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La furbata

Obama "pilota" la giustizia americana:
Nessuna indagine sullo scandalo Irs

IL ministero della Giustizia Usa, organo del governo Usa, insabbia l'inchiesta sull'agenzia delle tasse Usa che e' un braccio del governo: nessuna accusa contro la Casa Bianca

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Il ministero della Giustizia Usa, organo del governo Usa,  insabbia le indagini sullo scandalo dell'IRS, l'agenzia delle tasse Usa che e' un braccio del Tesoro, e quindi del governo Obama,  e fa sapere che non ci saranno da parte dell'FBI  accuse di reati federali contro nessuno dell'amministrazione Obama. Bella scoperta. La giustizia in America e' diventata un braccio del potere obamiano, quando ci sono di mezzo casi politicamente scabrosi. Nel Palazzo di Barack, non c'e'  neppure la parvenza della "indipendenza della magistratura" federale. Se Eric Holder, amico di Obama e ministro della giustizia, decide che chi ha aiutato politicamente Obama discriminando contro i Tea Party per favorire il presidente nella rielezione del 2012 non va processato come un criminale anche se ha commesso evidenti reati, ha il potere di bloccare l'inchiesta. Anzi di fingere di farla,  affidandola, come ha fatto Holder, a un investigatore che e’ stato un finanziatore della campagna di Obama. La conclusione scontata e’ che nessuno dell'IRS, o della Casa Bianca, verra’ accusato di aver commesso il crimine di aver perseguitato i Tea Party e centinaia di altri gruppi di conservatori. Che l’inchiesta sia stata finta lo prova la denuncia fatta dall’avvocato Cleta Mitchell, che rappresenta molti dei gruppi pro-repubblicani discriminati dall’IRS quando non sono stati concessi loro, per anni, i benefici fiscali di enti non-profit ai quali avevano diritto. Ha detto, il legale, che l’FBI non ha mai neppure contatto nessuno dei suoi clienti, cioe’ le vittime. Che e’ come indagare su uno stupro senza ascoltare chi lo ha subito.

Quando sono i democratici al potere nessuno si puo’ dunque illudere che un clamoroso scandalo, materialmente e politicamente più grave del Watergate di Nixon, possa svilupparsi ed evolvere in una inchiesta giudiziaria ufficiale seria. In compenso, l'FBI ha deciso di aprire una inchiesta su come il governatore repubblicano del New Jersey Chris Christie ha utilizzato i fondi pubblici per il dopo uragano Sandy, sulla base di sospetti sollevati da un oppositore politico democratico del governatore, che guarda caso e' in lizza per il GOP nel 2016.

Ma Obama non calpesta solo la indipendenza dei giudici federali. Anche il potere legislativo gli da’  fastidio. Cosi’ ieri ha annunciato “ho una penna e ho un telefono, e quindi posso emettere tutti gli ordini esecutivi che ritengo utili alla gente”. Senza ottenere i voti in Congresso per il passaggio delle norme che lui vuole far passare, per esempio sull’educazione e sull’energia.

Il secondo mandato di Obama rischia di degenerare in una amministrazione alla sudamericana. Bisognerà vedere come a novembre, nel voto di medio termine,  gli elettori prenderanno queste plateali decisione partigiane sul piano giudiziario, dopo l'insabbiamento dello scandalo di Bengazi e di quello del caso Fast & Furious, su cui Holder ha persino subito una censura della Camera per "disprezzo del Congresso". Mentre sulle pretese del presidente di scavalcare i poteri del parlamento con una pioggia di ordini esecutivi, oltre al giudizio nelle urne si attende anche che cosa decidera’ la Corte Suprema che sta discutendo come valutare le nomine di alcuni membri del Consiglio del Lavoro, fatte da Obama in spregio alle regole del Senato durante un periodo di “sessioni che si svolgevano pro forma”, ma che Barack ha sostenuto fosse invece un “periodo di vacanza”. Il verdetto uscira’ a breve, e sembra che i giudici, dalle loro dichiarazioni finora, non siano d’accordo con Obama sulla interpretazione dei poteri del Congresso e di quelli della Casa Bianca fissati dalla Costituzione. Sarebbe una figuraccia non solo politica per Obama, che a Chicago insegnava diritto.

di Glauco Maggi

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