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La mossa

Obama riforma l'NSA, ma rischia grosso
i suoi finanziatori lo "mollano"

Dopo l'annuncio di un ridimensionamento dell'NSA scoppia la rabbia dei boss high tech liberal della Silicon Valley : "Ci ha deluso"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Ha fatto le capriole, Obama, per cercare di accontentare la sinistra interna e internazionale, i libertari come Rand Paul e gli ultra liberal come Amnesty, ed anche i nuovi grandi poteri economici oligopolistici rappresentati dagli innovatori come Google, Facebook  e Yahoo. I quali ultimi sono gelosissimi del proprio business che si basa sulla privacy assoluta degli individui quando fanno profitti nelle democrazie in America e in Europa; ma non hanno vergogna a trasformarsi in mercenari senza scrupoli di liberta’ quando si tratta di avere il permesso dei dittatori rossi di Pechino per fare profitti nella miniera cinese, accettandone censure e diktat.  Barack non c’e’ riuscito a soddisfare tutti. Ha fatto l’adulto della compagnia nella sostanza, ossia ha tenuto ben dritta la barra della sicurezza, che dopotutto e’ il primo dovere di un presidente verso i propri cittadini, garantendo all’opinione pubblica moderata e ragionevole che il governo continuera’ a proteggere il Paese dai terroristi. Ma ha anche cercato di blandire i liberal con modifiche tecniche al programma e impegni solenni di non abusare della superiore capacita’ spionistica Usa. Niente da fare con costoro, perche’ e’ impossibile far capire che la guerra al terrore e’ una cosa reale a gente che, dopo l’11 settembre, considerava comunque Bush piu’ pericoloso, per i diritti civili, di al Qaeda.

Cosi’, il giorno dopo il suo discorso in cui ha annunciato la direttiva di riforma della NSA, s’e’ beccato tanti attacchi dai suoi “amici”, i boss high tech liberal della Silicon Valley che l’hanno sostenuto e finanziato. “In tutto, la strategia (di Obama) sembra essere quella di lasciare gli attuali processi di intelligence largamente intatti, e di migliorare solo di un certo grado la supervisione”, hanno scritto in un commento a caldo Alex Fowler a Chris Riley, top executives di Mozilla, un motore di ricerca emergente. “ Avevamo sperato di piu’, e Internet merita di piu’. Senza un significativo cambio di direzione, Internet continuera’ nella sua marcia verso un mondo di balcanizzaione e sfiducia, un grave allontanamento dalle sue origini di apertura e di opportunita’”. Ha rincarato Ed Black, capo della Associazione delle aziende di “Computer and Communications”, che rappresenta Google, Yahoo e altre compagnie: “Queste riforme rispondono veramente alla totalita’ dei problemi e dei bisogni? Devo dire, riluttante, che non basta”.

Non lo dicono, ma il loro mondo ideale e’ quello su cui il senatore Rand Paul, libertario, pensa di impostare la sua prossima campagna elettorale per la presidenza sfondando a sinistra e tra i giovani preoccupati soltanto del rispetto assoluto della privacy. Paul ha detto che vuole la cancellazione totale dalla raccolta dei dati. “La questione non e’ su chi dovra’ mantenere il deposito delle telefonate e delle email”, che oggi sono raccolte dalla NSA e che un domani Obama vuole siano comunque raccolte in massa, non dal governo ma in depositi delle societa’ di telecom o presso un ente terzo da definire. A Paul proprio non piace che i dati restino a disposizione delle agenzie dei servizi segreti per poter intercettare telefonate cruciali tra terroristi e prevenire attentati. Il direttore di Amnesty International Steven Hawkins, da parte sua, ha giudicato “insufficienti” le promesse sui piani di sorveglianza di massa. “Cio’ che esce in soldoni dal discorso di Obama e’ che il diritto alla privacy resta sotto grave minaccia sia qui sia in giro per il mondo. Gli aggiustamenti alla sorveglianza del presidente saranno ricordati come la musica sul Titanic a meno che la sua amministrazione adotti riforme piu’ profonde”.

Reazioni negative anche dall’Europa, e non solo dei liberal. Ma in un Paese in cui non scandalizza, anzi e’ visto come normale strumento di lotta politica il fatto che le intercettazioni privatissime di personaggi politici finiscano dalla “segretezza” delle indagini della magistratura, spesso improprie, sulle prime pagine dei giornali politicamente amici, dovrebbe far ridere una campagna contro la raccolta di telefonate in massa (senza nomi e senza sentire i contenuti) della NSA. Invece e’ una ottima occasione di criticare gli Usa, anche se c’e’ Obama che ormai piace di piu’ in Europa che in America (dove ha il 39% di favorevoli e il 53% di contrari, secondo Gallup). E’ che in Europa sono molto viziati. Abituati da decenni ad essere protetti dall’esercito americano contro l’URSS e ora l’Iran, e a spendere una quota ridicola nei loro budget militari rispetto a quello che fanno gli Stati Uniti, i liberal (e non solo) nella UE non vogliono che i servizi segreti Usa facciano il lavoro delle spie a favore dell’Occidente. Anche se, naturalmente, si aspettano di continuare a godere dell’ombrello di protezione della NSA e della Cia, che nell’ombra, 24 ore su 24, cercano di sventare complotti ed evitare attentati.

di Glauco Maggi

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