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Penelope

Virginia esce dal congelatore. Grazie al Papa

La Raggi, il marito, e i sorrisi in piazza di Spagna

8 Dicembre 2016

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Stretta di mano

Cortesia tra Papa Francesco e Virginia Raggi

Il lungo colloquio con il cardinale Parolin, qualche giorno fa, è stato provvidenziale: tra Virginia Raggi, sindaco di Roma, e Papa Bergoglio ieri a piazza di Spagna è andato tutto liscio. Strette di mano, sorrisi e, per l'esponente grillina poco gradita alle alte gerarchie ecclesiastiche, c'è stato anche un piccolo bagno di folla con regali donati ai bambini e uno scambio di cortesie con la presidente di Acea. Accanto a lei il marito Andrea con cui la Raggi è in crisi da tempo per sua stessa ammissione, ma si vede che a Natale, e per l'occasione papale, è meglio mostrarsi uniti. Un'operazione simpatia quanto mai necessaria per togliere dal congelatore l'algida avvocatessa che in Campidoglio, finora, ha avuto più problemi che momenti di gloria. Non è un mistero che Grillo le preferisca la collega di Torino, Chiara Appendino, e che una parte del M5S sia alquanto incavolata con Virgi per via delle nomine non in linea con lo spirito del Movimento e decise con troppa autonomia. Adesso, poi, si è aggiunta la nuova grana (per la verità è dall'inizio che c'è maretta) con l'assessore all'Urbanistica e Lavori Pubblici, Paolo Berdini, che la Raggi vorrebbe mettere alla porta perché insoddisfatta a causa di certe dichiarazioni che l'architetto avrebbe fatto, specie sulla contorta vicenda dello stadio della Roma. Ovviamente, in mezzo, si è subito infilata la deputata Roberta Lombardi, la quale se può lanciare qualche bordata all'inquilina del Campidoglio lo fa volentieri confermando ciò che è ormai arcinoto: a Roma troppe tensioni, troppe correnti e la città, intanto, è allo sbando.

Per sviare l'attenzione dalle beghe interne e fare vedere che lei è la sindaca di tutti e nessuno si deve sentire ai margini in questa città, Virginia ha ricevuto nel suo ufficio la famigliola di origine marocchina destinataria di un alloggio popolare nel quartiere di San Basilio. Poiché gli italiani hanno urlato: via i negri, qui vogliamo solo italiani, il Comune si è premurato di trovare un'altra casa alla famiglia perché <Roma non è razzista ed episodi del genere non sono accettabili>. Tutto giusto, anche se tutta questa velocità ed eccessivo zelo danno un po' il sospetto che dietro l'operazione simpatia  e buonismo regni il nulla. Ma magari ci sbagliamo.      

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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