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i mazziniani

Anche il governo d'accordo con Brunetta: i compensi pagati dalla Rai alle star del video devono essere pubblici. Era ora

Il sottosegretario Legnini sposa le ragioni dell'esponente di Forza Italia. Un passo avanti verso la trasparenza

Sino ad oggi viale Mazzini ha nascosto tutti i dati, a partire dal faraonico contratto del finto buono Fabio Fazio
Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....

enrico.paoli@liberoquotidiano.it

fabio fazio condurrà anche quest'anno sanremo

il suo contratto con la Rai è uno dei più onerosi

Sostiene Renato Brunetta che il Festival di Sanremo potrebbe essere l’occasione giusta per far diventare la Rai un’azienda pubblica come le altre, chiara e trasparente,  e non un affare privato dei partiti come afferma Beppe Grillo. Difficile dar ragione al secondo. Pressochè impossibile non essere d’accordo con il primo. Soprattutto ora che il governo ha deciso di dar ragione all’esponente di Forza Italia,  assecondando  le sue ragioni. Per ragioni di carattere squisitamente politico, una tv pubblica che va per conto suo non serve a nessuno, anzi rischia di fare solo danni, il  sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, con la delega all’ediroria, rispondendo ad un’interpellanza urgente presentata da capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, ha affermato che “Il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha già predisposto una prima bozza di documento di lavoro per la definizione delle procedure di acquisizione dei dati utili a soddisfare le necessità informative previste dalla norma, che peraltro riguarda una pluarità di soggetti”. In buona sostanza Palazzo Chigi, volendo dar corso all’applicazione della norma contenuta nel dl 101 del 2013 sulla razionalizzazione della Pa, ha deciso di estendere gli effetti del provvedimento anche alla Rai, intimandogli la comunicazione del costo del personale utilizzato, andando a specificare anche il costo dei singoli rapporti di lavoro. Insomma, diteci quanto guadagnano le star del video, i direttori e i dirigenti. E sai le sorprese…  Sulla base di tale bozza di documento Legnini ha sostenuto che c’è già  stata “la prima riunione di coordinamento tra i rappresentanti del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, del Dipartimento della Funzione pubblica della presidenza del Consiglio”, per avviare “il percorso attuativo della norma, per verificare le modalità di rilevazione più idonee all'interno del suddetto sistema conoscitivo”. In riferimento alla Rai, 2per la quale la norma prescrive l’acquisizione di informazioni di maggior dettaglio”, ha detto Legnini, tale percorso, “richiederà specifiche modalità di trattazione”. Successivamente, ha proseguito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, “per la piena operatività della norma si provvederà a implementare il sistema informativo Sico (sistema conoscitivo del personale dipendente dell'amministrazione pubblica) e a svolgere tutte le attività propedeutiche all’avvio della rilevazione”. Brunetta, pur dichiarandosi soddisfatto di quanto detto da Legnini, ha chiesto di stringere i tempi di queste procedure: “Voglio essere tranchant”,  ha risposto il capogruppo FI alla Camera, “tra qualche settimana ci sarà il festival di Sanremo: vorrei che i dipartimenti siano in grado di predisporre le modalità di attuazione della legge, tali per cui si possa arrivare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane ad avere l’esplicitazione dei compensi da parte della Rai a partire da quelli dei conduttori del festival di Sanremo. È un elemento di chiarezza per quanto riguarda l’opinione pubblica”. Parole sante caro onorevole, solo un così un Paese può dirsi civile e le star de Noantri la smetteranno di sentirsi al di sopra di tutto e di tutti. Perché li paghiamo noi… E ora aspettiamo i fatti. Nostri non vostri….

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