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Tv americana

La rivincita di Larry King
Il suo successore alla Cnn fa piangere

Liberal ed europeo: l'inglese Piers Morgan, arrivato nel 2011 per sostituire lo storico anchorman, non mette assieme nemmeno 300mila spettatori in prima serata. Sarà sostituito

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

La rivincita di Larry King
Il suo successore alla Cnn fa piangere

Era un’impresa dura riuscire a far rimpiangere Larry King, l’ex mitico conduttore della CNN che dopo 25 anni di interviste, nel 2011, era caduto tanto in basso negli ascolti in confronto alla Fox, e dietro pure alla Tv via cavo della NBC, da essere “pensionato” contro la sua volonta’ dalla storica rete di News inventata da Ted Turner.  Ma Piers Morgan, il suo successore,  ce l’ha fatta, e ora la CNN sta cercando un volto nuovo per il classico orario di prima serata tra le 9 e le 10. Chiamato dall’allora presidente della CNN Jonathan Klein a sostituire King con il suo “Piers Morgan Tonight” (come si chiamava all’esordio, poi e’ diventato “Piers Morgan Live”, ma non e’ cambiata la sostanza), il giornalista inglese, che era stato direttore a Londra del Daily Mirror e non aveva esperienza di dirette televisive, ha fatto precipitare il 18 febbraio scorso l’audience a 270 mila spettatori, con la fascia d’eta’  tra i 25 e i 43 anni, la piu’ ambita dai pubblicitari, alla cifra ridicola di 50mila spettatori. Solo in un’altra serata nella disgraziata storia della sua conduzione Piers aveva fatto peggio tra i giovani, il 15 maggio del 2012 con 39mila; in assoluto, il bagno peggiore e’ stata la serata del recente 7 febbraio, con 235mila del pubblico in generale.

Il confronto con la concorrenza e’ imbarazzante a dire poco, se si pensa al brand della CNN nel mondo, e non solo negli Stati Uniti. Le due giornaliste che lo fronteggiano con i loro programmi delle nove, in quella stessa sera del 7 febbraio avevano avuto 2,068 milioni Megan Kelly con il suo “The Kelly File” su Fox Channel di Rupert Murdoch (di simpatie conservatrici) e 906mila Rachel Maddow con il suo “The Rachel Maddow Show” su MSNBC (di simpatie liberal). Nella fascia dei giovani, rispettivamente, le due giornaliste avevano avuto 354mila la Kelly e 227 mila la Maddow: il che significa che la conduttrice della Fox, che ha ereditato lo spazio qualche mese da Sean Hannity, giornalista molto piu’ famoso di lei e vicino ai conservatori dei Tea Party, si e’ gia’ assicurata una audience superiore a quella dei due programmi concorrenti, messi insieme.

Anche Morgan e’, ovviamente, assai liberal. Quello che ne ha fatto pero’ un corpo anche epidermicamente estraneo al pubblico americano, piu’ che la ideologia, e’ stato l’atteggiamento “british”, un misto di alta supponenza e di accento britannico. Il tono era di chi pensava di impartire lezioni al pubblico, e lui soprattutto lo ha tenuto, fino alla noia, su un tema che e’ molto sdrucciolevole per l’America: il diritto di portare le armi. Cavalcando le cronache dei fatti di sangue nella scuola del Connecticut e nelle altre occasioni di pistole e fucili nelle mani sbagliate, Morgan ha superato in intensita’ e costanza la propaganda di Obama. Univa la sua adesione al programma politico del presidente, che peraltro ha fallito nel paese a proposito delle armi, al trattamento di questo problema con un’ottica all’europea. E in Europa non e’ mai stato capito e accettato ne’ il senso vero del Secondo Emendamento (diritto a proteggersi da se’ delle milizie  popolari dei tempi della rivoluzione contro, guarda caso, il re di Londra). E nemmeno che, a parte le aree metropolitane,  gli Usa sono un territorio dove tutti vanno a caccia da sempre, dai pellerossa a Dick Cheney e ai senatori, anche democratici, del Midwest e dell’Ovest. 

 

Il network, che pure e’ allineato politicamente con Morgan e con il presidente, non poteva arrivare ad aprile, quando i pubblicitari piazzano i loro ordini nei programmi Tv, con un simile fiasco nell’offerta degli spazi. Di qui il consensuale addio alla prima serata da parte di Morgan, il cui contratto scade in settembre e che sara’ utilizzato in qualche altra maniera per i mesi che restano. Il suo fallimento non puo’ essere attribuito alla carenza di personaggi intervistati, visto che tra gli ospiti ci sono stati Bill Clinton, Warren Buffett e il reale Wolf di Wall Street, il consulente finanziario truffatore che ha ispirato il recente film di Martin Scorsese con Leo Di Caprio. E’ stato sempre proprio lui, Piers Morgan,  il pesce fuor d’acqua. E Larry King si e’ goduto la rivincita. Ora ha 80 anni, ma alla notizia della cacciata del suo successore ha detto “potrei anche tornare io!”.

di Glauco Maggi

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