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Pif, lo "scassaminchia" che la butta in politica

Su Mtv "Il testimone"

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Pif, lo "scassaminchia"  che la butta in politica
Il siciliano Pif in arte Pierfrancesco Diliberto, classe ’72, ha fatto dello suo scassare la minchia agli altri un’arte ineguagliata; e, in genere, sta alla televisione come i Monty Python stanno al cinema.

Ex Iena, figlio illegittimo dell’umorismo surreale di Enrico Lucci, Pif armato di telecamerina e sguinzagliato come un chihuahua rognosissmo nella vita privata e tra gli zebedei dei vip è l’arma impropria di cui si serve Mtv. La sua trasmissione “Il testimone” (martedì sera in prime time) è diventata, a torto o a ragione, un piccolo cult che destruttura il concetto stesso di intervista, dove non conta tanto il contenuto quanto il contenitore. Che, di solito, è vuoto. L’intervistato di Pif - sovvertendo ogni regola giornalistica- potrebbe addirittura non parlare, ma ogni suo gesto e pensiero, diventa la pennellata d’un grande ritratto generazionale. Dopo aver incontrato gli sportivi Gallinari e Pescatori e Fabrizio Corona, lo scassaminchia Pif ha voluto confezionare una puntata, “Non è un paese (solo) per vecchi” partendo dalla sua «bellissima nipote che è nata nel 2005 e che fra dieci anni potrebbe trovarsi a votare Casini, Fini e D’Alema, come lo zio. C’è qualcosa che non va...».

Sicchè Pif, come un esploratore che si fa di peyote decide di indagare sulla gioventù politica e chiede di passare una giornata con Giorgia Meloni e Matteo Renzi. Separatamente. L’approccio col sindaco di Fierenze è divertente; dopo averlo agganciato in pubblico tenta il suicidio ascoltando i discorsi di Capezzone: «Affronterò con dignità Matteo Renzi come Socrate affrontò con dignità la morte». E poi descrive la sua possente performance al regista Spike Lee in persona: «Gli ho fatto molte domande che non mi ricordo, lui mi ha dato molte risposte che non ricordo, poi ha stretto mani, ha controllato i vigili, ha salutato la gente».

 Con la Meloni Pif, assai deferente, si istituzionalizza. La accompagna in giro mentre lei traversa Roma in scooter con casco tricolore; la fa parlare di Carla Bruni e Vendola; ne raccoglie lo sfogo («siamo figli di una cultura che vuole giovani al potere finchè non si sono messi loro»); si fa prendere -fintemente- per i fondelli al dicastero. Divertente. Ma abbiamo un deja vu: queste cose, su Mtv, non le faceva già, uguali, Massimo Coppola?...



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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    06 Maggio 2011 - 13:01

    non ho capito il riferimento, pardòn... f.specchia

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  • deni_98

    29 Aprile 2011 - 00:12

    Speccchia, .......si specchia, e si vedra meno (libero)di quel che ci vuol far credere!!!!!!!!

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  • brownbook

    28 Aprile 2011 - 06:06

    Massimo Coppola le faceva in un altro modo.

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