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Penelope

Il diritto al piacere non ha età

La Corte di Strasburgo ha detto che per le donne over 50 il sesso conta

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Per i maschi è già così

Non è solo una questione di riproduzione

La vicenda parte da una situazione triste, ma l'epilogo dà piacere. Maria Morais, una donna portoghese, nel 1995 è stata operata di Bartolinite, una patologia della vagina. Aveva 50 anni e dopo l'operazione ha avuto una serie inenarrabile di problemi: dall'incontinenza, alla difficoltà a camminare, fino all'impossibilità ad avere rapporti sessuali. Affranta, la signora ha fatto causa per tutti i problemi causati da questo errato intervento e i giudici portoghesi le hanno assegnato un risarcimento ridotto con la motivazione che, intanto, da 50 anni in poi il sesso per una donna non conta. Forse queste toghe "illuminate" intendevano riferirsi alla capacità riproduttiva (che, comunque, come insegna Gianna Nannini anche a 54 anni può regalare sorprese), fatto sta che Maria ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo che le ha dato ragione. <Non è vero che per le donne il sesso è meno importante passati i 50>, hanno sentenziato i giudici europei, <anzi è un elemento fondamentale per la piena realizzazione della propria vita>. Non è solo una questione di fertilità, ma anche di rilevanza fisica e psicologica che, evidentemente, il tribunale portoghese aveva ignorato. In pratica, spiegano illustri sessuologi, è falso che dopo la menopausa la donna perda interesse per i rapporti sessuali con il partner. Il fatto che si continui a fare sesso al di là della procreazione ci differenzia da tutti gli altri esseri viventi. E poi, al giorno d'oggi, a 50 anni, con tutte le sollecitazioni che ci sono sia per gli uomini che per le signore, è veramente dura parlare di mezza età o di rottamazione del piacere. E una donna non ha meno dignità di un maschio sull'argomento. 

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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