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Rajae del Gf, l'unica libica respinta

eliminata la musulmana al reality

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Rajae del Gf, l'unica libica respinta
La madre è abbondante, il volto incorniciato dallo hijab - il velo islamico-; corpo e parole sono infagottate dal pudore verso la telecamera. Giustamente, trattandosi di quelle del Grande Fratello.

La madre slaloma tra i mobili Ikea a s’aggrappa alla parete in plexiglass, ad abbracciare la figlia dall’altra parte. La madre piangendo, sussurra: «Ti voglio bene, mi è costato tanto venire qui (viene dal Marocco, ndr). Ricordati sempre delle tue origini, figlia mia». La figlia urla: «Mamma ti amo, sono sempre orgogliosa delle mie origini...» e lacrima anch’essa; e il plexiglass, da un lato e dall’altro, pare un parabrezza in una giornata di pioggia. Solo che gli extracomunitari non sono a un semaforo, ma nella Casa più famosa d’Italia, dove la madre incontra la figlia Rajae Bezzaz, che è appena stata eliminata. Ora, noi non seguiamo il Gf e quindi ignoriamo -se non per lettura delle cronache- i rovelli di Guendalina, i sospiri di Davide, gli sguardi del modello italo-giapponesi, le origini di Jimmy Barba che detto così sembra un caratterista dei film di mafia di Scorsese. Però smanettando sul web, ci è capitata la suddetta scena di Rajae, la prima libica sulla quale, in questi giorni i respingimenti hanno davvero funzionato. Certo Raje è una modella che nulla a che vedere coi ribelli che avanzano verso Sirte a colpi di kalashnikov. Rajae Ha un curriculum costruito a base di “nel tempo libero va in palestra pratica jogging e trekking, canta, ’anche se non sono affatto intonata’” e di “nel suo passato ci sono anche storie con italiani cattolici...”. La religione islamica (e il divieto presunto di partcipare al reality) è il suo atout per aggrapparsi alla notorietà; mentre i suoi coetanei faticano per aggrapparsi alla libertà.

Però qui siamo oltre la tv. Siamo al grande racconto popolare nel quale irrompe la realtà, divenendo anch’essa parte del racconto. E non crediamo che -come a Forum- la madre di Rajae sia un’attrice. Perchè negli occhi lucidi della donna c’era il dolore dei migranti. Soprattutto perchè la donna - mentre la Marcuzzi, cerca di bloccarla- dice alla figlia: «Fatti vedere che sei stata cresciuta da una donna, fatti vedere che sei intelligente, non smettere di studiare...». Ci volevano 11 edizione e una signora travolta dalla guerra per ridare alle cose il giusto peso... 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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