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Sarah Jessica Parker poco convinta di The Carrie diaries

Carrie Bradshow contro il suo giovane "clone"

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Sarah Jessica Parker poco convinta di The Carrie diaries

 

 

Il marchio Sex and the city non è sempre sinonimo di quell’ironia, trasgressione, originalità che ha reso unica la serie Hbo nata nel 1998 e terminata nel 2004. Sei stagioni in cui Carrie Bradshaw e le sue amiche hanno regalato sorrisi, perle di saggezza sessuali e non, emozioni, lacrime, rimpianti, e il sogno di New York come capitale mondiale della felicità.

I due film tratti dal serial, pur anticipati da un’attesa impaziente e da un battage poderoso, sono stati uno più deludente dell’altro. Replicare o emulare una cosa che è stata praticamente perfetta è un azzardo perso in partenza. È un po’ come rifare L’allenatore nel pallone trent’anni dopo: una pessima idea.

È quindi abbastanza logico guardare con un tantino di scetticismo l’imminente The Carrie diaries, già ribattezzato prequel di Sex and the city perchè racconta gli anni giovanili della Carrie Bradshaw che poi sarebbe diventata la scrittrice-giornalista del noto telefilm, l’amica dell’avvocato Miranda, della scatenata pierre Samantha e della perfettina Charlotte, l’animatrice di effervescenti notti nelle vie di Manhattan.

In The Carrie diaries a dare il volto alla giovane Bradshaw c’è la riccioluta AnnaSophia Robb. In America la serie è già partita, in Italia la vedremo dal 20 giugno per tredici prime serate su Mya, canale digitale di Mediaset.  Inevitabilmente i media Usa hanno chiesto all’«originale» Carrie, l’attrice Sarah Jessica Parker, icona di stile, colei che per sei anni ha dato il volto all’inquieta eroina  di Sex and the city, cosa ne pensi dell’operazione-revival. Sarah Jessica, solitamente educata e diplomatica, non ha mostrato particolare entusiasmo per la serie. In una recente intervista, la stessa in cui ha spiegato che indossare i tacchi altissimi in Sex and the city le ha rovinato le dita dei piedi, definisce «strana» la serie con la Robb. Aggettivo che ha tutta l’aria di una stroncatura. 

In The Carrie diaries la Bradshaw ha 17 anni e frequenta ancora il liceo nel Connecticut. Il telefilm è molto fedele all’omonimo libro scritto da Candace Bushnell, la stessa autrice di Sex and the city, il libro che ha ispirato le storie televisive (la cosa dovrebbe essere garanzia di qualità, ma non necessariamente visto che tra le creazioni della Bushnell c’è il dimenticabilissimo Lipstick Jungle). 

Viene raccontato il colpo di fulmine di Carrie per New York, la città che rimarrà nel suo cuore e in cui arriva per  fare uno stage. I riferimenti a Sex and the city sono pochi: ogni sera Carrie scrive il suo diario davanti alla finestra della cameretta, un po’ come la Carrie adulta scriverà la sua rovente rubrica sul sesso guardando lo skyline newyorkese anni dopo. Se nella serie dell’Hbo aveva la collanina dorata con scritto «Carrie» qui ne ha una con solo una «C». E altre cose simili. 

Nella serie che vedremo su Mya non conosce ancora Miranda e le altre amiche. Sappiamo che la prima con cui lega sarà Samantha, la trasgressiva delle quattro. Per il resto ci faremo sorprendere. Speriamo piacevolmente.

 

 

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Alessandra Menzani

Alessandra Menzani

Nata a Piacenza, laureata in Scienze della Comunicazione, è responsabile degli spettacoli di Libero. Tremenza è un blog che può (e deve) scuotere le coscienze. Parla di tv, personaggi, retroscena. Anche su Facebook e su Twitter (@AMenzani).

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