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De Magistris corteggia la Raggi... e i grillini

L'endorsement di Giggino per il M5S è una sfida aperta a Renzi

11 Maggio 2016

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In ascesa

Virginia Raggi è la candidata M5S per Roma

C'è un motivo per cui il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha candidamente annunciato la sua preferenza per la grillina Virginia Raggi al Campidoglio (<se fossi a Roma voterei sicuramente lei>, ha detto ieri): l'ex pm sta organizzando la sua scalata a sinistra di Matteo Renzi. Vuole diventare il leader della <rivoluzione zapaterista partenopea> che partirà pure da Napoli, ma poi si deve espandere al di fuori dei confini campani per avere seguito e forza. De Magistris ora punta alla riconferma a Palazzo San Giacomo e la sfida, dicono i sondaggi, è con il candidato del centrodestra Gianni Lettieri più che con la democratica Valeria Valente uscita vincitrice dalle primarie Pd. Al secondo turno, secondo i rumors, ci potrebbe essere una convergenza dei voti della Valente su Lettieri: con tutti tranne che con De Magistris è la parola d'ordine dal Nazareno, specie dopo gli attacchi verbali dell'altro giorno contro il premier. Giggino 'a manetta ha inveito contro il presidente del Consiglio nel suo scoppiettante comizio di apertura della campagna elettorale: <Renzi devi avere paura, ti devi cacare sotto>, gli ha gridato dal palco del Palapartenope. <Non sono in vendita!>. E tra Pd e sindaco "arancione" è guerra aperta. Per questo, una volta passato il primo turno e anche per una futura sfida nazionale, De Magistris deve iniziare a organizzarsi: sa che può contare sui centri sociali, sulla sinistra estrema e sui delusi dal governo, ma se avesse dalla sua anche i voti del Movimento Cinquestelle (a Napoli corrono con Matteo Brambilla che difficilmente arriverà al ballottaggio), allora potrebbe essere interessante. Dunque, il "corteggiamento" della Raggi, al di là del fatto che davvero piaccia o no a De Magistris, in realtà è un modo per stringere sul Movimento e provare ad agganciarlo o, almeno, a fare breccia nella galassia pentastellata. Nei suoi deliri dal palco, l'ex pm l'ha detto chiaro: <Prima Napoli, dopo il Granducato di Toscana>. Se i grillini non sono con Renzi (e non lo sono) potrebbero sposare la <rivoluzione zapaterista> di Giggino. Chissà cosa ne pensa Luigi Di Maio.     

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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