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Spartacus, un Ercole molto più gay oriented

la nuova miniserie di SkyUno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Spartacus, un Ercole molto più gay oriented

Il finalone dello “Spartacus” di Stanley Kubrick  -quello in cui tutti gli schiavi, all’unisono gridano di essere Spartaco- è una delle scene più citate della storia del cinema. L’ultimo paragone, per dire, è stato quello con Julian Assange e Wikileaks: il gladiatore che spezza le catene del dominio globale dei media possiede un cotè metaforico fascinoso. Spartacus –come Zorro, l’Atticus Finch del Buio oltre la siepe, e il Kane di Quarto potere- è un simbolo.

Sicchè uno che ha in mente il suddetto capolavoro e affronta “Spartacus: sangue e sabbia” (Spartacus: Blood and Sand)  serie prodotta da Sam Raimi ora in onda su SkyUno ( giovedì, ore 21,10, esordio record con una media di 226.402 spettatori e una permanenza del 52%) parte, inevitabilmente prevenuto. Invece, a guardare quest’esplosione di corpi –ha ragione chi dice molto gay oriented, a dire il vero-; questa narrazione cruenta; questo mix di scene di sesso simili a quelle dell’omologa Rome già prodotta da Hbo Bbc e Rai, questa ricerca capziosa del ralenty e dell’effetto speciale;be’ tutto ciò evoca molte cose tranne la noia. L’estetica dell’efferatezza è comunque una cifra stilistica, per chiunque abbia in mente l’arte di Frank Miller, al cui romanzo grafico la miniserie è direttamente ispirata. Miller, per chi non lo conoscesse è un genio. E’ il cartoonist/scrittore autore del “Batman Dark Knight” e, soprattutto, di “300”, il capolavoro sugli Spartani alle Termopili che ripristinò al cinema il senso della patria e dell’onore. Ecco. Questo Spartacus , in realtà è un re Leonida coi muscoli guizzanti ma con più sesso. Sicchè, qui c’è senz’altro una trama: c’è  l'inizio della schiavitù del guerriero trace poverissimo  e la permanenza forzata presso la scuola gladiatoria del ricco Batiato; c’è l’arruolamento in un corpo ausiliario della milizia romana per combattere contro un nemico comune a Roma e alla Tracia; c’è l’inevitabile trasformazione nello “schiavo che sfidò l’impero” per essersi ribellato al pretore Claudio Glabro, e tutto il resto. Ma la trama quasi si perde nel delirio visivo. E’ come se venisse riproiettato “Maciste” o “Ercole al centro della Terra” col forzuto Steve Reeves ad una velocità doppia. Quel che ne esce è stupore senza tempo: una bella sceneggiatura che però poteva essere anche ambientata ad Atlantide, o a Waterloo, o sulla Luna. Tanto nel clangore delle spade e nell’avvitarsi dei corpi se ne sarebbero accorti in pochi…

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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    03 Marzo 2011 - 15:03

    Rispettabilissimo. Ma -oddio- un po' tranchant... fs

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  • uomo-qualunque

    01 Marzo 2011 - 15:03

    Non ho visto Spartaco, ma dopo aver visto solo le figure del film di Batman sono ben certo di non andare a vedere tale tipo di "arte". Ma chi me lo fa fare? a me non possono vendermi uno schifo per arte. Non sono stato fanatico di Batman, ma da quel che ho potuto divertirmi leggendolo da piccolo le dette figure erano lontanissime; mi facevano pensare a quanto contorta fosse la mente che le aveva generate. Poi se penso a un ragazzino vedendo tale Batman sento solo paura di quel che possa risvegliare, cioé tutto il negativo possibile. Una specie di arancia meccanica per più giovani. Insomma solo c'é una cosa da fare: CESTINARE tale schifo.

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