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Se Biancaneve massacra Salemme

il capolavoro Disney fa il botto d'ascolti

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Se Biancaneve massacra Salemme

La Biancaneve del ’37 che maciulla Salemme e beffa tutti i Grandifratelli del mondo è qualcosa di esaltante.
Se ne sono accorti in pochi, e quei pochi sono ancora lì ad asciugarsi le lacrime, antichi spettri d’infanzia perduta: il primo lungometraggio d’animazione di Walt Disney in versione HD trasmesso per la prima volta da Raiuno registra 7 milioni e più di spettatori per un 27,99%, quasi doppiando “Sms”, il film migliore di Salemme. La prima domanda è: quanto male avrebbe fatto Biancaneve a un varietà di Salemme? La seconda: è possibile che un cartoon di mezzo secolo fa, nonostante la parcellizzazione dei canali e la miriade di tv tematiche dedicate -Sky, Premium Mediaset, Disney Channel ecc..- possa ottenere risultati di audience così fantasticamente anacronistici? Sì, è possibile. Se sfogliate il pregevole saggio “Storia della Disney” di Ginha Nader (Odoya) scoprirete che non solo il cartone diretto da David Hand è il maggior cineincasso della storia con ben 10 edizioni, o che la canzone “Someday My Prince Will Come” è diventata un cult jazz o che sono stati fatti più tagli qui che in “Ultimo tango a Parigi” tipo il principe viene gettato nelle segrete con mucchi di scheletri e gli animaletti del bosco che fabbricano il letto all’eroina. Ma realizzerete che in esso è concentrata la “filosofia di vita”- tenacia, rispetto della famiglia e senso dell’onore- dello stesso zio Walt, a quei tempi tacciato di filofascismo e costretto ad impegnarsi la casa per sfornare il suo capolavoro.
Se considerate poi che anche “Cenerentola” e tutto il ciclo Rai “Principesse Disney”, ha raggiunto ascolti ragguardevoli, be’, il quadro sociologico che ne esce è in assoluta controtendenza.
 La gente oggi si ritrova la fantasia intasata da reality, da afflati gossippari, dav politici che sbraitano in tv, da fiammate di violenza e d’eversione. Sicchè si ributta sui sogni collettivi. E Biancaneve con le sue streghe cattive, i suoi nani freaks e i suoi tradimenti d’infanzia ha più piani di lettura di un trattato di Lacan. Anche se noi, onestamente, preferivamo “La spada nella roccia” e “Robin Hood”...

 

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Commenti all'articolo

  • uycas

    11 Gennaio 2011 - 14:02

    Anche la bella addormentata portò la Diseny all'orlo del fallimento come pure fantasia se non sbaglio in quanto il pubblico non apprezzò l'audio stereo

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  • francescospecchia

    11 Gennaio 2011 - 01:01

    ... però ti ricordo che Taron portò la Disney sull'orlo del fallimento. Si salvò solo grazie a Roger Rabbitt... f

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  • numetutelare

    10 Gennaio 2011 - 21:09

    Il senso di questo articolo é che quelle mezze seg.. del G:F:, i reality fricchettoni, e le ammucchiate familiari in salsa romanesca hanno reso soporifere le serate degli italiani, almeno di quelli pensanti.

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  • uycas

    07 Gennaio 2011 - 23:11

    hai ragione, aggiungerei pure la Bella addormentata, o Cenerentola. Biancaneve merita per i disegni, mentre le altre per la storia. Un altro bel cartoon Disney e l'ultimo dell'era del disegno a matita ma poco noto é Tharom e la pentola magica. La bella addormentata è molto simile alla Spada nella roccia, mentre Robin Hood è un mondo a parte

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