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Moira: "Quando fermai Milano col mio lato b"

Dagli amori, ai tramidenti, da trucco e unghie alla vita nel caravan. L'icona del circo si racconta

Alessandra Menzani

Alessandra Menzani

Nata a Piacenza, laureata in Scienze della Comunicazione, è responsabile degli spettacoli di Libero. Tremenza è un blog che può (e deve) scuotere le coscienze. Parla di tv, personaggi, retroscena. Anche su Facebook e su Twitter (@AMenzani).

Moira: "Quando fermai Milano col mio lato b"

"I posti sono finiti, dovete aspettare il prossimo spettacolo", urlano dalla biglietteria. I bambini iniziano a piangere e si aggrappano alle transenne, i genitori protestano. Sono venuti al circo, è domenica, ma il tendone è stracolmo. L'odore di popcorn invade l’aria e ovunque c’è il suo immutabile volto su cartelloni fluorescenti. Una specie di Gioconda kitsch che da decenni tappezza le pareti d’Italia. E’ sopravvissuta al trapezio, all’ictus, alla guerra in Iran, agli elefanti che le sono cascati addosso, ai tradimenti del marito, ai film peplum degli anni Cinquanta, a tonnellate di eyeliner. A dicembre compie 80 anni ma se ne toglie cinque, con candore. Ci perdonerà se ora lo scriviamo. Moira Orfei, la badessa del circo, nel caravan in cui abita da tutta la vita si racconta, a partire dal suo nome.

Da Miranda a Moira.
Per fare pubblicità al circo, mio zio Orlando usava noi: io e le mie due cugine. "Preparatevi, truccatevi, andate in giro per il paese", ci diceva. Tutta la gente veniva dietro a me. Così si è venuto a sapere che c’era questa ragazza bella e mora. Poi è stato Dino De Laurentiis a mettere la “i”. Da Mora a Moira. Diceva che era più fine.

La voleva rendere un'attrice.

Sì, ma il cinema mi annoiava. Con Dino ho fatto il film "Sotto dieci bandiere". Ero una ragazza mezza indiana: mi tiravano gli occhi con i cerotti per accentuare in tutti i modi i tratti asiatici. Poi Pietro Germi la voleva trasformare nella nuova Loren. Mi ha diretto in "Signori e signore". Ero la donna attratta dagli uomini coi soldi. L’ultima sera delle riprese, davanti a tutti, in una grande tavolata, ha detto "Se Moira studiasse recitazione diventerebbe brava come la Loren". E io: "No Germi, mi dispiace, ma io il circo non lo mollo”. Però ho fatto 47 film. Con Fellini, Gassman, Nino Manfredi, Tognazzi, Vianello, Totò che mi voleva regalare un appartamento.

Accettò?

No. Valeva trenta milioni. Allora erano come trecento oggi. “Tu vieni a letto con me, non ti faccio niente, ti accarezzo solo”. Ma dissi no: “Guarda, Principe, io amo tanto mio marito, non posso farlo cornuto, ma se fossi nubile il primo saresti tu”. E lui, così, si dava le arie.

Chi altro ci ha provato?

Tutti.

Tutti? Tipo?
I registi non li dico. Mastroianni mi ha fatto una corte fine, elegante. Walter Chiari mi è corso dietro, mi ha dato due morsi sul sedere, quasi mi ha staccato la carne. Con lui ho fatto "Agli uomini piacciono le donne".

E Gassman?

Battutine, era sposato. Un vero signore

E non è mai stata minimamente tentata?

Io ho amato mio marito, e lo amo anche adesso tanto che lo vedevo tre gradini sopra gli altri. Ho fatto film in costume con uomini meravigliosi americani, Gordon Scott, Steve Reeves.

Anche Gordon Scott ci ha provato?

Sì, pure lui, mi ha dato un pizzicotto sul sedere.

Scusi, ma che sedere aveva?

Facevo fermare il traffico.

Ma il più bello chi era?
Scott. Due occhi marroni grandi così. Oggi sono pazza di Gabriel Garko.

Uno che non ci ha provato?
Nessuno. Arrivavo io, magliettina scollata fino a qui, gonnellina stretta, con questo sederone e alè, tutti mi guardavano. Sono narcisista. Ma umile.

Prima di sposarsi avrà amato qualcuno?

No, avevo tanti filarini. Poi ho visto mio marito Walter Nones, colpo di fulmine. Faceva un numero meraviglioso, è venuto a lavorare nel circo di mio zio. Prima gli uomini li scansavo.

Il primo bacio?
Eravamo in Kuwait, al lavoro, ce lo siamo dati dopo dieci giorni che ci siamo conosciuti. Dopo un anno le nozze. Al matrimonio sono arrivata vergine. Se no non mi avrebbe sposata, lui è un “arabo”. Me ne ha fatte di corna mio marito, e l’ho sempre perdonato. In azione non l’ho mai visto, se no una coltellata gliela davo.

Coltellata si, divorzio no?

Se sapesse le liti che ho fatto. Dieci giorni fa mi ha fatto una confessione. Mi ha detto: "Tu mi seguivi sempre, dietro le gradinate del circo. Mi spiavi se parlavo con qualcuna. Ma io vedevo il tuo ciuffo che spuntava. Allora cambiavo strada". Così mi faceva le corna e io non me ne accorgevo. Adesso me lo dice, dopo 20 anni! Maledetto. Le donne gli andavano dietro: aveva il fascino delle sbarre, del domatore. Bello, altro un metro e novanta, un dio.

Se sapesse che suo marito avesse figli sparsi per il mondo?
Ecco questo mi romperebbe le scatole.

Cosa ne pensa delle donne a caccia di uomini di potere?

