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Penelope

C'è Salvini: lecito sparare sulle crocerossine

Una foto con il leader leghista scatena il linciaggio sui social

26 Maggio 2016

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Foto contestata

Un gruppo di crocerossine con Salvini a Torino

Si sono fatte fotografare con vip ed esponenti politici: dall'astronauta Samantha Cristoforetti ad Antonello Venditti. Da Walter Veltroni alla candidata grillina al Comune di Torino, Chiara Appendino, da Piero Angela a Giorgio Napolitano. Ma quando su Facebook è comparsa la foto allegra con lui, Matteo Salvini, è partito il fuoco di fila dei contrari, il trollaggio selvaggio contro le crocerossine. Un vero e proprio linciaggio che i bene informati sostengono abbia una regia precisa e nasconda una battaglia all'ultimo sangue perfino dentro la stessa associazione umanitaria ma che per noi, all'oscuro di tali trame, suona solo come un attacco gratuito e infelice nei confronti delle tante sorelle che da anni operano con dedizione e impegno per gli altri. <Vergogna>, <la prossima volta fatevi una foto con Hitler>, <dovreste essere radiate>, <espulsione>, <non siete degne di rappresentare la Croce Rossa>, e via di seguito. Una mitragliata di insulti e di commenti al vetriolo in ragione del fatto che la Cri è imparziale e uno dei suoi capisaldi è il principio della neutralità per cui guai a prendere una posizione politica o a fare propaganda per questo o quel partito. Ma qui si dà il caso che allo stand della Croce Rossa presente come ogni anno al Salone del Libro di Torino siano passati un po' tutti e, in epoca di selfie e di condivisione sui social, a un gruppetto delle crocerossine non è sembrato un delitto postare una foto con gli ospiti illustri del Salone. Che si chiamino Veltroni o Salvini. Loro hanno dimostrato solidarietà e imparzialità proprio come sancisce uno dei sette principi della Mezzaluna Rossa. Altri, invece, solo odio politico.    

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Commenti all'articolo

  • frado

    27 Maggio 2016 - 18:06

    Questi sono i PDemocraticissimi sinistri, sempre pronti a parlare di uguaglianza, accoglienza e libertà... Ma vergognatevi siete solo ipocriti. Pensate alle barbarie perpetrate dal comunismo nel secolo scorso di cui non avete MAI chiesto scusa e andate a nascondervi.

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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