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Penelope

Le donne-ombrello del Pd

Polemiche da spiaggia

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Uomini comodi

Ragazze a reggere il parasole

Come in Formula 1. Solo che qui non ci sono piloti stanchi e affaticati da una raffica di giri a 300 all'ora e l'adrenalina a mille. Qui ci sono personaggi, non più sportivissimi, con la pancetta della mezza età e la testa canuta, che per stare seduti comodamente sulle poltrone a intrattenere il pubblico durante un'appassionantissima tavola rotonda politica in Abruzzo, si fanno fare ombra da signorine dotate di ombrello. Si dà il caso che il convegno sia stato organizzato dal Pd, alla presenza del ministro Claudio De Vincenti e del governatore dell'Emilia Bonaccini con il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso. Passi che non c'era nessuna relatrice donna sul palco, non siamo fanatici a tutti i costi delle quote rosa, però le ragazzotte chiamate a reggere il parapioggia è troppo anche per i compagni della sinistra. Infatti, a scatenare la polemica, pare sia stata una consigliera regionale del Pd abruzzese, Alexandra Coppola, inorridita dall'uso delle fanciulle-oggetto in un momento storico in cui il partito, con la ministra Maria Elena Boschi, spinge per la parità di genere e per elevare il ruolo femminile. Il padrone di casa, D'Alfonso, ovviamente ha minimizzato l'episodio dicendo che non c'è alcuna polemica da fare, ma la foto sul quotidiano "Il Centro" delle <ombrelline> ha ormai fatto il giro del web, scatenando i paragoni con le Olgettine berlusconiane, le veline della tv e le meteorine. Ne è nata una gazzarra politica, con il Movimento Cinquestelle all'attacco del governo e della retorica pro-femminista della sinistra. E si attendono ancora i commenti della presidentA Boldrini.  

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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