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Complimenti per la trasmissione

Bake off Italia, torte in faccia alla realtà

Il successo del programma di torte di real Time

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Bake off il terzetto dei giudici

Confesso di odiare i programmi di cucina che oramai straripano dai fornelli dei palinsesti (e di non occuparmi di cucina artistica dei tempi delle letture di  Rabelais e di Pepe Carvalho).
A parte negli stilemi originali di Unti e bisunti e Masterchef, appena visualizzo un cuoco e una telecamera mi torna in mente la scena dei Nuovi mostri con Gassman e Tognazzi, cameriere e chef zozzoni avviluppati in prese di catch in una cucina romana, tra lanci di torte e verdura. E sudo freddo. È una reazione fisiologica, con radici ancestrali: mi accade pure con i programmi di Marzullo on voice over o con la cronaca nera. Sicchè, pur immergendomi nei tripudi di Mont Blanc, crepes caramellate e tortini al fondente, non sentivo proprio il bisogno di Bake Off Italia «programma che prevede che 9 aspiranti pasticcieri si confrontino per vincere il titolo di miglior pasticcere amatoriale d'Italia e poter così pubblicare il proprio libro di ricette» a detta di Real Time che l’ha mandato in onda. Riconosco grande professionalità ai conduttori e giudici Benedetta Parodi Ernst Friedrich Knam, il re del cioccolato che sembra uno di quei tedeschi usciti dai film di De Funes, e Clelia D’Onofrio, direttore del prestigioso Cucchiaio d’Argento. Ma non impazzisco per dialoghi del tipo «Qual è il tuo cavallo di battaglia?» , « Dolce capriccio» pan di Spagna che più mi rappresenta; o, altra risposta: «Toda joia, che è quella che provo ora: ci sparo sopra un po’ di colori ispirandomi a Pollock» (e qui m’immagino Pollock che era già matto di suo, irrompere in studio con un machete al posto del cucchiaio d’argento). Figuriamoci, poi, se nella prova finale compaiono, a fare il tifo, la nonnina e la figlioletta con in mano un girasole, o fidanzati baciati attraverso una barriera di cellophane; il tutto avvolto con consueta musica da reality, roba da far sobbalzar il diabete più d’ogni torta inquadrata. Però, registrato che la vincitrice di Bake Off è Madalina Pometescu, romena di Perugia, biondissima rivelante che il suo sforzo più grande è stata «la Mousse ai tre cioccolati», m’ha preso la tenerezza. Bake Off è completamente staccato dalla realtà. Ma, in fondo, è meno ansiolitico d’una puntata di Servizio Pubblico. Basta un poco di zucchero...(un poco)



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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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