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La riforma

L'Obamacare di Barack si mangerà
milioni di posti di lavoro: ecco perchè...

La nuova legge, provochera’ una riduzione totale del numero di ore lavorate equivalente a 2 milioni di posti di lavoro a tempo pieno entro il 2017, di 2,3 milioni entro il 2021

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

New York. Ora non sono piu’ opinioni critiche dei parlamentari del GOP, ma e’ tutto scritto nero su bianco, e la firma e’ quella dell’Ufficio Bipartisan Congressuale per il Budget: Obamacare si mangera’ milioni di posti di lavoro nei prossimi anni, e soprattutto non manterra’ nemmeno lontanamente la promessa di Obama di dare l’assicurazione a 30 milioni di americani. Se lo dicono insieme democratici e repubblicani che hanno studiato tecnicamente le conseguenze della riforma, la Casa Bianca avra’ da arrampicarsi sugli specchi per difendere la bonta’ del provvedimento, ed infatti le prime risposte sono state imbarazzate, anzi offensive e ridicole. La nuova legge, scrive il CBO (Congressional Budget Office), provochera’ una riduzione totale del numero di ore lavorate equivalente a 2 milioni di posti di lavoro a tempo pieno entro il 2017, di 2,3 milioni entro il 2021, e di 2,5 milioni entro 10 anni, tre volte tanto rispetto ad una precedente proiezione.

La prima causa dei tagli di ore lavorative e’ la disposizione di Obamacare che impone l’obbligo di assicurare i dipendenti a tempo pieno, definiti come coloro che lavorano almeno 30 ore, oppure di pagare una multa per ogni dipendente non assicurato. Gli imprenditori hanno quindi l’ovvio incentivo di far lavorare meno ore della soglia fatidica in tutte le situazioni possibili, il che riguarda prevalentemente le aziende che impiegano forza lavoro meno qualificata, a ore, e che il presidente populista dice di avere a cuore, e per i quali ha chiesto un aumento della paga oraria minima. Come ha reagito la Casa Bianca? “Sotto Obamacare gli individui avranno il potere di fare scelte sulle loro condizioni di lavoro e sulla qualita’ della loro vita, come andare in pensione a tempo debito invece che continuare a lavorare mentre invecchiano, o di passare piu’ tempo con la propria famiglia”, ha scritto in una dichiarazione il portaparola Jay Carney. In un paese in cui la disoccupazione e’ ancora un enorme problema, registrando  mese dopo mese il calo della percentuale di popolazione che lavora o che lo cerca attivamente (ora appena piu’ alta del 60%), e in cui anche i lavoratori gia’ part time, 7,8 milioni tra volontari e obbligati, vengono contati come occupati al pari degli altri, sostenere che la gente e’ avvantaggiata da Obamacare perche’ puo’ dedicarsi di piu’ alla famiglia e’ una provocazione. Ed anche un segno di disperazione del presidente, ormai abbandonato anche da molti suoi senatori e deputati che non difendono piu’ Obamacare. Chi lo fa, e cerca la rielezione nel voto di medio termine, commette infatti un suicidio politico.

Oltre all’aspetto occupazionale c’e’ una generale perversione nell’impianto della legge che riguarda gli incentivi fiscali. La gente ha sconti sulle polizze che calano se il reddito aumenta. “Se questi sussidi sono in diminuzione e finiscono con l’aumentare dei redditi per limitare il costo totale della legge, il processo di diminuzione e azzeramento dei benefici in effetti aumenta il tasso marginale delle imposte della gente, cosi’ scoraggiando il lavoro”. La gente, nelle fasce povere e di classe medio-bassa, viene in parole piu’ semplici messa nella situazione di scegliere tra i sussidi federali sulla polizza sanitaria, e l’andare a lavorare.  E’ il classico risultato negativo del welfare, di cui Barack e’ il paladino, che sta trasformando il  vecchio sogno americano di perseguire la felicita’ con il successo, nel nuovo sogno obamiano di lavorare meno, o per nulla, tanto ci pensa lo stato.

Ma non ci sono solo le questioni dell’occupazione bruciata e della perversione degli incentivi fiscali. C’e’ anche il merito degli obiettivi sociali della riforma, che non saranno raggiunti,  a condannarla senza appello. Obama aveva promesso che con la sua misura i non assicurati avrebbero avuto finalmente la polizza. Per la verita’, non era arrivato a garantire la copertura universale, ma aveva indicato l’obiettivo di 30 milioni, sui quasi 50 milioni privi di assicurazione nel 2010, anno della sua approvazione in parlamento (con i soli voti democratici). Ora il CBO scrive che “circa 31 milioni di residenti negli Usa non anziani saranno probabilmente senza assicurazione nel 2024, circa uno su nove”. Tanta propaganda per nulla.

di Glauco Maggi

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