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Donne, siamo messe peggio che in Liberia

La classifica di Un Women: aumentate le deputate, ma di presidentesse ancora pochine

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Primo ministro inglese

Theresa May guida la Gran Bretagna da luglio

Ogni anno, a marzo, mese della festa della donna, arriva puntualissimo il report sulla presenza femminile nei posti chiave. La buona notizia è che rispetto al 2015 sono aumentate le deputate, cioè le elette nei vari Parlamenti del mondo. Le parlamentari sono in crescita, secondo Un Women, l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, soprattutto in Ruanda, Cuba e Bolivia. In generale, dicono dal Palazzo di Vetro, sono cresciute dal 22,6 al 23,3 per cento. Il problema però è che sono diminuite quelle che al livello più alto, cioè presidenti e capi di Stato. Rispetto al 2015, infatti, le posizioni al vertice sono scese da 19 a 17 in tutto il mondo, cioè sono ancora troppo poche le Theresa May, Michele Bachelet, Angela Merkel, Ellen Johnson Sirleaf (presidente della Liberia), Ema Solberg, Aung San Suu Kyi e un'altra manciata di signore così che, piacciano o no, comandano nei rispettivi Paesi. Mentre se guardiamo al presidente di Parlamento anche qui siamo ancora indietro: 53 su 273 posti disponibili, ha fatto sapere Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttrice di Un Women, sudafricana. <I partiti politici restano dominati dagli uomini e se mancano misure ad hoc le donne hanno la peggio>. Fortuna che ci ha pensato il Movimento Cinquestelle: tra la Raggi, la Lombardi e Paola Taverna, la presenza in rosa non manca. Il problema, però, è cosa queste signore sappiano davvero fare. Ancora non è chiaro.  

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Commenti all'articolo

  • pacemarioangelo

    21 Marzo 2017 - 13:01

    ribadisco: era meglio la monarchia

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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