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Rajae del Gf, l'unica libica respinta

eliminata la musulmana al reality

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Rajae del Gf, l'unica libica respinta
La madre è abbondante, il volto incorniciato dallo hijab - il velo islamico-; corpo e parole sono infagottate dal pudore verso la telecamera. Giustamente, trattandosi di quelle del Grande Fratello.

La madre slaloma tra i mobili Ikea a s’aggrappa alla parete in plexiglass, ad abbracciare la figlia dall’altra parte. La madre piangendo, sussurra: «Ti voglio bene, mi è costato tanto venire qui (viene dal Marocco, ndr). Ricordati sempre delle tue origini, figlia mia». La figlia urla: «Mamma ti amo, sono sempre orgogliosa delle mie origini...» e lacrima anch’essa; e il plexiglass, da un lato e dall’altro, pare un parabrezza in una giornata di pioggia. Solo che gli extracomunitari non sono a un semaforo, ma nella Casa più famosa d’Italia, dove la madre incontra la figlia Rajae Bezzaz, che è appena stata eliminata. Ora, noi non seguiamo il Gf e quindi ignoriamo -se non per lettura delle cronache- i rovelli di Guendalina, i sospiri di Davide, gli sguardi del modello italo-giapponesi, le origini di Jimmy Barba che detto così sembra un caratterista dei film di mafia di Scorsese. Però smanettando sul web, ci è capitata la suddetta scena di Rajae, la prima libica sulla quale, in questi giorni i respingimenti hanno davvero funzionato. Certo Raje è una modella che nulla a che vedere coi ribelli che avanzano verso Sirte a colpi di kalashnikov. Rajae Ha un curriculum costruito a base di “nel tempo libero va in palestra pratica jogging e trekking, canta, ’anche se non sono affatto intonata’” e di “nel suo passato ci sono anche storie con italiani cattolici...”. La religione islamica (e il divieto presunto di partcipare al reality) è il suo atout per aggrapparsi alla notorietà; mentre i suoi coetanei faticano per aggrapparsi alla libertà.

Però qui siamo oltre la tv. Siamo al grande racconto popolare nel quale irrompe la realtà, divenendo anch’essa parte del racconto. E non crediamo che -come a Forum- la madre di Rajae sia un’attrice. Perchè negli occhi lucidi della donna c’era il dolore dei migranti. Soprattutto perchè la donna - mentre la Marcuzzi, cerca di bloccarla- dice alla figlia: «Fatti vedere che sei stata cresciuta da una donna, fatti vedere che sei intelligente, non smettere di studiare...». Ci volevano 11 edizione e una signora travolta dalla guerra per ridare alle cose il giusto peso... 

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