazie al Watergate aggiunse entusiasmo e carica "professionale" alla missione. 

Il minimo del 29% per un presidente repubblicano è più facilmente raggiungibile che per un presidente democratico. E se c’è Obama di mezzo è ancora più difficile erodere la stima nazionale di uno così: la stampa più diffusa e tutte le Tv esclusa Fox lo coccola dal 2007 e stravede ancora per lui, che resta il primo presidente nero, suvvia. Giudicarlo male, anche se è per quello che fa da presidente, passa ancora, per molti, come razzismo. 

Fatta la tara, i numeri del sondaggio sono dunque una condanna niente male: mentre Bush dopo un quinquennnio era crollato al 47%, Barack è sotto di 4 punti rispetto al texano alla stessa data. Sprofonderà ancora? Va data fiducia al ruolo demolitore di  Obamacare, che solo dal primo gennaio 2014 dispiegherà tutta la sua carica forte e progressiva, colpendo al cuore (o al fegato, o alla gola, dipende dai malanni) gli americani che a milioni scopriranno di non avere la copertura per le cure, e nemmeno più i medici di fiducia o le cliniche che avevano prima. Questo, in attesa di subire la botta al bilancio familiare: ai rinnovi per il 2015 sapranno, dopo i rincari per il 2014, di quanto saranno aumentati i premi delle nuove polizze, di quanto salirà la franchigia da pagare comunque prima di essere rimborsati , o entrambe le cose. Già adesso, solo un americano su tre, il 34%, ritiene che Obama stia facendo un buon lavoro su Obamacare, la missione su cui ha puntato per passare alla storia. 

La lettura del sommario del sondaggio WashingtonPost-ABC è il bagno di umiltà di oggi per i fans di Barack. E  il risveglio più brusco per i parlamentari democratici: il 43% approva Obama come presidente, il 55% lo disapprova; il 42% approva come Obama maneggia l’economia e il 55% disapprova; il 34% approva come i parlamentari democratici stanno lavorando in Congresso e il 64% disapprova. Alla domanda su chi si fidano di più per risolvere i problemi del paese, il 41% ha risposto Obama e un identico 41% ha risposto i parlamentari repubblicani in Congresso. Il 45% ritiene che i parlamentari del GOP sanno trattare meglio i problemi economici di Obama, fermo al 41%. Sono numeri terribili: fino a ottobre i repubblicani erano visti come la peste, e non hanno nulla per migliorare (hanno solo imparato la lezione dello shutdown del governo). E’ proprio tutto merito di Obama.  

di Glauco Maggi 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog