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Il G Day di Geppy, bello e un po' inutile

la strisce satirica su La7

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Il G Day di Geppy, bello e un po' inutile
Quando non la vedi sofferente  d’aerofagia nella pubblicità dello yogurt, Maria Giuseppina Cucciari detta Geppy è un raro talento comico.

Colta, soavemente impacciata, lanciata a Zelig come contraltare al sarcasmo volgarotto di Annamaria Barbera, la sarda Geppy possiede una verve autoironica che l’avvicina un po’ alla scrittrice Alessandra Appiano, l’inventrice  della “letteratura italiana per ragazze disperate” e un po’ al Woody Allen degli inizi. Per dire: i suoi scoppiettanti siparietti a Victor Victoria non avrebbero stonato nei locali fumosi illuminati dagli stand up comedian newyorkesi. Tecnicamente, insomma, Geppy dà dei punti a molti suoi colleghi, nonostante l’insensatezza della partecipazione a Italia’s Got Talent, dovuta probabilmente a motivi alimentari (da cui il richiamo arcaico all’aerofagia). Ma da qui a sapersi produrre ogni santo giorno, da sola, in un programma satirico (“G Day”, da lunedì a venerdì, La7), bè, ce ne passa. Ora, il giudizio su Geppy sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Trattasi d’un eterno rodaggio. D’altronde la striscia quotidiana, in tv, è come la riforma della giustizia per la politica: la cosa più insidiosa. Dio, in “G Day” qualche trovata c’è. Si staglia quest’enorme frigorifero da cui viene scongelato l’ospite in collegamento interrogato in stile Dario Vergassola: dall’impacciata Camusso alla effervescente direttore di Novella 2000 Candida Morvillo all’aggrovigliato Moccia. E poi si denudano i mitici vox populi, le interviste strappate all’ “uomo della strada” che forniscono materia di titolo per finti tg, in stile Gianni Ippoliti. E poi si aggrediscono i telespettatori con sondaggi paradossali (“Potendo scegliere manderebbe suo figlio a una scuola pubblica, a una privata , o a una privata di tutto?”), in stile Gene Gnocchi. Ecco, forse il problema è che “G Day” è sempre “in stile” di qualcun’altro senza averne uno proprio, di stile. Finora, almeno.

Il che non sarebbe tragico: un velo di sorriso in preserale allieterebbe. Se non fosse che il programma era stato progettato come traino soft al tg hard di Mentana. Risultato: Geppy fa da un 1,7% al 2,2% di share; ma Chicco, appena appare, svetta al 9%. Nulla cambia. Sicchè il “G Day” si rivela un programma simpatico ma industrialmente inutile...




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Commenti all'articolo

  • amarte40

    29 Marzo 2011 - 23:11

    Lei è fuori discussione come bravura, simpatia e d intelligenza. Il g-day non altrettanto. Si basa su domande scontate a tal punto da risultare ridicole tipo: 1- le accetterebbe i migranti???? 2- o preferirebbe che li accettassero le altre regioni??? ovvia la risposta........2. inoltre è troppo veloce e non concede tempo a nessuno il tempo di pensare prima di rispondere. A emanuele filiberto ha detto di presentare il suo libro in 30 secondi e poi gliene ha dati 5 o 6 voto a lei 9 alla trasmissione 3

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  • parigiocara

    29 Marzo 2011 - 18:06

    sarà inutile, ma almeno : 1) non è sboccata; 2) è divertente; 3) è sarda. la TV di stato paga profumatamente quella gallina cinquantenne che, da fazio (compiacente) dice volgarità e pruderie che farebbero arrossire chiunque solo a pensarle; lei le propaga col megafono, così come dicesse "buongiorno signori" !!! e la Venier : un'oca e basta ... viva Geppy, continua .... e la/ non ci costa niente ..

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