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La solita storia

Gli Stati Uniti stremati dal gelo
e Obama parla ancora di riscaldamento globale

Il gennaio 2014, come ha documentato la cronaca meteo degli Stati Uniti dal Midwest alla Costa Atlantica, ha sepolto il Global Warming sotto tempeste di neve e il gelo diffuso, ma la Casa Bianca finanzia progetti contro il riscaldamento globale

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Gli Stati Uniti stremati dal gelo
e Obama parla ancora di riscaldamento globale

Global Warming, riscaldamento globale ? O Global Cooling, raffreddamento globale? Forse e’ piu’ onesto, scientificamente, implorare il Global Caos, la confusione globale su che cosa stia succedendo sulla Terra. Per la Casa Bianca non ci sono dubbi: il mondo sta arrostendo, e’ colpa dell’uomo che la temperatura cresca (anche se da 15 anni e’ statisticamente immutata) e bisogna chiudere le centrali energetiche a carbone e andare in bicicletta perche’ la causa prima del caldo sta nelle emissioni di ossido di carbonio. Cosi’, Obama ha istituito 7 centri federali negli Stati Uniti, nel cuore delle campagne in Iowa, New Hampshire, Nord Carolina, Colorado, Oklahoma, Oregon e Nuovo Messico, per aiutare i contadini a fronteggiare i rischi del mutamento del clima, che si manifesterebbero con fenomeni che l’umanita’ conosce da millenni, come la siccita’, gli incendi boschivi, la piaga di insetti infestanti, le inondazioni. Poi c’e’ la Natura, che fa quello che vuole: e in America, anno di grazia 2014,  sta mandando segnali tanto imperscrutabili e contraddittori da dare spazio alla umana superstizione, che cerca persino un “aiutino ” dal Cielo con la C maiuscola.

E’ vero, infatti, che le coltivazioni in molte aree del west del paese, dalla California allo Utah, stanno soffrendo fortemente da mesi per la scarsita’ di pioggia e neve, con danni gravi all’agricoltura. In risposta, i contadini locali non scherzano affatto sulle tradizioni della ‘cultura’ pellerossa delle riserve, numerose nella regione, e modernizzano le danze della pioggia dei Navajos trasformandole in preghiere in chiesa. Per dare piu’ forza all’appello, promuovono addirittura cerimonie unitarie interreligiose: leaders di tutte le fedi si sono riuniti nel passato week end per recitare preghiere comuni a dio affinche’ ponga fine alla siccità. "Non possiamo chiedere l’aiuto ai politici, cosi' ci rivolgiamo a questi leaders che stanno più in alto", hanno detto gli organizzatori delle “messe promozionali” , tra cui la Federazione dei contadini dello Utah.  In Nevada, ad uno di questi raduni propiziatori hanno partecipato insieme  rappresentanti Cristiani e Buddisti, Mussulmani ed Ebrei, Hindu e di varie altre religioni. Quello che non fa la Tolleranza Globale, in un mondo dove gli islamici in medio oriente massacrano i cristiani e i confuciani-comunisti in Cina perseguitano gli uguri musulmani, in America riesce a farlo almeno la sete, il primario bisogno di acqua. 

Ma se la siccita’ e’ un naturale spot per i “riscaldatori”, le rilevazioni statistiche sulle temperature reali fanno la felicita’ degli scettici anti Al Gore.

Il gennaio 2014, come ha documentato la cronaca meteo degli Stati Uniti dal Midwest alla Costa Atlantica, ha sepolto il Global Warming sotto tempeste di neve e il gelo diffuso. L’Osservatorio Nazionale ha infatti registrato che  sono stati battuti nel primo mese del 2014  ben 4406 record di freddo e 1073 record di precipitazioni nevose. Poi c’e’ l’accademia, che non e’ tutta conforme al credo del Global Warming. Un esperto di geologia alla Western University di Washington ha dichiarato che prevede un paio di decenni di Global Cooling, altro che Global Warming.   “ Per i prossimi 20 anni le mie proiezioni scientifiche sono per un raffreddamento globale di circa tre decimi di un grado Fahrenheit, all’opposto dell’incremento di un grado  previsto dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, ente di studio del clima sotto gli auspici dell’ONU)”, ha detto Don Easterbrook, professere emerito di geologia presso l’ateneo della capitale Usa, e autore di 150 articoli per riviste scientifiche e di 10 libri, tra cui “La Scienza del Clima basata sulle Prove” del 2011.

Easterbrook non e’ il solo scettico nel mondo universitario internazionale. La scienziata del Clima Judith Curry sostiene che “la terra sta gia’ raffreddandosi dal 2002”, e non sta semplicemente vivendo una fase di 15-17 anni di stop agli aumenti di temperatura , che da qualche tempo e’ il dato comunemente accettato dal consenso degli studiosi. Raggelante, e provocatoria per i seguaci della tesi del Global Warming, e’ infine la previsione dell’Osservatorio russo Pulkovo: “Potremmo essere avviati a un periodo di raffreddamento che durera’ 200-250 anni”. 

Chissa’ come si divertiranno tra due o tre secoli nello scoprire chi aveva ragione, e chi le aveva sparate piu’ grosse, a cavallo tra il secondo e il terzo millennio, a proposito del caldo e del freddo futuri della crosta terrestre. Solo perche’ erano stati inventati i computer in grado di produrre previsioni basate sui fatidici “modelli”.     

di Glauco Maggi 

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