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Penelope

La Rai boldrina fa fuori le sexy professoresse

Niente più belle ragazze all'Eredità. Che ci restano male

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Beato tra le donne

Fabrizio Frizzi con le ragazze dell'Eredità

Basta con le sexy professoresse dell'Eredità. Si tratta delle ragazze che da sei anni affiancavano prima Carlo Conti e poi Fabrizio Frizzi nel quiz preserale di Raiuno. Da un messaggino postato in Rete da una delle fanciulle, Eleonora Cortini, si è appreso che l'azienda ha deciso di fare a meno delle vallette che, a parte qualche stacchetto, avevano il compito di leggere le spiegazioni delle domande più bizzarre del gioco, da qui il termine di <professoresse> o anche <ereditiere>. Ora, è vero che insegnare è un'altra cosa e che le docenti, per essere credibili, devono essere tutte brutte, racchie, con gli occhialoni spessi, consumate dallo studio e magari anche gobbe come Leopardi, però l'Eredità è un gioco e le ragazze il giusto contorno attorno a un conduttore credibile. Non c'erano spacchi vertiginosi o corpi delle donne esibiti apposta per fare infuriare le femministe più accanite. Epperò, la Rai è servizio pubblico, deve dare il buon esempio, non può accostare il termine "professoressa" a giovani che magari all'università hanno scelto il lavoro in tv. Già ci sono i social e i cattivi maestri del web. Per cui, via. Più sobrietà. Qualcuno ha visto anche qui lo zampino della presidenta della Camera, Laura Boldrini, concentratissima nella sua crociata contro gli odiatori del genere femminile e in favore delle signore bacchettone. Da una parte ha ragione: contro di lei gli insulti sono atroci e qualche programma Rai, in passato, ha toccato punti bassi sugli stereotipi delle donne dell'Est, ma perché prendersela con le ereditiere di Frizzi? Mistero.         

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Commenti all'articolo

  • Skyler

    11 Settembre 2017 - 11:11

    Se non sei cessa e raccomandata come Littizzeto & Company non puoi stare in Rai......

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  • andresboli

    05 Settembre 2017 - 11:11

    non ci posso credere!!

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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