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Vizietto democratico

Il "questionario" con cui Obama
mette il naso nelle redazioni dei giornali

La Commissione governativa delle comunicazioni avvia un sondaggio per identificare "i bisogni del pubblico". I repubblicani: "Censura"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Assalto di Obama ai media. Il governo Usa vuole il controllo dei contenuti che escono sui  giornali e in tv, e lo vuol fare alla solita maniera dei liberal: nella convinzione che soltanto loro sanno che cosa e’ bene e che cosa e’ male per la gente, e che in ogni attivita’ il governo “la sa piu’ lunga” dei cittadini, sudditi che vanno presi per mano. Anche quando scrivono e quando leggono.

La Commissione governativa sulle Comunicazioni (FCC, Federal Communications Commission, composta di 5 membri) ha avviato un sondaggio nelle redazioni “per capire e identificare i bisogni critici importanti del pubblico con speciale enfasi alle popolazioni vulnerabili e svantaggiate” . Uno dei commissari stessi, Ajit Pai, che era peraltro stato messo nella Commissione dal presidente Obama nel 2012, in una “opinione editoriale” sul Wall Street Journal ha scritto ieri 18 febbraio che la ricerca permettera’ alla Commissione di “influenzare e premere su giornalisti ed editori” per orientarli verso i soggetti da trattare e suggerire quali inchieste condurre. Immediata la reazione critica e preoccupata di repubblicani e conservatori, che vedono nell’iniziativa una seria minaccia, anche se subdola e mascherata dal “fin di bene”, alla liberta’ di stampa che per la Costituzione e’ assoluta e non ha bisogno di tutori dell’amministrazione di Washington. Oltretutto, e’ ancora vivo il ricordo delle spiate del ministero della Giustizia, un anno fa, ai danni dei giornalisti della agenzia Associated Press e della Tv Fox News.  

“Il popolo americano, da parte sua, e’ in disaccordo al proprio interno su che cosa vuole vedere”, ha scritto Pai. “Ma tutti dovrebbero essere d’accordo su un punto: che il governo non ha titolo ne’ spazio per fare pressioni sulle testate giornalistiche affinche’ coprano certi argomenti”. 

“La FCC non pare proprio capace di tenere le proprie mani via dai media che producono notizie”, ha commentato a Fox News TV Jeffrey Eisenach, studioso del pensatoio vicino agli imprenditori conservatori American Enterprise Institute. “E’ sempre la stessa generica preoccupazione che ci sia bisogno di una “mamma stato”, anche per le notizie, per fare si’ che noi tutti si sia bene informati. Tutti quelli che sono insorti preoccupati per il programma della NSA che registra le telefonate degli americani dovrebbero essere preoccupati per questa iniziativa”, ha aggiunto Eisenach. 

La ricerca comprendera’ domande sul processo attraverso il quale gli argomenti vengono selezionati. La partecipazione allo studio con la compilazione dei questionari “e’ volontaria, ma solo in teoria”, ha spiegato il commissario Pai nel suo articolo. “Sara’ dura per i giornali e le tv ignorare le richieste della FCC, perche’ finiscono fuori dal business se non hanno la licenza rilasciata dalla Commissione”. Diversi mesi fa, il Comitato sulla energia e il commercio della camera, guidato dal GOP, aveva dato un parere negativo al piano proposto dalla FCC, perche’ mostrava “una impressionante mancanza di rispetto” verso la liberta’ dei media, e aveva invitato il presidente della FCC Tom Wheeler a non metterlo in cantiere. In una lettera del dicembre scorso, quando era chiaro che la FCC insisteva nel suo progetto, il Comitato sulla energia e il commercio aveva forzato i toni della sua opposizione: “Dati i diffusi richiami alla FCC di rispettare il Primo Emendamento (che indica tra le liberta’ inviolabili quella di stampa NDR) e di stare alla larga dalle decisioni di giornalisti della carta e delle Tv, siamo sbalorditi nel notare che la FCC si e’ ancora impegnata nel cercare di controllare la liberta’ di parola e politica dei giornalisti. E’ sbagliato, e’ incostituzionale e noi insistiamo nel chiedere uno stop a tutto cio”. Parole cadute nel vuoto. Ben conoscendo la realta’ della stampa americana, che in grandissima maggioranza tratta molto meglio i democratici dei repubblicani, puo’ apparire paradossale che i paladini della liberta’ dei giornalisti siano quelli del GOP. Invece non lo e’. I conservatori sono di sicuro i piu’ strenui difensori dei principi costituzionali e della forza della legge, che sono la migliore garanzia per il successo della nazione, e degli individui. Per la sinistra conta avere il potere perche’, come “avanguardia”, i liberal sono impegnati, come ha detto Obama, a “trasformare radicalmente il paese”. La stampa e’ oggi all’80% favorevole alla sinistra? L’imperativo per raggiungere quell’obiettivo e’ che anche al 20% che resta venga indicata la retta via, attraverso la “rieducazione’. 

di Glauco Maggi

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