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Dietro il patto Matteo-Cav

La sfida di Renzi: conquistare gli elettori di Silvio

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
La sfida di Renzi: conquistare gli elettori di Silvio

Ci sono due aspetti che mi colpiscono nella vicenda dell’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

Il primo riguarda il sindaco-segretario. Chi in questi giorni lo ha accusato di aver <rilegittimato> Berlusconi, di averlo <rimesso al centro della scena>, non ha capito quello che Renzi sta facendo. Non per esagerazione ma per sottovalutazione. Renzi  - e di fronte alla direzione lo ha spiegato bene – non è interessato a <legittimare> o <rilegittimare> Berlusconi, il quale – come ha giustamente notato – si legittima da sé con i voti che prende da venti anni. Ma è vero che la mossa di Renzi è (anche) strategica. Nel senso che non solo dialoga con Berlusconi per portare a casa il risultato, perché il capo di Fi è lui e i gruppi parlamentari li controlla lui (e questa è tattica). Ma lo fa perché gli interessa legittimare gli elettori di Berlusconi. Incontrarlo nella sede del Pd, non aver paura di confrontarsi con lui, riconoscendogli la dignità di leader del campo avverso, accettandolo quale competitore, non usando toni aggressivi, insomma trattandolo come in un Paese normale un leader tratta il leader avversario, è un gesto di attenzione prima ancora che verso di lui, verso i suoielettori. La premessa necessaria per puntare a quei voti e portarli a sé. E’ questo il capolavoro di questa operazione. E si spiega ricordando che Renzi è sì il segretario del Pd.  Ma il suo obiettivo è il governo del Paese. E per arrivarci, come ha sempre detto, bisogna convincere una parte degli elettoridell’altra parte. Ma per farlo bisogna dimostrare che non li si disprezza, che non li si considera evasori o barbari o deficienti.

Il secondo aspetto che mi colpisce è il tafazzismo della minoranza del Pd. Pur di dar contro a Renzi, infatti, non solo si contraddicono, improvvisamente diventando sostenitori delle preferenze dopo averle criticate per venti anni. Ma rischiano di produrre un effetto contrario a quello che vogliono. La sinistra del Pd, infatti, vuole che questo governo vada avanti e che la legislatura continui. Tanto che accusano Renzi di voler far cadere Letta. Ma se davvero affossano la legge elettorale magari nel segreto del voto, come minacciano, il primo effetto sarà sul governo. Eppure pur di fermare il sindaco, sembra che qualsiasi prezzo valga la pena. Ma sono sicuri che il popolo democratico li seguirà?

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Commenti all'articolo

  • lucadagenova

    19 Febbraio 2014 - 21:09

    sara' difficile ..che tenga i suoi figuriamoci prendere quelli di silvio...

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