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Abbassata la guardia

Nell'America di Obama
che legalizza la marijuana
raddoppiati i morti per eroina

La tragica morte del premio Oscar Philip Seymour Hoffman è la punta dell'iceberg di un vero boom: in dieci anni, tra 2002 e 2012, le vittime dell'eroina passate da 166mila a 355mila

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Quando una star di Hollywood muore di overdose a prevalere nei resoconti sono l’ammirazione per quanto fosse bravo, e le lacrime sul dramma della dipendenza dalla droga, come se si trattasse di una malattia capitata per caso, senza responsabilita’ alcuna della vittima.  Philip Seymour Hoffman era un bravissimo attore, vincitore di Oscar, e si e’ aggiunto domenica alla lista dei talenti auto-rovinati: si e’ “ucciso” con l’eroina nel suo appartamento di New York al Greenwich Village, dove e’ stato ritrovato con ancora l’ago nel braccio. Se e’ d’obbligo per i critici cinematografici l’estrema celebrazione dell’artista, 46 anni e tre figli con una compagna separata, l’evento e’ anche la tragica occasione per una fotografia piu’ ampia della piaga della diffusione degli stupefacenti. Che e’ in crescita negli Usa, proprio mentre i primi Stati (Colorado e Washington) legalizzano la marijuana, che secondo il protocollo ancora in vigore del ministero Usa della sanita’ e’ nell’elenco delle sostanze che “possono creare dipendenza fisica e psicologica”, con l’eroina e altri stupefacenti. E con il presidente Obama in persona, un ex consumatore di erba, che  rilascia  “tranquillizzanti” commenti sulla sua bassa pericolosita’, per lui inferiore a quella del tabacco e dell’alcool. Sara’.

Ma intanto, sotto i radar dei media che non fanno della lotta alle droghe una campagna insistente come sarebbe auspicabile per salvare tante vite di minorenni, se non quella degli adulti colti ricchi e famosi, e’ in atto il ritorno alla grande dell’eroina. Gia’ nel luglio scorso, misto ad alcool, l’oppiaceo aveva stroncato la vita di un’altra stella, Cory Monteith, protagonista della serie Tv di grande successo “Gleee”.

Sull’onda del caso Hoffman, un servizio della CNN.com ha riferito che negli ultimi cinque mesi sono stati registrati nel solo Maryland 37 casi di decessi per uso di eroina, spesso combinata con fentanyl. "L’eroina sta martellando il nord est del paese”, ha detto James Hunt della DEA (Drug Enforcement Administration) di New York. Un sondaggio governativo annuale ha scoperto che nel 2002 i morti negli Stati Uniti per eroina erano stati 166mila, e nel 2012 sono piu’ che raddoppiati a 355mila. E cio’ che e’ ancora piu’ inquietante e’ che le vittime aumentano tra i giovanissimi. L’eta’ media in cui si prova la droga per la prima volta, secondo l’Agenzia governativa dei Servizi sull’Abuso delle sostanze e la Salute pubblica, e’ appena prima del 15esimo compleanno. “Sono qui da sei anni e letteralmente questo e’ il primo che ricordo in cui molta gente si presenta qui con un problema di dipendenza d’eroina”, ha confermato Robert Parkinson, direttore del Centro di riabilitazione a Delray Beach, in Florida, segno che il fenomeno riguarda pure il sud degli Usa. Se non e’ ancora a livelli epidemici, ci siamo vicini, ha aggiunto.

Il motivo della ricaduta di massa in una sostanza a forte rischio di essere “tagliata”, e quindi più facilmente letale, e’ il piu’ irresistibile di tutti: il prezzo. Anche se cio' non spiega il caso di Hoffman, l’eroina costa di meno delle sue alternative che l'avevano quasi soppiantata negli ultimi decenni. La battaglia delle autorita’ per stroncare il mercato delle prescrizioni illegali di antidolorifici, come l’Oxicodone o l’Oxicontin, ha reso questi “farmaci” piu’ costosi di prima. “Una volta bastavano  10 dollari per pillola, adesso sono molto piu’ care, e cosi’ la gente si procura l’eroina, che sappiamo essere oggi molto piu’ a buon mercato, sui sei dollari a dose”, ha detto Nicole Guerriero della polizia di Delray Beach.

 

di Glauco Maggi  

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