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Uno Scilipoti a Mi mnda Raitre

l'esordio della tv di servizio

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Uno Scilipoti a Mi mnda Raitre
Edoardo Camurri, il neo conduttore di “Mi manda Raitre”, oltre ad essere “laureato in filosofia teoretica con tesi sul dibattito tra Kojève e Leo Strauss” (come sottolinea sempre Aldo Grasso non si capisce bene perché) è persona educata, ritta e professionale come un capitano sabaudo alle Ardenne.

E -diamine- abbiamo sudato freddo, quando, all'esordio nella trasmissione di servizio, gli han piazzato sul sofà il sosia di Danny De Vito, Domenico Scilipoti. Scilipoti parlando in terza persona, si è esibito nell'usuale show pirotecnico. Scilipoti  è un Responsabile, soprattutto della sua sovreccitata sintassi. Non ci torneremmo su, se la puntata non fosse oramai un cult su Youtube e se il cattivissimo collega Delbecchi sul Fatto non ne avesse descritto la trasfigurazione con stupore quasi ammirato. A “Mi manda Raitre” si parlava di medicina olistica; e Scilipoti in veste di agopuntore era stato inviato come organizzatore di convegno nel quale svettava un sedicente luminare fissato con l'idea che essendo il cancro d'origine psicosomatica, la chemio era inutile. C'era di mezzo una paziente morta.

L'educato Camurri vestito come uno delle Iene, a quel punto, ha cercato d'inchiodare il vecchio Scili alle sue responsabilità, mentre quest'ultimo pronunciava la frase «Qui parlo popolare, per farmi capire parlo da medico» (e ci si chiede: ma quando parla da politico, come parla Scilipoti?). Da quel momento, ecco scattare la molla. Il placido agopuntore è arrossito come un crostaceo e s'è, appunto, trasfigurato aggredendo Camurri a colpi di «Lei è un mascalzone» e «Lei si deve vergognare! Lei si deve vergognare!»; che, insomma, detto da Scilipoti  suona quasi come un'attestazione di stima. Camurri, dapprima, s'è urtato assai. Poi, però, pur di strappare all'ospite un pentimento, l'ha blandito, gli ha fatto le carezzine, ha specificato: «Io sono educato, sono di Torino...». E Scilipoti rispondeva: «Io sono passionale, io sono siciliano». E in un tale tripudio geografico, Scilipoti pareva la versione umana di quel vecchio gioco anni 70, l'Allegro Chirurgo, deve se sbagliavi a toccare con la pinzetta il paziente si incazzava come un'ultrà allo stadio.

Le cronache di oggi registrano che Scilipoti si sta battendo, contro la Gelmini, per la trascuratezza dello studio della geografia nelle scuole. Lo vedremo, probabilmente, nel prossimo studio vestito da Atlante De Agostini...

 

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