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La polemica

Bufera per le intercettazioni, ma l'Nsa controlla solo il 20% delle chiamate

Le chanche di essere pizzicati sono solo un quinto rispetto al totale del 100% di cui si era parlato allo scoppiare dello scandalo; per di piu’, il grosso delle chiamate che non finiscono sotto il radar della NSA sono quelle dei cellulari

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Bufera per le intercettazioni, ma l'Nsa controlla solo il 20% delle chiamate

Tanto rumore per … il 20%? Questa sarebbe la percentuale delle telefonate degli americani che finiscono nei cervelloni della NSA, dalle quali i servizi segreti cercano di estrarre le comunicazioni tra sospetti terroristi per evitare attentati. I militanti di Al Qaeda, che messi in allarme dalla pubblicazione del programma da parte dei giornali amici del “neo-putiniano” Edward Snowden avevano gia’ modificato le loro “procedure interne” su come contattarsi, possono tirare un sospiro di sollievo. Le chanche di essere pizzicati sono solo un quinto rispetto al totale del 100% di cui si era parlato allo scoppiare dello scandalo; per di piu’, il grosso delle chiamate che non finiscono sotto il radar della NSA sono quelle dei cellulari. E i corrispondenti negli Usa di Al Zawahiri, il successore di Bin Laden, non ce li immaginiamo che usano il telefono fisso da casa loro a New York. 

“Le vecchie linee di terra stanno sparendo e nuovi fornitori di servizi entrano in scena”, ha detto al Wall Street Journal una fonte esperta del governo che opera in questo settore. “E’ dura stare al passo”. La realta’ e’ che da anni e’ in corso l’inseguimento della NSA ai progressi tecnologici delle compagnie telefoniche e di Internet, ma il gap tra chiamate e registrazioni e’ sempre molto alto. Anzi, proprio il terremoto sulla “privacy” che si e’ scatenato sull’onda delle fughe di notizie a proposito dell’attivita’ “segreta” dell’ intelligence sta facendo sorgere nuovi problemi che ostacolano il tentativo di avere una copertura sempre piu’ completa, e quindi efficace. La NSA non da’ numeri sulla quota di registrazioni, e in una risposta ufficiale al Wall Street Journal ha ammesso che “mentre non vogliamo entrare in discussioni specifiche sui metodi con i quali raccogliamo i dati, continuiamo a controllare le nostre attivita’ al fine di stare al passo con i cambiamenti della tecnologia”. 

Ex membri dei servizi hanno raccontato che le sole tre compagnie alle quali la corte FISA (il tribunale che autorizza l’ascolto di specifiche telefonate sospette) ha dato ordine di tenere a disposizione i tabulati delle chiamate sono AT&T, Verizon e Sprint, ma l’ordine a Verizon riguarda la divisione della societa’ che cura le linee di terra, e non la societa’ separata che gestisce la telefonia cellulare. Quanto a Sprint e’ stata acquistata di recente da una ditta giapponese e non si sa quanto cio’ possa influire sulla raccolta dei dati, scrive il WSJ. Per di piu’, in un recente rapporto scritto dal panel di studio sulla NSA istituito da Obama, si legge che la raccolta concerne “solo una porzione delle registrazioni di pochi fornitori di servizi telefonici”.  

I parlamentari che si erano subito opposti al programma quando era stato svelato da Snowden avevano sempre citato la infiltrazione del governo nel mondo privato di tutti i cittadini come “totale”. Il libertario del GOP Justin Amash aveva parlato di “raccolta di telefonate di ogni singola persona negli Stati Uniti senza tener conto se fosse oggetto di qualche sospetto”. E il liberal John Conyers, il capo dei democratici nella Commissione Giustizia della Camera, aveva chiesto la settimana scorsa di chiudere il programma “che raccoglie registrazioni virtualmente di tutte le telefonate effettuate negli Usa”.  Non e’ vero, la montagna dello scandalo ha in realta’ partorito un topolino, scontentando  in America tutti, meno i terroristi. 

E’ ovvia la delusione di chi aveva sempre difeso la legittimita’ della raccolta di tutti i contatti (numeri telefonici, durata  e localita’ di partenza e arrivo delle chiamate, non i contenuti che diventano ascoltabili dalla NSA solo dopo l’OK dei giudici della FISA) ai fini di sperare di poter smascherare complotti in essere:  scoprire che la rete di registrazioni e’ un colabrodo,  al massimo un monitoraggio “a campione” che copre solo qualche operatore ma non i cellulari non soddisfa l’esigenza della sicurezza. E incontentabili sono dall’altra parte i liberal e i libertari, per i quali la prima preoccupazione non e’ mai stata il bis dell’11 settembre, ma l’ossessione che “il governo ti ascolta”: come se questa amministrazione non facesse gia’ abbastanza danni pubblici sotto gli occhi di tutti, vedi Obamacare, ma invece volesse ficcare di nascosto il naso nelle tresche extraconiugali.  Liberal e libertari insistono quindi che il problema sia eliminato alla radice: non sia fatta alcuna registrazione, punto. “Non penso che questa rivelazione (il fatto che ci sia il 20% di telefonate registrate NDR) sia molto rassicurante”, ha detto Jameel Jaffer, il vice direttore legale della ACLU (American Civil Liberty Union, associazione di attivisti dei diritti civili). “Accettare il loro ragionamento legale e’ accettare che alla fine raccoglieranno tutti i dati, anche se ora non lo stanno facendo. Sostengono che e’ loro diritto raccoglierli tutti”.  L’opposizione della ACLU percio’ e’ la stessa di prima. 

Purtroppo ha ragione il professore di legge costituzionale della American University Steve Vladeck, contrario alla NSA, secondo cui la raccolta del solo 20% mina la giustificazione per il programma. “L’argomentazione a favore del programma della NSA e’ che funziona solo se si raccolgono tutti i dati. Il fatto che cio’ non stia avvenendo allarma meno del sapere che la NSA ha tutti i dati, ma l’attuale situazione distrugge assolutamente la giustificazione analitica di averne qualcuno”. Vero. E Obama, anziche’ lavorare per passare dal 20% al 100% dei dati, ha detto un mese fa che ci vuole piu’ privacy,  e che le telefonate non saranno piu’ conservate dal governo, ma da terzi, ancora da definire.   

di Glauco Maggi 

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