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Penelope

Chiamatela presidente

Elisabetta Alberti Casellati prima donna alla guida del Senato

Pragmatica, pignola, impeccabile: è l'antigrillina per eccellenza 

26 Marzo 2018

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Galanteria dal collega senatore azzurro subito dopo l'elezione

Pragmatica, pignola, impeccabile: è l'antigrillina per eccellenza 

Se c'è una donna distante anni luce dai grillini è proprio Elisabetta Alberti Casellati, neo eletta presidente del Senato proprio con i voti del Movimento Cinquestelle (oltre che del centrodestra). Mettiamo vicine per un momento lei e la pasionaria grillina Paola Taverna, oppure lei e la ex senatrice Elisa Bulgarelli: non è una questione di look, sia chiaro, ma di interpretazione del mandato parlamentare o anche solo di presenza all'interno delle istituzioni. La Casellati è avvocato, conservatrice, favorevole alla riapertura delle case chiuse per togliere le ragazze dalla strada, fedelissima berlusconiana e impeccabile, quasi maniacale nelle sue funzioni. La Taverna è la pentastellata borgatara che del Cav aveva detto: "io a quello je sputo" e che mai e poi mai avrebbe appoggiato un inciucio con partiti diversi dal Movimento Cinquestelle. Eppure, da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti visto che la Casellati è stata eletta anche con voti della Taverna e compagni (e Fico alla Camera è stato eletto con i voti di Forza Italia). La Casellati è lontana dai grillini e dalla sinistra anche nella semantica: "Chiamatemi presidente", ha detto ai cronisti che volevano sapere le sue preferenze al riguardo. Altro che presidentessa, sindaca, avvocata o ministra. Non sono le vocali in fondo alla parola che fanno la differenza. Conta che per la prima volta una donna è stata eletta al vertice del Senato, seconda carica dello Stato. Ed è già un passo avanti.

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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