Odio le donne che vendono il corpo. Sono moralista. Una showgirl si vanta del fatto di guadagnare di più con il sesso (20 mila euro a botta) che in televisione. Non metta il nome, mi denuncia. Alcune vanno con i vecchi per i soldi. Mi chiedo, la Gregoraci come ha fatto a sposare Briatore? Non è un bell’uomo. E’ il potere. Tante della tv e del cinema prendono uomini così. Guardi il piccolino lì, Barbetta, Brunetta. E’ alto un metro e venti e ha sposato una stangona di uno e ottanta.

E delle donne di Berlusconi?

Compro nove riviste ogni settimana. Leggo di party, una che si bacia con quella, l’altra con l’altra. Io sono una fan di Berlusconi, ha fatto bene a divertirsi, ma si è rovinato politicamente. Comunque le donnine a letto con i politici ci sono sempre state. Non c’è un uomo che non faccia le corna alla moglie. Sembra che li giustifichi, scusi. Ma io accuso gli uomini, ci mancherebbe altro. Quando una donna fa le corna al marito, ci rimette il marito di dignità. La donna meno, non so perché. So che è un discorso maschilista. Se la moglie tradisce non ama più il marito. Se lo fa l’uomo, è per una scappatella. L’uomo è galletto.

Vabbè ci arrendiamo. Ce l’ha un amore platonico?
Sì, per Berlusconi. Ci uscirei a cena, ma niente sesso.

Anche Gheddafi era un galletto?

Era simpatico. Sono stata in Libia a lavorare per un anno, nel 1994. Gheddafi era cavaliere con le donne. Veniva al circo tutto mascherato. Lui, la moglie, i 15 figli e la scorta. Tutti coperti, si vedevano solo gli occhi. Walter rideva da pazzi.

Li fa ancora i malocchi?
No, sono più brava a toglierli. Lo feci ad Andreotti dopo che non ci aiutò quando eravamo in Iran e Komeini mise al bando il circo. Una strage. Bruciò tutto. Abbiamo dovuto uccidere i cavalli per darli in pasto ai leoni. Perché i cavalli non mangiano la carne dei leoni, mangiano il fieno. Andreotti non ci salvò: “Se dovessi aiutare tutte le ditte all’estero sto fresco”, disse. C’ erano 350 persone che morivano di fame. Ero arrabbiata.

Ma come si fa un malocchio?

Non si può dire. Me l’ha insegnato il mio bisnonno zingaro, del Montenegro. Non glielo svelo neanche se mi da una fucilata.

Ma a quante persone l’ha fatto?
Due o tre. Ad Andreotti l’ho tolto dopo diversi anni: l’ho visto in tv così vecchio e malconcio che mi ha fatto tenerezza.

Cosa prova per gli 80 anni che si avvicinano?
Io? Sono del ’37.

Su Internet risulta nata nel ’31.
Sono dei cretini. E poi si vede che non ho ottant’anni. Io non mi tocco la
faccia. Niente chirurgia.

Sicura?
Quando mi devono fare una puntura al sedere mi devono tenere in tre. Ho paura ad andare sotto i ferri, non capisco quelle che si fanno tagliare le tette.

Truccarsi in modo così pesante non è una schiavitù?
Sono abituata. Quando sono struccata non mi guardo nemmeno allo specchio, nonostante mio marito dica che sembro più giovane.

E le unghie così lunghe? Non sono scomode?

Sì. Per usare il telefonino o il telecomando uso le nocche. Ma mi piacciono così. Le tengo sempre lunghe e sempre nere. Sono una zingara io. Sa cosa ho di buono? Non sono invidiosa delle donne. E odio l’ingratitudine.

Ha un sogno?

Ho fatto tutto. Eravamo molto poveri. Ci siamo fatti un po’ alla volta. Lavorando, lavorando. Mi sono rotta tutte due le braccia cadendo dal trapezio.

Chi la ama di più?
Tutti i gay. L’uomo mi si avvicina per uno scopo; la donna è invidiosa, il gaymi ama per quella che sono. Ho due o tre gay che sono come fratelli, lavorano in banca.

Cosa fa tutto il giorno nel caravan?
Mi sveglio all’una. La sera vado a letto alle tre e mi addormento alle quattro. Di giorno, quando c’è il circo, faccio il giro finale a bordo del maggiolone. Se non lavoro esco solo per comprare scarpe e vestiti, ma devo scappare perché la gente mi rincorre.

E' vero che è onnivora di tv?
Sì. Mio marito mi obbliga a seguire Porta a porta e Matrix. Mi piace la cronaca nera, i film horror, il gossip, le serie con Garko e Virna Lisi. Guardo tutti i tg. Mentana mi piace. Sono la più informata d’Italia.

Chi le sta simpatico e chi antipatico?

Mi stanno tutti simpatici, da Baudo alla Ventura, tranne Gigi Marzullo, l’ho visto sul red carpet e si dava un sacco di arie.

Politici?

Fini è simpatico. Non sopporto Vendola, l’unico gay che non mi va.

Il dolore più grande della sua vita?

Quando è morta mia mamma vent’anni fa. Eravamo in Grecia. Aveva solo 56 anni. Ictus. Non beveva e non fumava. Non capisco.

Lei teme la morte?

Sì. Quando uno è morto basta, sparisce. Non so se credere nell’Aldilà.

E in Dio?
Sì, sono cattolica, ma non praticante perché non ho tempo. Mi alzo tardi, mi trucco, quando vado in chiesa?

Il giorno in cui non ci sarà più, nei cartelloni dei circo resterà il suo volto?
Sì. Così ha detto mio marito

E sul suo epitaffio cosa scriverebbe?
"Qui c’è Moira Orfei che ha fatto fermare tutta Milano per il suo culo".

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