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Bibi Ballandi, l'inventore dello spettacolo

Il produttore di Fiorello, Celentano e Morandi: <Porto Vasco in tv>.

Cinquant'anni di show, dalla Cinquetti a Ballando con le stelle.

Alessandra Menzani

Alessandra Menzani

Nata a Piacenza, laureata in Scienze della Comunicazione, è responsabile degli spettacoli di Libero. Tremenza è un blog che può (e deve) scuotere le coscienze. Parla di tv, personaggi, retroscena. Anche su Facebook e su Twitter (@AMenzani).

Il produttore di Fiorello, Celentano e Morandi: <Porto Vasco in tv>.

Bibi Ballandi tra Fiorello e Carlo Conti

 Intervista a Bibi Ballandi pubblicata sul numero di A del 13 giugno 2012

Alesssandra Menzani

Sulla parete c’è una foto in bianco e nero. Gigliola Cinquetti a 17 anni, sorridente, al suo fianco un ragazzotto con i capelli neri. È un contratto per serate dal vivo del 1964, l’anno successivo la ragazza che non aveva l’età vincerà Sanremo anche grazie a quel ragazzotto che l’ha portata nei locali dell’Emilia Romagna. Lui è Bibi Ballandi. Allora aveva 18 anni ed era il suo primo contratto. Oggi, a 66, è un produttore di show televisivi da milioni di spettatori, quelli di Fiorello, Celentano, Morandi («Un fratello»), Panariello, e poi Ballando con le stelle, Ti lascio una canzone, i prossimi Wind Music Award (prodotti in collaborazione con Friends and partner) il 20 giugno su Raiuno. È bolognese. In una delle vite precedenti ha inventato il “Bandiera Gialla”, balera simbolo di una generazione, prima ancora ha fatto il manager, lo stesso mestiere del padre Iso. È uno degli uomini più potenti dello spettacolo, ma del potere, nel suo ufficio in zona Prati a Roma, si respira poco. È il potere slegato dall’arroganza, la sua è la gentilezza degli albergatori romagnoli. Zero lusso, una segretaria devota, “la Fernanda”. Ci sono le foto con Giovanni Paolo II e quelle con la moglie, “la Lella”, altre con gli artisti che ha “allevato”, la Vanoni, Orietta Berti, Lucio Dalla. «Questa me l’ha mandata Mina a Natale». “Bibi, scusa, perché non mi fai lavorare?”, scrive Mina ironica. «Il mio babbo le procurava le serate», ricorda, «e io non perdo la speranza di riportarla in tv». «Qui sono con Benedetto XVI, vede i miei capelli, stavo facendo la chemio». Sette anni fa scopre di avere un tumore, la ricaduta, le preghiere, la guarigione. Ha fatto di tutto, nel mondo dell’intrattenimento, ma ha ancora dei progetti che stanno per diventare realtà: un grande programma con Vasco Rossi e riportare in tv Fiorello.

Iniziamo con lui.

«Fiore è mio figlio. Io sono il babbo che gli è mancato presto, lui il figlio che io non ho mai avuto. Si diverte a insegnarmi l’iPad, Twitter e tutte queste diavolerie, mi fa gli scherzi, è buono, altruista. Mi ha scritto questo appunto: “Followers: chi ti segue, following: chi segui tu”. Io no so mica l’inglese, ho la terza media. Lavoriamo insieme dal 1999. Sono rimasto folgorato».

Com’è “nato” Fiorello?

«Salvetti mi invita al Festivalbar. Arriva il temporale e va via la corrente. Rimane acceso solo un misero microfono. C’erano quindicimila persone. Salvetti disperato dice a Fiorello, il conduttore: “Di’ qualcosa tu”. Improvvisa, parla per un’ora e mezzo da solo, senza luce. Il pubblico impazzisce. Vado da lui: “Sono Ballandi, ci vogliamo vedere a Roma?”».

E poi?

«Lo porto in Rai, facciamo Stasera pago io. Al primo show gli assicuro la presenza di Dustin Hoffman: doveva fare dieci minuti di intervento. Alla fine sta sul palco un’ora. Il manager di Hoffman mi dice: “Fiorello verrebbe in America?”, e io: “No, non prende l’aereo”. “Peccato, diventerebbe il numero uno d’America”».

Perché non è andato?

«A lui va bene così. Non è un ingordo. La sua forza è il legame con la famiglia e la moglie Susanna. Quando mi sono ammalato mi è stato vicino. Stavo andando a un suo spettacolo a Marcerata, primo luglio 2005, quando mi ha chiamato il medico: hai un tumore, devi operarti immediatamente. Quando lo dissi a Fiore gli crollò tutto addosso. E io pensavo: perché io? Devo la vita al professor Ermanno Leo dell’Istituto tumori di Milano e al dottor Antonio Maestri di Bologna. Anche la fede mi ha aiutato».

Da dove viene tanta fede?

«È un dono di Dio. Non perdo una messa da 66 anni. Agli artisti dico: “Nostro Signore è un manager che non costa niente. Non vuole percentuali, dà il suo amore gratis”».

Scusi, Bibi, perché non lavora gratis pure lei?

