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Fallimento totale

Il mega-flop dell'Obamacare
Un americano su due boccia
la riforma sanitaria

Su tutta la popolazione, la meta’ da’ un giudizio negativo della legge. Sono stati “solo” alcuni milioni ad aver perso la polizza che avevano a causa di Obamacare e hanno scoperto che per comprarne una nuova devono pagare di piu’ il premio e subire una franchigia piu’ pesante

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Capisco di incontrare una solida diffidenza in tantissimi lettori italiani se scrivo che e’ “una boiata pazzesca” la riforma di Obama sulla salute, pomposamente presentata da (quasi) tutti in Europa, come la “soluzione finale” che da’ finalmente la mutua sociale a tutti. “Piu’ nessuno che muore sul marciapiede davanti all’ospedale perche’ non ha la carta di credito”, questo era il prevalente messaggio degli anti-americani (quando c’era Bush), diventati un po’ meno anti-americani da quando c’e Lui, il Messia.  E la diffidenza diventa incredulita’ se spiego che gli stessi americani, cioe’ i destinatari del “beneficio” supposto, sono assai piu’ contrari che favorevoli. Eppure questa e’ proprio la verita’, e giorno dopo giorno e’ sempre piu’ chiara. Ormai, e’ evidente che Obamacare e’ il flop legislativo piu’ clamoroso della storia americana, come dicono i sondaggi, e anche le reazioni di ex fans, sindacati in testa.  

La legge di riforma ha perso 46 punti di indice di popolarita’ netta  dai giorni successivi alla sua approvazione  nel 2010,  quando il giudizio benevolo tra i NON assicurati era peraltro solo del 50%, mentre quello negativo era del 27%. Tra i NON assicurati, che dovrebbero comprarla entro marzo, il calo di gennaio e’ stato di ben 12 punti , come emerge dalla  ricerca della Kaiser Family Foundation, l’ente indipendente piu’ autorevole sulla materia. L’ultimo rapporto della Kaiser dice che oggi tra i NON assicurati il 47% la giudica sfavorevolmente (il 20% in piu” di 4 anni fa) , e il 24% favorevolmente (il 26% in meno) ribaltando completamente la situazione gia’ mediocre del 2010. Il cambio in peggio sembra accelerare, visto che, solo nell’ultimo mese, i contrari erano il 43%, e i positivi erano il 36%. Sempre tra i non assicurati, il 39% ha detto che la legge ha peggiorato la loro situazione personale, e solo il 26% che l’ha migliorata. 

Su tutta la popolazione, la meta’ da’ un giudizio negativo della legge, e solo un terzo la vede con favore. E il 2014 non promette bene. Se finora sono stati “solo” alcuni milioni – le stime indicative dicono cinque – ad aver perso la polizza che avevano a causa di Obamacare e hanno scoperto che per comprarne una nuova devono pagare di piu’ il premio e subire una franchigia piu’ pesante, spesso avendo accesso a meno medici ed ospedali di prima, nei prossimi mesi tocchera’ al grosso della forza lavoro, i dipendenti delle imprese che hanno la polizza del datore di lavoro. Le aziende hanno avuto dal presidente un anno di rinvio, per calcolo politico, ma dal 2015 la legge scattera’ anche per loro, e dovranno decidere se pagare una mutua invece di assicurare i lavoratori, oppure  fornire polizze in regola con Obamacare, cioe’ piu’ care e con benefici standardizzati. L’ironia e’ che i sindacati, che  erano stati i piu’ impegnati alleati di Obama nel sostenere la causa, finanziando i parlamentari democratici e facendo propaganda per il passaggio di Obamacare, adesso sono sulle barricate, e sembrano Tea Party arrabbiati. Il 27 gennaio il presidente generale della Laborer’s International Union of North America, Terry O’ Sullivan, e D. Taylor, presidente generale del sindacato Unite Here hanno scritto ai democratici piu’ importanti del Congresso, il capo del Senato Harry Reid e la capa della minoranza democratica alla Camera, Nancy Pelosi, una lettera acida, da “amanti traditi”. Ecco qualche passaggio, riportato dal Wall Street Journal il 31 gennaio: “Quando abbiamo capito che non avremmo potuto mantenere l’assistenza sanitaria che avevamo prima, abbiamo speso tre anni a presentare proposte ragionevoli al governo per sanare i problemi di Obamacare. Tutte sono state rigettate e la regolamentazione proposta (riguardante il fondo comune degli imprenditori ed altri piani autofinanziati) non offre aiuto verso alcuna di queste soluzioni. Siamo amaramente delusi leggendo queste regolamentazioni portate avanti dal governo. Se l’amministrazione pensa onestamente che le regole proposte rispondono alle nostre preoccupazioni, o non stanno ascoltando o semplicemente non le importa nulla di noi. Abbiamo esaminato varie alternative di polizze sulle Borse create da Obamacare, e se i nostri membri dovessero essere costretti a comprare le polizze in queste Borse (che sono quelle obbligatorie per il resto della popolazione, peraltro NDR) il costo per le loro tasche sarebbe probabilmente significativo, raggiungendo le migliaia di dollari anche se hanno i requisiti per avere sussidi pubblici. Sarebbe davvero una triste ironia se la riforma che passa per essere il miglior successo legislativo di una amministrazione impegnata a ridurre la ineguaglianza dei redditi, tagliasse gli standard di vita della classe media e dei lavoratori a stipendio basso”. Saro’ riuscito a convincere qualche italiano in piu’ che per la maggioranza degli americani la mutua pubblica tanto cara a Obama non e’ il paradiso promesso, ma una boiata pazzesca? 

di Glauco Maggi 

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