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Moglie, giornaliste, Fb, Minetti: tutti i segreti di Giovanni Toti

Alessandra Menzani

Alessandra Menzani

Nata a Piacenza, laureata in Scienze della Comunicazione, è responsabile degli spettacoli di Libero. Tremenza è un blog che può (e deve) scuotere le coscienze. Parla di tv, personaggi, retroscena. Anche su Facebook e su Twitter (@AMenzani).

Moglie, giornaliste, Fb, Minetti: tutti i segreti di Giovanni Toti

Non va al cinema perché lì il telefono potrebbe non prendere. Non ascolta musica. Non è social: zero Twitter, su Facebook ha solo 17 amici (solo donne) ma non ha mai scritto nulla in quattro anni. Ha polverizzato i concorrenti. Di fatto sarà il numero due di Berlusconi. Deciderà i candidati, lui stesso potrebbe essere l’aspirante premier. L’anti-Renzi Giovanni Toti, 45 anni di Massa Carrara, è l’uomo del giorno. A Mediaset non hanno fretta di mandarlo via perché è ben visto da tutti. In politica non hanno fretta di accoglierlo (tranne Berlusconi che è impaziente) perché il suo arrivo andrà a rompere molti equilibri.

Dopo Scienze politiche in Statale a Milano, entra a Mediaset nel 1996 con uno stage a Studio Aperto, il tg che andrà a dirigere nel 2010. Caposervizio, caporedattore, la svolta arriva quando passa a Videonews per curare il programma di Irene Pivetti a Roma e conosce meglio Mauro Crippa, direttore comunicazione Mediaset, suo Pigmalione. Tra i due nasce un rapporto quasi fraterno, che dura tutt’ora. Per due anni è vicedirettore della comunicazione dell’azienda, diventa fidatissimo anche di Fedele Confalonieri. Enrico Mentana, all’epoca conduttore di Matrix, senza fare il suo nome lo evoca nel libro Passionaccia. Parla delle cene coi vertici dell’informazione Mediaset come «comitati elettorali»: «C’era anche il beniamino del gruppo, quello che era stato distaccato come ufficiale di collegamento al quartier generale del partito di riferimento». Era Toti.  Non ha mai nascosto che per lui il giornalismo non è una missione. Vuole  essere nella stanza in cui vengono prese le decisioni. Il passo dalle redazioni alla politica prima o poi sarebbe arrivato. Non che non sia un bravo direttore. «Lavorare male con lui è impossibile», dicono i suoi. Mai una luna storta, una rispostaccia. Sorridente, gentilissimo, ciarliero, accomodante, scaltro.  Berlusconiano e aziendalista,  diventa direttore di Studio Aperto e poi conquista anche il Tg4. Prende il posto di Emilio Fede ed è in questo momento che i rapporti con il Cavaliere si intensificano. Se Silvio ha qualcosa da dire,  lo fa attraverso il Tg4 ma il legame diventa anche umano. Parlano di politica, cenano, guardano la tv. Con Francesca Pascale lega e anche con Dudù. Ha la benedizione della compagna del Cav. Contro le invidie per la  carriera fulminante si fa scudo con il low profile. «Meglio non apparire», dice. Per non dare nell’occhio ha rinunciato, quando è stato nominato bi-direttore,  ad occupare l’ufficio per 20 anni di  Fede; è rimasto nel suo, pieno di gadget, con il calendario Pirelli alla parete. I suoi tg sono formati per il 90% da donne. «Perché sono le più precise», spiega.

In tv ci va solo di recente perché il Cav ha deciso di puntare su di lui. Ed è un affabulatore. Silvio lo ha chiamato per ricompattare il centrodestra e fare tornare gli alfaniani all’ovile. Ha la qualità di fare andare d’accordo le persone, soprattutto con loro stesse. «Nella vita non c’è il bianco o il nero ma sfumature di grigio», pensa. La politica, con lui, farà la Tot-Terapy: mette il buonumore, è come un giocattolone capace di donare un po’ di  leggerezza alle nebbiose serate ad Arcore. Chi lo frequenta assicura di non averlo mai visto non solo triste ma neppure minimamente adombrato. Anche in questo è l’anti-Renzi: se Matteo è sprezzante, Giovanni è rotondo.

 

È alto un metro e ottantuno ed e florido. «Non mi peso da anni», dice. Pare che   Berlusconi non ami le pancette e che imporrà una dieta a Toti. «Che cavolata».  Si narrano cene ad Arcore in cui Silvio mangia minestrine e Toti divora qualsiasi cosa. Ama la buona tavola, è di casa al Bolognese di Milano e di Roma, va pazzo per il pollo al curry del Baretto, ma ogni anno all’inizio dell’estate va tre giorni a Villa Paradiso sul Lago di Garda per rimettersi in forma. Ci va con la moglie Siria Magri che ha conosciuto quando era un cronista e lei la conduttrice di punta di Studio Aperto. Lei lo ha sposato in seconde nozze a Pietrasanta. Non hanno figli. Quello con Siria, più grande di qualche anno, è un sodalizio anche lavorativo.  Le strategie le studia insieme a lei, che oggi è vicedirettore di Videonews e cura Quarto Grado. Toti predilige le bionde, Siria è bionda, bella e determinata. Appena possono vanno al mare a Bocca di Magra, tra la Liguria e la Toscana, vicino ai genitori di lui a cui è legatissimo. Pochi viaggi, tanto lavoro. Colleziona cravatte.  Fuma tanto. Si incanta davanti ai documentari sugli animali. Unica trasgressione: ha indossato braccialetti Cruciani tricolore, quelli che avevano Nicole Minetti come testimonial. Non li ha tenuti per molto. Glieli avrà proibiti Silvio?

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    11 Febbraio 2015 - 22:10

    Yoti, imiti il padrone? Quello pagava bene, tu... non credo.

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