Cerca

Complimenti per la trasmissione

Tomorrow People, troppi supereroi fan male alla tv

0
tomorrow people

Probabilmente tutti ci imbottiremmo di psicofarmaci e frequenteremo psicologi dalle onerose parcelle pagate da madri vedove, se fossimo inquieti adolescenti americani che, all’improvviso, si svegliano –non senza imbarazzo- alla mattina nel letto dei vicini di casa; e sentono nella testa le “voci” di ragazze petulanti; e scoprono di far galleggiare gli spazzolini a mezz’aria e di saper fermare il tempo.
Questo accade a Stephen Jameson, liceale dalla mascella quadra e dall’espressività eastwoodiana (di quanto Eastwood lavorava con Leone: due sole espressioni, col sigaro e senza), il protagonista di Tomorrow People, drammone fanta-pop che Italiauno manda a ruota (venerdì, ore 22.10) del lussureggiante Arrow. Tomorrow People è un lavorino imbastito con la mano sinistra, riverbera di effetti speciali e plot abbastanza miserelle.  Trattasi del remake in chiave post-adolescenziale di due serie inglesi del ’73 e del ’92 in cui il protagonista, allora più o meno tredicenne, scopre di appartenere a una razza di ragazzi dotati di superpoteri –le tre “t” , telepatia, telecinesi, teletrasporto- ai quali viene data la caccia da una misteriosa organizzazione governativa al comando di un biologo genetista abbastanza pazzo e omicida, oltreché zio del giovane Jameson. Il quale prima finisce prigioniero e poi viene liberato da due colleghi iperdotati che penetrano nel bunker governativo come fosse un supermaket e lo liberano; mentre lui scopre di bloccare i proiettili a mezz’aria, come il giapponese ciccione protagonista di Heroes. Il primo episodio scorre, ma è tutto un già visto. E’ zeppo di X-men: la razza “homo superior” termine inventato da Stan Lee, i teletrasporti alla Nighhtcrawler, la telepatia della bella mora co-protagonista Cara simile a Jean Grey (nell’originale bionda e racchietta); la persecuzione del “mutante”. E’ anche un po’ Spiderman:il liceo coi bulli che finiscono in ospedale. E’ Heroes: i detestabili agenti arruolati tra i superdotati e gli esperimenti in laboratori segretissimi. E’ perfino un po’ 2001 Odissea nello spazio col computer Tim che ricorda la versione buonista di Hal 9000 e Superman col messaggio del padre da morto. Emblematica la domanda del cattivo zio Jed: “Cosa penserà il resto del mondo alla scoperta di gente della vostra specie?...”. Che i supereroi in seconda serata sono come i comici in prima: cerchiamo di non esagerare…

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

media