Cerca

Il caso

Obama mette nel mirino gli "amici di Abe",
assedio fiscale per l'associazione di Lincoln

Gli amici di Lincoln sono assediati dalle richieste di informazioni da parte dell’IRS. La Casa Bianca non ama le voci critiche contro Barack

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama mette nel mirino gli "amici di Abe", 
assedio fiscale per l'associazione di Lincoln

Gli “amici di Abe” (Abe sta per Abramo Lincoln) sono nel mirino dell’agenzia delle tasse Usa, l’IRS. Non sono un gruppo dei Tea party, ma uno sparuto club di attori e registi, di idee conservatrici, che da nove anni  hanno preso ad incontrarsi, la prima volta nel ristorante “Morton’s Steakhouse” di Los Angeles, dopo essersi scambiati qualche email di simpatia ideologica. In un ambiente come quello dello spettacolo, dominato dalla lobby totalitaria dei liberal che frequentano la Casa Bianca di Obama, le ‘mosche bianche’ Gary Sinise, Jon Voight, Kelsey Grammer e Lionel Chetwynd (sono i soli nomi di celebrita’ che fanno parte del gruppo a non nascondere le loro simpatie politiche repubblicane) hanno deciso di strutturarsi in una organizzazione ufficiale. Per questo hanno chiesto all’IRS di diventare una associazione non profit, senza impegno di appoggio politico ad alcun candidato,  secondo il codice 501 (c) (3). 

Questa definizione consente, per legge, di mantenere riservati i nomi degli aderenti, ma permettendo a chi vuol contribuire di detrarre fiscalmente i finanziamenti. E’ comprensibile che i simpatizzanti, al di la’ del pugno di promotori che non hanno mai fatto mistero delle loro idee politiche, vogliano restare segreti. Con l’aria di sinistra che tira a Hollywood, e’ imprudente per la carriera criticare Obama: agli incontri, quindi, non e’ permesso l’uso delle videocamere. Ma adesso, per il fatto di aver chiesto qualcosa cui hanno diritto, gli amici di Lincoln (il nome e’ una risposta ai piu’ noti “amici di Bill Clinton” ) sono assediati dalle richieste di informazioni da parte dell’IRS, prima di tutte la “lista nera” degli associati. La settimana scorsa, riporta il New York Times, l’agenzia, che da due anni blocca la richiesta del gruppo per il riconoscimento ai fini fiscali agevolativi, ha mandato una ennesima lista di domande: per esempio, per dettagliare la natura di alcuni meeting avuti in passato con Paul Ryan, ex candidato vicepresidente, o con Herman Cain, aspirante alla nomination per il GOP.

La Storia talvolta si replica da dramma a farsa, e questo e’ il caso dello spettacolo a cui assistiamo oggi, non a caso ancora ad Hollywood. Una volta, appena dopo la Prima Guerra Mondiale,  c’era il “maccarthyismo”, che prese il nome dal senatore del Wisconsin Joseph McCarthy, repubblicano fiero anticomunista che guidava il comitato congressuale per individuare gli americani che, piu’ o meno segretamente, aiutavano l’URSS come spie, infiltrati nell’amministrazione, e iscritti o simpatizzanti del PCUSA, il partito americano fondato negli anni 20 e che ancora prendeva gli ordini da Mosca nel dopoguerra. Che non si trattasse di “caccia alle streghe”, come il fenomeno fu etichettato dai liberal, ma di una fase domestica della serissima Guerra Fredda in corso tra americani e sovietici, lo dice il fatto che a iniziarla nel 1947 fu il presidente democratico Harry Truman, con il suo Executive Order 9835 in cui si imponeva una revisione della lealta’ di tutti gli impiegati federali. In esso si raccomandava il licenziamento se c’erano “ragionevoli motivi per credere che la persona coinvolta fosse sleale verso il Governo degli Stati Uniti”. Per dire del clima, nel 1947 la Camera voto’ una mozione di “disprezzo” verso dieci tra registi e sceneggiatori di Hollywood, (poi noti come gli ‘Hollywood Ten”) che si erano rifiutati di rispondere alle domande della commissione di inchiesta sul loro coinvolgimento in azioni pro Mosca. Nel 1950 il direttore dell’FBI Edgar Hoover affermo’ in un discorso che “i membri comunisti, anima e corpo, sono proprieta’ del partito”. E nello stesso anno Julius e Ethel Rosenberg furono arrestati con l’accusa di aver rubato segreti sulla bomba atomica Usa, da passare ai sovietici, e nel 1953 furono giustiziati. In quegli anni ben 140 dirigenti del PCUSA furono individuati, e condannati per la loro attivita’ antiamericana. Insomma, c’era poco da ridere.

Facciamo ora un salto di oltre mezzo secolo e torniamo ad Hollywood, che nei decenni e’ diventata la riconosciuta capitale del pensiero liberal. Non c’e’ piu’ la guerra con Mosca (anche se Putin rimpiange l’impero rosso perduto), e il professare il socialismo/comunismo in America e’ stato del tutto “sdoganato” diventando una filosofia di riferimento nelle universita’. In politica, l’onda “nuova” del sandinista sindaco di New York de Blasio punta a imporre nel dibattito nazionale la lotta di classe, mascherata da eliminazione delle diseguaglianze e dalla redistribuzione forzata della ricchezza, e fa la sponda all’ormai dichiarato “progressivismo” di Obama. Il presidente non fa mistero di voler “trasformare” il Paese nel triennio che gli resta, e sta usando le armi che ha. Truman, e il Congresso, perseguitavano i “servi di Mosca”? Barack non puo’ contare sulla maggioranza di deputati e senatori che rappresentavano il popolo americano ed erano in sintonia con Truman (ed Eisenhower poi) negli Anni 50 per battere il comunismo , e per perseguire il proprio disegno, battere i repubblicani, usa l’IRS, l’agenzia delle tasse che e’ un braccio del governo. Se la lotta di sopravvivenza contro il comunismo reale era un dramma storico, la guerra ai conservatori di Hollywood e’ una farsa.  Anzitutto le vittime di Obama sono americani rispettosi della Costituzione Usa, non “anima e corpo” di un partito estero comunista. E, soprattutto, hanno idee legittime e democratiche che condividono con la meta’ del Paese (e il voto di novembre dira’ magari anche di piu’ della meta’).
Un conto e’ dare la caccia a chi sta con il nemico, un altro e’ perseguitare il babbo di Angelina Jolie (Jon Voight) perche’ e’ contrario ad Obamacare .

di Glauco Maggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog