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Gli americani "patrioti" al cinema
Record di incassi per "Lone Survivor"

Il film che tratta ancora il tema della guerra in Afghanistan ha incollato gli americani davanti al grande schermo

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Gli americani "patrioti" al cinema
Record di incassi per "Lone Survivor"

New York. "Lone Survivor" e’ un film uscito lo scorso week-end negli Stati Uniti, scritto e diretto da Peter Berg, 51 anni, alla sua terza o quarta regia e semisconosciuto al pubblico di massa, e con Mark Wahlberg come unico attore di grido (La tempesta perfetta, Il pianeta delle scimmie, The Fighter). La notizia e’ che ha incassato circa quanto e’ costato girarlo, 40 milioni di dollari, nei primi tre giorni nelle sale; e che ha stracciato la concorrenza. E che concorrenza! Per esempio “The Wolf of Wall Street”, uscito tre settimane fa, che e’ ora solo al doppio degli incassi di Lone Survivor: meno di 79 milioni, di cui 9 nello scorso week end. Eppure vanta due stelle di Hollywood, e collaudati beniamini del pubblico, del calibro di Martin Scorsese alla regia e Leonardo Di Caprio come protagonista: per la sua interpretazione, Di Caprio  ha anche appena vinto il Golden Globe.

A fare la differenza vera, e a spiegare il maggiore successo del “Survivor” sul “Wolf”, a mio avviso sono le due trame, entrambe storie realmente accadute, e i valori che incarnano.

Il primo film racconta la missione fallita dei Navy Seals, Operation Red Wings, del 2005, in cui ad un team di quattro soldati del gruppo di stanza in Afghanistan viene chiesto di penetrare in un territorio infestato di Talebani per individuare ed eliminare il leader locale Ahmad Shah, colpevole di attacchi letali ai marines. Dal titolo si sa gia’ che uno solo del quartetto si salvera’, ma il costo umano sara’ poi anche piu’ elevato: altri 16 militari Usa moriranno quando il loro elicottero, con cui cercavano di recuperare i compagni a terra, viene abbattuto da un bazooka dei nemici. La vicenda appassiona perche’ alla radice del fiasco c’e’ un dilemma etico: quando sono vicini al villaggio e gia’ vedono con i binocoli il loro target Shah, i quattro si imbattono in tre pastori con le loro caprette. E decidere di rispettare la regola d’ingaggio che vieta di far male ai civili sara’ la loro fine: lasciati tutti liberi, uno dei tre corre ad avvisare i Talebani. Il resto e’ una pagina di omaggio estremo al fortissimo sentimento di fratellanza che tiene i quattro avvinghiati alla vita: non solo la propria, ma quella dei compagni. I meno feriti fanno l’impossibile per trascinare via via i piu’ malconci in una fuga disperata contro dozzine di nemici: fino all’ultimo, e senza cedere di fronte al dovere di lottare. “Non mollare, combatti fino alla fine”, dice il capo del drappello Michael P. Murphy (Taylor Kitsch), ormai stremato, mentre da’ i suoi due ultimi caricatori del mitra a Marcus Luttrell (Mark Wahlberg), il "Lone Survivor" che si salvera’ poi miracolosamente con l’aiuto di alcuni afghani di una tribu’ ostile ai Talebani. Luttrell e’ il coautore del libro che ha ispirato il film.

The Wolf of Wall Street e’ la storia molto meno edificante di Jordan Belfort, il broker che fece fortuna negli Anni 80 e 90, gradasso e truffatore; fini’ condannato a 22 mesi di galera per frode e riciclaggio. E’ chiaro che alla critica liberal dell’era di Obama sia assai congeniale l’ennesima opera di denuncia del male che dominava nel mondo della finanza gia’ un quarto di secolo prima di Madoff e di Occupy Wall Street. Di sicuro, e’ quest’ultimo un tema preferito rispetto al nitido messaggio pro-eroismo in divisa che e’ racchiuso nella tragica pagina di guerra in Afghanistan raccontata dal sopravvissuto  Luttrell, e diretta sullo schermo da Berg. Solo la malafede, anzi la cecita’ dell’ideologia della sinistra, antiamericana a prescindere anche quando e’ americana, puo’ pero’ giudicare pro-guerra questo film. E’ un inno allo spirito di sacrificio, nella rievocazione di un episodio reale. Le guerre si fanno, “e noi l’abbiamo fatta per difendere il nostro sistema di vita”, va ripetendo Luttrell con disarmante modestia e semplicita’ in alcune interviste in Tv di questi giorni.

Confortante e’ vedere che la gente, tanta gente, e’ sempre grata ai soldati che proteggono l’America, e lo dimostra accorrendo  ad applaudire Lone Survivor. In Italia, il film dovrebbe uscire in febbraio.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    17 Gennaio 2014 - 19:07

    Ho cercato di far capire a mio figlio che hanno ragione gli Inglesi quando dicono"Giusto o sbagliato,è la mia patria"Qui da noi la patria ha sempre torto.Francori2012

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