«Ma io sono mica Dio. Lavoro da quando ho quindici anni. Sono partito con Orietta Berti, Nilla Pizzi, i Camaleonti. Poi sono arrivati Dalla-De Gregori (ai tempi del tour Banana Republic) e i cantautori. Ho fatto l’impresario di provincia e ora sono un produttore. Faccio una vita sobria».

Quanto sobria?

«Sto a Roma tre giorni, al giovedì vado nella mia casa a Sasso Marconi. La mia pace. Tortellini e crescentine. Vacanze a Riccione. Stare bassi per schivare i sassi, si dice».

Barche?

«Macché. Ho un po’ di orologi, lo ammetto, la passione del collezionismo arriva dal mio babbo».

Squilla il telefono. È Beppe Caschetto, manager di personaggi come Fabio Fazio, Alessia Marcuzzi, Luciana Littizzetto. Saluta Ballandi chiamandolo scherzosamente “Eminenza”. Lo mette in vivavoce. Caschetto: «Mi hanno contattato per lo spettacolo per i terremotati ma ho detto: senza Bibi Ballandi non faccio nulla».

Di cosa si tratta?

«Mi hanno chiamato alcuni sindaci delle zone colpite. Feci il concerto con Dalla e De Gregori per l’Irpinia e tanti altri. Ho fatto sapere al presidente Errani che io ci sono. Tanti artisti emiliani, Pausini, Ligabue, Carboni, Antonacci, Morandi, con una telefonata corrono».

C’è qualcosa che “ruberebbe” agli altri potenti della tv come Lucio Presta e Beppe Caschetto?

«Facciamo mestieri diversi. Loro sono manager, io produttore. Presta lo stimo molto. Caschetto l’ho “invogliato io”: era un funzionario della Regione Emilia Romagna con la passione per lo spettacolo. Gli consigliai di cambiare mestiere e seguire la sua passione».

Lele Mora?

«Lo considero un grande manager per aver capito la potenza di Simona Ventura e Sabrina Ferilli. Di lui posso parlare solo bene: quando ero in giro con Panariello e ci saltava all’ultimo un ospite, chiamavo Mora lui e stava tutta la notte sveglio per trovarmi il rimpiazzo. Mi spiace per i suoi guai tant’è che quando suo figlio ha lanciato l’appello, la vigilia di Natale, io ho subito fatto un bonifico. Spero che si riabiliti».

Cosa ne pensa delle donne che si concedono per un posto in tv?

«Mai ricevuto raccomandazioni per stelline e stellette. Conoscono la mia storia: forse non si azzardano. Non ricordo telefonate di politici, e in Rai lavoro da 30 anni».

Però la tv è piena di gente improvvisata.

«I personaggi dei reality vivono un anno. Chi ricorda i nomi del Grande Fratello? I talent vanno bene: Amoroso, Emma, lì c’è della stoffa. Puoi fregare la gente una sera, non di più. Mia moglie mi dice: “Fate pure le vostre riunioni, ma il telecomando lo abbiamo noi casalinghe”».

Lei ha dichiarato che una delle produzioni di cui va più fiero è l’evento eucaristico del ’97 a Bologna.

«Sì, lo produssi per la Rai e portai Bob Dylan. Alla fine Giovanni Paolo II mi fece i complimenti, mi chiamava “il bolognese”».

Cosa ne pensa delle attuali vicende del Vaticano?

«Cito il cardinal Martini: “Anche Dio è stato tradito».

Lei è sempre democristiano?

«Sì. Le mostro la tessera: 1972. Ero un giovane della Dc, ma mica mi ha aiutato nella carriera, due strade diverse».

Per chi vota?

«Casini è mio amico, è perbene. Ma se dovesse fare scelte che non approvo non lo voterei».

Grillo le piace?

«In politica sta succedendo come nella musica negli anni Settanta. Tramontavano i famosi urlatori e arrivavano i cantautori. Noi andavano a piazzare le serate dei vari Bobby Solo, Little Tony, Claudio Villa, e i gestori dei locali chiedevano di un certo De Andrè, De Gregori, Dalla, Vecchioni. Era tramontata un’epoca. Oggi Grillo è il cantautore, i vecchi politici gli urlatori».

È vero che farà un one man show con Vasco Rossi?

«Sì. Gliel’ho proposto ed è entusiasta. Penso a uno show con grandi artisti. Lo vedrei con Polanski, con Fiorello, Celentano. Vasco sa parlare a tutti».

Che ne pensa del fatto che Vasco non parteciperà al concerto pro terremotati?

«Una scelta professionale che ovviamente rispetto ma di questo argomento, con lui, non ho parlato».

Altri personaggi da one man show?

«Jovanotti è l’altra mia passione, gli sto dietro».

Chi è la donna del futuro ?

«La più completa è la Hunziker: balla, canta, imita».

A fine giugno le scade il contratto con la Rai?

«Sì, dopo tanto tempo voglio fare esperienza con più piattaforme. Con Piersilvio Berlusconi c’è stima reciproca. Anche con Andrea Scrosati di Sky. Conosco bene Paolo Ruffini di La7. Bibi Ballandi conosce tutti».

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